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maior pars mortalium, pauline


Mi sa che era proprio di questi tempi che, per la maturità di vent'anni fa, ripassavo il De brevitate vitae di Seneca (era quando si portavano due materie - fatte bene - anziché tutte le materia appiccicate alla meno peggio)
, in cui il povero Paolino ("prefetto dell'annona", tipo frase fatta, tranne il fatto che non avevo ben chiaro cosa fosse l' "annona") veniva inondato dalle osservazioni senecane sul (mal)uso del tempo. Per celebrare l'anniversario, ho recuperato l'edizione di Williams, che pubblica il testo latino del De otio e del De brevitate vitae con ricco commento, attento soprattutto ai fatti linguistici, tragicamente messo in coda al testo e scritto piccolo piccolo, in modo da renderne ardua la consultazione. Iactura temporis, direi.

Pubblicato il 14/5/2011 alle 13.27 nella rubrica Diario.

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