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non scholae, sed vitae

Come si scriveva qui, la fine di un anno scolastico rende, come dire, pensierosi. Su quello che si è fatto e su quello che non si è fatto, su quello che si è stati e su quello che non si è stati, su quello che i ragazzi sono stati e su quello che potranno essere. Una storia particolarmente adatta a questo senso di speranza e paura è The history boys, nato come testo teatrale di Alan Bennett e poi diventato film. Racconta di un gruppetto di fanciulli inglesi (il film è ambientato nel 1983) alle prese con l'anno scolastico integrativo per avere accesso ad Oxford o Cambridge, e dei loro due-tre insegnanti. Semplice e lineare, a tratti toccante.

Se poi devo fare il reazionario, avrei due consigli per il ministro Gelmini: classi da otto e uniforme obbligatoria.

Pubblicato il 31/5/2010 alle 18.3 nella rubrica Diario.

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