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maestri


Un mio vecchio studente, che fa brillantemente filologia classica all'università, mi ha detto che qualche giorno fa, a 76 anni d'età, è morto Domenico Musti, il mio (e di centinaia di altri) professore di Storia Greca.

Le lezioni di Musti erano, per uno studente del I anno, un'esperienza devastante, in cui non si capiva niente ed un dottorando interveniva sempre citando (a sproposito) Vitruvio, qualunque fosse l'argomento trattato (ai miei tempi si parlava della democrazia ateniese e del complesso sistema di misthoi adottato per favorire la partecipazione democratica dei cittadini).

Il manuale, poi, era un volumone corposo con le pagine gialle, in cui tutto scorreva lineare e chiaro fino a che non si arrivava al temuto capitolo XI (L'Alto Ellenismo) in cui ci si perdeva nel meraviglioso mondo delle guerre di successione ad Alessandro Magno, fra diadochi ed epigoni che si chiamavano tutti uguale e se ne usciva, come dire, provati.

Il corso monografico era, appunto, sui misthoi e Musti ci fece leggere la Costituzione degli Ateniesi di Aristotele e ancora ne so pezzi a memoria.

L'esame fu quello che affrontai con più terrore ma poi con particolare serenità (mi ricordo che un'assistente mi chiese non ricordo quale "guerra sacra", ma all'epoca le sapevo tutte), anche nel momento della "domanda col professore".

Ricordo solo che mi chiese di tradurre e commentare un passo aristotelico e che mentre parlavo lui mi ascoltava, interessato.

Al momento non lo sapevo, ma era una cosa di cui essere orgogliosi.

E onorati di averlo avuto come Professore.

Pubblicato il 21/11/2010 alle 16.22 nella rubrica Diario.

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