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meglio di manzoni


"La cosa brutta dei romanzi russi è che i personaggi hanno dei nomi complicatissimi e delle parentele ancor più complicate, per non parlare del grado che occupano nella società della Russia zarista dell’epoca, così rigidamente stratificata. Ciò comporta, per quanto mi riguarda, la compilazione di schemini finalizzati a ricordarmi chi è e come si chiama ogni personaggio e che ruolo ha. Solo che poi gli schemini, a mano a mano che li aggiorno, diventano più complicati del romanzo e perdo più tempo a raccapezzarmi nello schemino che non a leggere il romanzo"(letto qui).

Ecco, più o meno la stessa cosa succede come 'i romanzi greci'. Si tratta di cinque opere (scritte da personaggi non noti altrimenti, tipo Achille Tazio), in cui, come ne I promessi sposi, la vicenda di due fidanzatini si fa man mano più complessa (prirati! predoni! oracoli! decapitazioni!) fino a raggiungere livelli contortissimi (i miei 'schemini' delle Etiopiche di Eliodoro sono quasi più lunghi del romanzo stesso).

Per chi si vuole cimentare nell'impresa (che offre anche piacevoli sorprese, come Le avventure pastorali di Dafnie e Cloe di Longo Sofista), c'è una traduzione italiana dei cinque romanzi (Il romanzo antico, curato da Giuseppe Zanetto), che comprende anche due testi latini, le Metamorfosi di Apuleio (dove il romanzo assume connotati misticheggianti) e soprattutto il Satyricon di Petronio, in cui i protagonisti non sono due fidanzatini castamente eterosessuali ma un disinvolto terzetto omosessuale (se ne parlava qui) a cui capita di tutto. Da riscoprire.

Pubblicato il 2/10/2010 alle 11.8 nella rubrica Diario.

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