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someday stay gold - 2

(parte 1) Il posto in cui stiamo e' una boarding school, una mega struttura ottocentesca à la Cambridge, dove arriviamo verso le 5 e mezza del pomeriggio. I fanciulli sono divisi fra maschi e femmine in due casette attigue. In questa settimana gli studenti inglesi sono tornati a casa e le stanze in cui siamo sono le loro. Per i perversi metodi educativi degni dell'eta' vittoriana (pare si debba fare cosi' per avere un impero), le stanze delle camere non hanno la chiave - docenti compresi. In compenso c'e' un tavolo da biliardo che viene subito preso d'assalto. Bastano comunque 10 minuti e questa segregazione per genere porta immediatamente ad un clima di caserma con punte di omoerotismo a tratti inquietanti. La cena e' - brace yourself - alle 1830, in un salone dominato da ritratti di rettori di fine secolo e da scritte in latino (il monumento funebre per i caduti della I guerra mondiale ha un'iscrizione in greco! col congiuntivo aoristo!), ma si mangia anche abbastanza bene.

Dopo cena ci spiegano le REGOLE del college. In primis, non si puo' fumare e non dico dentro i locali, proprio non si puo' fumare in tutta la struttura - alla fine scopriamo comunque l'esistenza di due posti segreti - uno per docenti ed uno per alunni - in cui pare che le telecamere di sorveglianza non arrivino. Poi c'e' un altro divieto che, non ho capito perche', pare essere un MUST del sistema educativo inglese: sono vietate le gomme da masticare. In ogni caso, alle 2230 si deve ordinare ai fanciulli di stare nelle proprie stanze e questi - incredibilmente ci vanno.

Lo scopo principale del viaggio dovrebbe essere un progetto di integration presso una scuola locale, solo che, per motivi organizzativi, il tutto si concentrera' in un paio di giorni. Il primo contatto e' tutto sommato positivo; il liceo qui comincia alle 9 di mattina e tutti gli studenti locali sono, come e' normale in Inghilterra, in uniforme; ai nostri era stato chiesto di curare in particolare l'abbigliamento, per cui pure noi siamo tutti in ghingheri, anche se scopriamo che gli alunni dell'ultimo anno possono vestire piu' casual. I nostri vengono divisi in gruppetti e, accompagnati da un paio di alunni inglesi, fanno prima un tour della scuola, poi un po' di conversation (qui tra l'altro studiano - non benissimo, sembra, italiano) ed infine stanno un'oretta in classe ad assistere a delle lezioni (fanno anche cucina e falegnameria!). Fuori piove e quindi noi docenti affacciamo arditamente la testa per fumare o stiamo in biblioteca a correggere pile di compiti arretrati.

Il pomeriggio prevede attivita' sportive ed i nostri si dividono fra maschi e femmine per giocare - buttando decenni di coeducazione - a calcio e pallavolo. Anche oggi il coprifuoco e' alle 2230 e noi docenti cominciamo a sentirci un po' inutilii - il mio compito principale consiste nello svegliarli la mattina...

(continua...)

Pubblicato il 18/4/2011 alle 22.0 nella rubrica lettere di un professore.

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