Blog: http://cheremone.ilcannocchiale.it

apologia di seneca



Dunque, è noto che trovo Seneca un po' insopportabile e che quest'anno coi libri di testo non sono molto fortunato.

Immaginate dunque la mia gioia nel prendere in mano il libro di autori latini, chiamato L'uomo dalla schiavitù alla fede e consistente in un'antologia di Seneca e sant' Agostino (strano accostamento; a me viene in mente, come luogo comune, solo il tema del tempo).

Armato di santa pazienza ed imponendomi di fare comunque un buon lavoro, prendo in mano il classico lavoro di Alfonso Traina, Lo stile "drammatico" del filosofo Seneca e, oltre a perdermi in curiosi grecismi sintattici ed oceani di figure retoriche, scopro una notevole appendice dedicata, guarda un po', a Seneca e Agostino, da cui appuro che Agostino DETESTA Seneca (per l'autarchia stoica che non lascia spazio alla grazia divina, per la fiducia nella natura che è invece orrendamente macchiata dal peccato originale ed in generale per il fatto che le critiche di Seneca al paganesimo tradizionale servono poco a chi se la prende coi pelagiani).

Sarà un anno scolastico interessante...

ps
ad una rivalutazione di Seneca contribuisce la sconvolgente scoperta che l'epitafio del mio mito Nikos Kazantzikis pare venire dritto dritto dalle Epistole a Lucilio: quaeris quae sit libertas? non homines timere, non deos (chiedi cosa sia la libertà? Non temere gli uomini, e nemmeno gli dèi).

Pubblicato il 26/9/2010 alle 17.52 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web