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questione di ginocchia!


C'era bisogno di una nuova edizione commentata dell'Iliade? Alla Carocci hanno pensato di sì, e per ora è uscito il libro XVIII (quello con lo scudo di Achille) ed il primo libro, quello dell'ira funesta da cui ha inizio il tutto.

L'edizione è molto carina, con una nuova traduzione ed un buon commento/introduzione (di stampo antropologico, con delle intriganti schede di approfondimento, su temi come il rapporto di potere Achille/Agamennone o la polifunzionalità dello scettro) - sarebbe comunque il caso che traduttore e commentatore si parlassero, visto che ogni tanto il commento dice che un termine non va tradotto in un certo modo che poi è esattamente il modo in cui viene tradotto qui.

Ho inoltre finalmente capito perché quando si supplica qualcuno gli si abbracciano le ginocchia: non pare tanto un gesto di umiliazione ma quasi di costrizione, visto che le ginocchia, che sono le giunture più evidenti del corpo umano, rappresenterebbero la capacità stessa di muoversi e di agire - abbracciare le ginocchia vuol dire insomma bloccare qualcuno e costringerlo all'inazione finché non ha esaudito il nostro desiderio. E questo senza citare la curiosa teoria per cui il ginocchio sarebbe una delle sorgenti del seme maschile, per cui Teti "castrerebbe" Zeus...

Pubblicato il 26/1/2011 alle 11.0 nella rubrica Diario.

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