Blog: http://cheremone.ilcannocchiale.it

soft cell; say hello, wave goodbye (1982)

Chi sono questi: Dave Ball e Marc Almond, il duo che ha fatto Tainted love e che per qualche anno (si sono sciolti nel 1984) è stato ai vertici delle classifiche di mezzo mondo, incidendo due-tre classici insuperabili. Marc Almond era una specie di Boy George sotto prozac.

La musica: synthpop all'ennesima potenza. La versione remixata nel 1991 è quella che mi conquistò, ma l'originale non è male.

Le parole: qui siamo dalle parti del premio nobel per la letteratura. Due amanti si ritrovano per dirsi addio in un locale chiamato Fenicottero Rosa, tipo (standing at the door of the Pink Flamingo / crying in the rain, uno dei primi versi più importanti della storia, tipo "nel mezzo del cammin di nostra vita"); sono entrambi eleganti (you in a cocktail skirt and me in a suit) ma non proprio a loro agio (but it just wasn't me). Che la coppia fosse improbabile sin dall'inizio si capiva (you and I, it had to be the standing joke of the year), ma ci hanno comunque provato (it was a kind of so-so love), ora è finita e al primo ritornello viene già da piangere, quando lui le dice che non c'è più nulla da fare e che è meglio fare finta di non conoscersi (take your hands off me / I don't belong to you, you see / take a good look at my face / for the last time / I never knew you, you never knew me / say hello, wave goodbye). Alla terza strofa le cose si fanno cattive e lui si sofferma sul trucco di lei che comincia a calare (I can see the make-up sliding down) e le rinfaccia di essere finta (tipo Rimmel, di De Gregori, ma con più cattiveria: hey little girl / you will always make-up / so take off that unbecoming frown). Ma ecco che poi si capisce che lui la ama ancora e che quello da cui sta fuggendo è quello che vuole di più (as for me, well / I'll find someone who's not going cheap in the sales / a nice little house wife / who'll give me the steady life and won't keep going off the rails) ed ammette che si trovera una mogliettina seria nella sua casetta di periferia. Una tragedia.

Cheremone’s corner: Marc Almond ha cominciato ad intrigarmi relativamente tardi, ai tempi del suo duetto con Gene Pitney (Something's gotten hold of my heart, 1989) e poi con l'album Tenement symphony (un disco perfetto, in cui rifa Il volto della vita di Caterina Caselli - si chiama The days of Pearly Spencer - e soprattutto Jacky di Jacques Brel). Successivamente si è un po' perso per strada (ha anche avuto un brutto incidente di moto) e si è dato al pop russo. Resta un'icona.

Pregnanza socio culturale: Discreta, anche se un po' di nicchia. Credo che tutti conoscano Tainted love, comunque.

La si trova qui: l'antologia essenziale di Marc Almond e dei Soft Cell è Memorabilia. La recente raccolta di remix ha anch'essa i suoi pregi.

Tragicamente, non riesco a trovare il video.

Pubblicato il 20/8/2010 alle 21.57 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web