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vietato ai minori


Da piccolo, appena iscritto all'università, andai un paio di volte al corso di greco elementare (tenuto da Segoloni, che già allora parlava continuamente dei Banchettanti di Aristofane), con la scusa di ripassare qualcosa, anche perché le lezioni 'vere' sarebbero iniziate a novembre.

Il corso era davvero elementare, per cui lo abbandonai subito, ma da allora mi interrogo sulla difficoltà di insegnare greco ex novo a studenti che non hanno fatto il classico e che magari non sanno neanche il latino (non che tutti quelli che hanno fatto il classico lo sappiano, eh), come d'altronde mi interrogo sempre sulla efficacia dello studio ginnasiale, in cui i fanciulli sono assaliti da 'mosche', 'muse', 'discepoli' e 'regioni' e dopo cinque anni sono solitamente in difficoltà a tradurre in 4 ore una quindicina di righe di Platone o di Plutarco.

Tornando al "greco per adulti" (non nel senso di leggere Eroda o le Lettere di cortigiane di Alcifrone), all'epoca l'editoria universitaria non si era data da fare, mentre questo di Michelazzo è già il secondo libro per questo target in cui m'imbatto (temo sia dovuto al fatto che la scuola è piena di ex maestre elementari che si sono abilitate con una ventina di ore di greco alle spalle), dopo quello di Aloni.

Io resto sempre un po' perplesso, perché l'impianto del libro resta secondo me eccessivamente complesso e comunque richiede un gigantesco lavoro di mediazione da parte del docente, malgrado qui vi siano alcuni spunti di buon senso (come l'anticipazione degli aoristi rispetto al futuro), sommersi comunque in pagine e pagine sull'uso dell'articolo...

Pubblicato il 23/4/2011 alle 14.38 nella rubrica Diario.

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