Blog: http://cheremone.ilcannocchiale.it

vers l'horizon funeste


L'idea che l'ottavo album della sempre meravigliosa Mylène Farmer non fosse scritto, come al solito, con Laurent Boutonnat era un po' inquietante.

Ora che è arrivato, si scopre che Bleu Noir ha ben sette canzoni scritte con Moby (forse troppe?), due scritte con RedOne (tra cui il primo singolo, Oui mais... non) e due prodotte dagli Archive (tra cui il nuovo singolo, Leila, dedicato non alla principessa di Guerre Stellari, pare, ma ad un'esule iraniana) ed uno ha paura che sia come Hard Candy fu per Madonna, cioè l'un po' risibile tentativo di un'ottuagenaria di farsi produrre dai produttori del momento (forse Moby no, diciamo).

Solo che Mylène non ha niente da imparare da Lady Gaga (il video della vecchia Je t'aime mélancolie resta epocale) e là dove Hard Candy falliva, Bleu noir si riscatta, risultando un disco splendidamente coerente e coerentemente splendido. Merveilleux.

Pubblicato il 21/12/2010 alle 13.3 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web