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corpi del reato


Power and eroticism in imperial Rome di Caroline Vout è un libro un po' strano. Se non ho capito male, si propone di studiare i complessi rapporti tra il Potere della Roma imperiale e la vita sessuale degli imperatori, laddove questa si fa 'deviante' (perché omosessuale o extra-matrimoniale) e laddove il 'corpo' degli amati assume un ruolo importante.

Per far questo, si parla dell'Antinoo amato da Adriano (la parte più consistente del testo, con particolare attenzione alle sculture che lo rappresentano e che lo rendono il terzo personaggio antico più conservato nel marmo, con un centinaio di sculture di più o meno certa attribuzione), dei due eunuchi amati da Nerone (Sporo) e Domiziano (Earino - storia che ignoravo del tutto, e che è ben presentata da alcuni testi di Marziale, che si rivela ricchissimo di spunti, come sempre) e di Pantea, l'affascinante amante di Lucio Vero (di cui parla Luciano in due operette minori - parecchio minori, cosa che rende il capitolo un po' oscuro).

La cosa più intrigante resta non tanto il riferimento finale a Carlo e Camilla (!), quanto la scoperta che nel neopaganesimocontemporaneo esiste un culto dedicato ad Antinoo, inteso come, er, il "dio gay", il cui "tempio" non poteva che stare ad Hollywood...

Pubblicato il 1/1/2011 alle 15.7 nella rubrica Diario.

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