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let him entertain you


Le aspettative, ovviamente, erano alte. Nell'estate del 1995 Robbie Williams lasciò i Take That, si tinse i capelli di biondo e sparì nel nulla. L'anno dopo ritornò con una cover di Freedom di George Michael, azzeccata come scelta riguardo al testo, per quanto non aggiungesse nulla all'originale - ed era pure un po' ingrassato ("the fat dancer from Take That", pare dicesse uno degli Oasis, sempre carino).

Il suo primo album (sine Freedom, evidentemente non rappresentativa), Life thru a lens, uscì invece nel 1997, preceduto da due singoli, la didascalica Old before I die e la prima collaborazione con Guy Chambers, Lazy days, che a me piaceva ma che non sfondò più di tanto (peggio fece il singolo successivo, South of the border - meritatamente, 'sta volta).

L'album manco entrò nella top ten inglese.

Come ultima spiaggia, uscì un ennesimo singolo, Angels, l'album arrivò al #1 e per un decennio si smise di dire "the fat dancer from Take That".

Peccato che questa riedizione non ospiti due brani d'epoca, la cover di I wouldn't normally do this kind of things dei Pet Shop Boys e la versione trash-metal di Back for good.

Per il resto, the ego has landed.

Pubblicato il 29/3/2011 alle 20.43 nella rubrica Diario.

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