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sobrie letture estive


Via Malvino, ho comprato Contro i cristiani di Porfirio, nell'edizione della Bompiani che riproduce, essenzialmente, l'edizione von Harnack del 1916.


Dato che i cristiani per primi ebbero la non brillantissima idea di inventare i roghi di libri (grazie, nipoti di Teodosio), l'opera di Porfirio sparì a metà del V secolodC, per sopravvivere solo nelle citazioni degli autori che la confutavano (Agostino, Eusebio et similia), più o meno come successe per il più famoso Discorso vero di Celso.

Von Harnack non si limitò però a raccogliere le testimonianze che facevano esplicito riferimento a Porfirio ma azzardò anche che l'anonima fonte anticristiana confutata da Macario a fine quarto secolo nel suo Apocritico fosse da identificarsi proprio nel Contro i cristiani, arrivando quindi ad inserire una cinquantina di passaggi di Macario nella su aricostruzione dell'opera di Porfirio. Mossa un filino spinta, ma intrigante.

Oltre a queste questioni filologiche (citerei anche che nel testo di Macario si trova un uso alquanto curioso di un certo verbo, motivo per il quale ho con piacere riscoperto di aver usato ben due frammenti di Porfirio per la mia tesi di laurea, cosa che avevo un po' rimosso – l'uso del verbo, tra l'altro, mi sembra poter argomentare, se non l'identificazione di Porfirio con l'anonimo usato da Macario, per lo meno il fatto che la fonte di Macario è, nei due luoghi, una sola), il testo di Porfirio così ricostruito non si limita alle accuse consuete rivolte aicristiani  (come quella di cannibalismo) e non sembra opera di un deficiente (come è di solito la controparte nei testi apologetici di un Minucio Felice o altri) ma si muove su un livello più elevato, attaccando la nuova religione in primis per le sue contraddizioni intratestuali (mostrando una buona conoscenza deiVangeli, da cui la storia, leggendaria, di una conversione dell'autore dal cristianesimo al paganesimo) o su questioni squisitamente teologiche (l'esclusione dei 'giusti' dalla nuova religione, se Cristo è venuto 'per i malati e non per i sani' o il destino delle anime di coloro che sono vissuti prima dell'incarnazione).

Lettura dotta e impegnativa, certamente meglio di, chessò, un Oddifredi qualunque.

Pubblicato il 19/8/2009 alle 10.43 nella rubrica Diario.

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