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il destino è quel che è


Nella famosa 'lettera sugli schiavi', il buon Seneca spiega che il destino si muove in maniera imprevedibile e che chi oggi è padrone, domani potrebbe trovarsi ridotto schiavo; tra i tanti exempla, evoca brevemente quello che accadde nella selva di Teutoburgo alla fine dell'estate del 9 dC, quando i Germani
, guidati da un tale Arminio, tesero un agguato a tre legioni romane guidate da Quintilio Varo e le massacrarono, uccidendo qualcosa come 18mila uomini e riducendone in schiavitù i pochi superstiti.

Per quanto ne scriva più di cinquant'anni dopo, Seneca non ha bisogno di molte parole (Variana clade multos splendidissime natos, senatorium per militiam auspicantes gradum, fortuna depressit: alium ex illis pastorem, alium custodem casae fecit
), perché l'eco della sconfitta fu enorme, tale da restare nella memoria romana come uno dei momenti più cupi della loro storia.

A questa battaglia è dedicato un saggio di Peter S. Wells, che, spaziando tra le fonti letterarie (Tacito, Velleio Patercolo, Cassio Dione) ed archeologiche, cerca di ricostruire quanto accadde.

Il lavoro offre spunti interessanti (la fortuna di Arminio nei secoli successivi, come precursore dell'unità tedesca e di Bismark), in mezzo ad un po' di ripetizioni ed ad un certo disordine editoriale, talora cedendo al gusto dello splatter (la descrizione della battaglia stessa è un po' troppo compiaciuta) e qualche volta concedendo troppo all'immaginazione.

Stimolante, comunque, nel caso che uno voglia organizzare una campagna militare l'estate prossima.

Pubblicato il 24/12/2010 alle 12.38 nella rubrica Diario.

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