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Matt Latimer
è un giovane repubblicano (che a me suona un ossimoro, tipo 'i giovani dell'UDC') che per 18 mesi ha scritto i discorsi di George W. Bush e che, deluso (sorpresa!), si è dimesso la scorsa estate.

Questo Spech-less non si limita però a raccontare (dopo 150 pagine!) la sua impressione sulla Casa Bianca di Bush (un posto surreale in cui, pare, non si voleva invitare l'autrice di Harry Potter perché 'diffonde la stregoneria') ma è una sorta di autobiografia su come si finisce a scrivere discorsi per Bush (passando per Rumsfeld, guarda un po') e, involontariamente, un saggio sul fatto che di orataria questi moderni oratori sanno ben poco (il candido Matt ammette di non sapere cosa sia una 'perorazione' - 3menomeno, propongo).

Per il resto è scritto benino, lui risulta un po' fastidioso e pieno di sé, e ogni tanto si diverte a fare battute da cabaret sui democratici (Clinton, per lo più) o su Karl Rove (che detesta) e a un certo punto sembra quasi che voti Obama.

La battuta migliore è però quella di Bush che, vedendo Carter combinare non so cosa, avrebbe detto 'se a 82 anni faccio così, rinchiudetemi'. Se usciranno altre cose del genere, la storia avrà ben altra opinione del 43esimo presidente degli Stati Uniti di quella che ha ora ;-)!

Pubblicato il 27/10/2009 alle 14.9 nella rubrica Diario.

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