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serve ancora repubblica?

Una precaria scrive a Repubblica per lamentare la sua condizione di precariato permanente (io lo faccio da anni).

A mo' di provocazione afferma di poter "dire che il latino, la letteratura e la filosofia non servono a nulla
". A me pare ovvio sia una provocazione,  più o meno originale, per sottolineare come oggi lo studio 'matto e disperatissimo' conti assai poco, a repubblica.it invece pensano che il tema della lettera sia davvero l'opportunità o meno di insegnare nelle scuole il latino (non la letteratura e la filosofia, ugualmente citate, ma solo il latino, perché a repubblica.it hanno difficoltà con più soggetti al singolare messi di seguito, evidentemente) e partono subito con il loro 'sondaggio on line' sull'opportunità di studiare 'la lingua di Cicerone' nei 'programmi scolastici'.

Complimenti, avete proprio colto il punto della questione e prestato un ottimo contributo al dibattito sul precariato.

Alla collega invece direi che stamattina ho per caso incontrato sul treno un mio ex studente e e che scoprire che il tempo trascorso insieme è stato ben speso giustifica tutti gli inciampi incontrati per strada.

Pubblicato il 18/2/2011 alle 13.18 nella rubrica lettere di un professore.

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