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mis canciones son de la revolución


E finalmente, dopo ben quattro singoli, è arrivato Born this way, l'album di Lady Gaga.

Il primo singolo, Born this way, è obiettivamente un capolavoro, e talmente controverso che l'altra sera ad American Idol hanno evitato di cantare la strofa "no matter gay, straight or bi / lesbian, transgendered life / I'm on the right track baby / I was born to survive" (thanks, middle America); Judas è spudoratamente un rifacimento di Bad romance ma ha ugualmente innervosito i fondamentalisti cattolici (pontifex è un sito le cui farneticazioni mi mettono, non so perché, di buon umore per quanto sono allucinanti), che forse non hanno mai notato che il cristianesimo abbia una dimensione corporale che sarebbe teologicamente interessante recuperare; su Hair non c'è molto da dire; The edge of glory è, letteralmente, spettacolare.

Il resto del disco non è da meno. Al momento la mia favorita è Americano, che si apre con una citazione di Mambo italiano (e già solo questo la eleva di dieci spanne dal resto) e che è meglio di tutta la carriera di Jennifer Lopez. E pure Government hooker non è male.

Pubblicato il 28/5/2011 alle 12.41 nella rubrica Diario.

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