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cheremone's 2008 top 40 - 3

(continua il conto alla rovescia verso il #1 dell'anno; qui la prima parte e qui la seconda)

23 / Jeff Buckley; Hallelujah: è una vecchia canzone, tornata d'attualità perché scelta come primo singolo da Alexandra Burke, vincitrice dell'X Factor inglese. La polemica passerà, la canzone durerà per sempre.

22 / Morrissey; That's how people grow up: uno dei due inediti del Greatest hits, che appariranno anche nel nuovo album (a febbraio)... there are worst things in life / than never be someone's sweety è Morrissey al 100%:

21 / Vampire Weekend; Cape cod kwassa kwassa: quattro secchioni americani che fanno musica africana. Uno dei dischi più semplicemente belli dell'anno. Ne parlavamo qui.

20 / The Enemy; This song: non finirò mai di parlarne bene.

19 / Alphabeat; Boyfriend: sono svedesi ma sembrano londinesi del 1986:

18 / Eric Prydz; Pjanoo: non ha raggiunto le vette di Proper education, ma anche questa canzone è diventata un piccolo classico.

17 / September; Cry for you: in giro da un paio d'anni, ha avuto solo ora il successo che si meritava. Come dovrebbero essere tutte le canzoni di musica dance, è una di quelle che si balla piangendo:

16 / Robyn; With every heartbeat: anche qui valgono le stesse identiche cose dette per il #17:

15 / The Last Shadow Puppets; Standing next to me: all'inizio il progetto di Alex Tuner sembrava semplicemente dovuto ad un'overdose di dischi di Scott Walker ma si è invece rivelato uno degli album più belli del 2008. Questo, il loro secondo singolo, è semplicemente perfetto, dal video (girato in una sola sequenza), alla musica, al testo:

Pubblicato il 4/1/2009 alle 11.54 nella rubrica Ciarts.

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