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il rigore delle Erme


Che la società ateniese non fosse molto sensibile alle istanze femminili è cosa nota, ma l'ideologicamente datato lavoro di Eva C. Keuls, The reign of the phallus, va davvero un po' troppo oltre, parlando esplicitamente di fallocrazia, il cui simbolo sarebbero le famose Erme che s'incontravano ad Atene in ogni angolo di strada (se ne parlava qua).

Se da una parte il libro offre davvero un apparato iconografico davvero ammirevole (ci sono più di 350 immagini, quasi tutte di vasi) ed utilissimo per riflettere sulla raffigurazione classica del maschile e del femminile, dall'altra si avanzano teorie parecchio azzardate, e soprattutto campate in aria (la più curiosa è quella per cui l'offerta ad Esculapio che Socrate chiede ai suoi discepoli nella chiusa del Fedone platonico sarebbe in realtà il ringraziamento al dio per una inattesa erezione - una nuova interpretazione del rigor mortis, direi); la più azzardata di tutte è quella che, senza neanche una-dico-una fonte antica (ma tanto le fonti sono utilizzate dall'autrice  con eccessiva libertà, come quando, citando un passo del Per Eufileto di Lisia, si inventa letteralmente un ruolo giuridico specifico per la concubina che avesse dato un figlio al padrone, cosa che nel testo greco non c'è), ipotizza che le Erme furono mutilate dalle donne, in preda ad una rivolta anti-fallica ed anti-militaristica - un vago spunto verrebbe da un passo della Lisistrata di Aristofane che non viene neanche approfondito ma solo buttato lì.

Quando poi si afferma (p. 9) che gran parte dei classicisti sarebbero tali perché affascinati dal patriarchismo, si precipita, a scelta, o nel delirio o nel ridicolo, come se un ispettore di polizia che indiga su uno stupro dovesse necessariamente essere un violentatore seriale...

Pubblicato il 19/12/2010 alle 14.18 nella rubrica Diario.

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