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il mare ispira ai borghesi pensieri profondi


Non so da voi, ma quando andavo a scuola io, circa 100 giorni prima dell'esame di maturità si faceva una sega collettiva di tre giorni e si andava da qualche parte (noi ad Arcinazzo, mi pare – il mio III dell'anno scorso andò in Spagna), motivo per il quale, verso febbraio e marzo, i corridoi delle scuole (e a Roma anche via del Corso) si riempiono di 18-19enni che vanno in giro brandendo una scatola di scarpe a chiedere soldi per 'i 100 giorni del III B'.

Ho sempre pensato fosse una tradizione nazionale ma in provincia le cose sono diverse, e nella scuola di quest'anno 'i 100 giorni' sono quella giornata in cui, dopo sega collettiva (questa rimane) i ggiovani, vestiti elegantissimi, vanno a pranzo fuori coi professori (sì, sembrava mostruso anche a me).

Così stamattina, sbollita la mia furia per non aver potuto leggere la seconda parte dell'agone tra Bdelicleone e Filocleone e dopo aver organizzato in I un Trivial Pursuit di greco (siamo in cogestione!) con domande del tipo 'quale epiteto omerico indica che Atena fosse chiaramente una divinità preindoeuropea?' (domande inventate dai miei alunni, eh), siamo andati a pranzo, professori e alunni.

Il ristorante era a Santa Severa, proprio sulla spiaggia. Guardando le onde, con a sinistra il vecchio castello e davanti un mare che sembra sterminato, mi è venuta in mente una pagina di Glamorama di Bret Easton Ellis, che non c'entra niente col mare ma che dice tanto sul mio III e su quello che c'è al di là del mare:

I'm drinking a glass of water in the empty hotel bar at the Principe di Savoia and staring at the mural behind the bar and in the mural there is a giant mountain, a vast field spread out below it where villagers are celebrating in a field of long grass that blankets the mountain dotted with tall white flowers, and in the sky above the mountain it's morning and the sun is spreading itself across the mural's frame, burning over the small cliffs and the low-hanging clouds that encircle the mountain's peak, and a bridge strung across a pass through the mountain will take you to any point beyond that you need to arrive at, because behind that mountain is a highway and along that highway are billboards with answers on them -- who, what, where, when, why -- and I'm falling forward but also moving up toward the mountain, my shadow looming against its jagged peaks, and I'm surging forward, ascending, sailing through dark clouds, rising up, a fiery wind propelling me, and soon it's night and stars hang in the sky above the mountain, revolving as they burn. The stars are real. The future is that mountain.


PS

sta per arrivare Cheremone in Sicilia 2...

Pubblicato il 17/3/2010 alle 20.58 nella rubrica lettere di un professore.

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