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persistenza


A scuola, di Seneca tocca sempre fare la lettera sugli schiavi (ne parlavo qua) e qualcosa sul tempo (un po' di lettere o il De brevitate vitae), per cui ho letto Il senso e il non senso del tempo in Seneca di Valeria Viparelli, col risultato di farmi venire il mal di testa. Considerato che, a proposito di tempi perduti, Proust è ben altro, qui uno si perde in riflessioni sparse, piuttosto disordinate e volutamente involute. Si fa prima a leggere direttamente Seneca, che è comunque un po' più vivace.

Pubblicato il 7/3/2011 alle 14.40 nella rubrica Diario.

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