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La musica dal vivo è una roba da squatter



Già il fatto che il titolo sia lo stesso di una canzone di Irene Grandi poteva essere indicativo del fatto che stavolta Culicchia è proprio uscito di senno. Brucia la città è, come notano altri, una italianizzazione di Bret Easton Ellis, cioè esattamente quello che scrivevo io a vent'anni, prima di capire che non ero la risposta italiana a Bret Easton Ellis.

Altri indizi dell'insulsaggine della cosa sono il fatto che, in un romanzo del 2009, Johnson Righeira sia definito uno della 'Torino che conta', e che l'io narrante trascorra due terzi di libro alla ricerca di un raro 12” techno  e solo a p. 276 provi con internet.

Considerato che pure il libro prima era discutibile, mi sto cominciando a preoccupare che il miglior scrittore italiano di questa generazione si stia perdendo per strada e solo a tratti, nel marasma di un nichilismo che sa di già detto, si ritrovi l'autore che conoscevo.

Pubblicato il 3/5/2009 alle 19.40 nella rubrica Diario.

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