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e poi salta carducci


Questa Storia (parecchio alternativa) della letteratura italiana di Antonella Landi mi ha lasciato alquanto perplesso.

L'idea (una rilettura comicheggiante della letteratura italiana, dall'Indovinello veronese a D'Annunzio) è carina (malgrado il rischio che l'abbassamento di tono abbassi anche la materia), ma il risultato è mediocre, cede spesso a volgarità inutili (come se la vita degli autori si limitasse alla loro attività sessuale o a graziose espressioni come 'le penetrava in casa alla zitta e la penetrava alla grande') e le battute sono spesso imbarazzanti ('signor Manzoni, che fa lei a Firenze?' 'Lavo i panni!', tanto per dare un'idea).

Oltre a tutto questo, trasuda, compiaciuta, di autoreferenzialità, come non faccio neanch'io nei momenti peggiori. Il fatto, infine, che abbia scritto un altro libro su quanto è alternativa come insegnante, non aiuta...

Pubblicato il 3/8/2009 alle 0.27 nella rubrica lettere di un professore.

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