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blur vs cheremone

E' abbastanza recente la notizia che i Blur si sono rimessi insieme e che a luglio terranno un paio di concerti ad Hyde Park. Visto che i Blur (1991-2003) sono stati la colonna sonora della mia vita, ecco, in ordine cronologico, 12 momenti fondamentali:

UNO: E' l'estate del 1991, sono in Inghilterra per la seconda volta. E' l'anno in cui non mi limito a Londra ma mi spingo fino alla Scozia. I Blur pubblicano il loro primo album (comprato non ricordo dove, credo a Bath), quello che contiene There's no other way. Sono i tempi di Madchester, e i Blur sono uno dei gruppi più promettenti della risposta della capitale ai venti acidi del nord (sì, l'espressione 'venti acidi' è fastidiosa):

DUE: E' il 1993, i Blur pubblicano il loro secondo album, Modern life is rubbish (che compro da Messaggerie Musicali, a via del Corso). Io sono all'università, e una canzone come For tomorrow dice tutto quello che c'è da dire:

TRE: Il loro terzo album (Parklife) esce nel 1994. Per me è un anno un po' confuso. Mi ricordo però la successione dei singoli: Girls & boys (con annesso remix dei Pet Shop Boys – inoltre io sto studiando tedesco, quindi mi compiaccio quando capisco 'du bist sehr schon') e la loro esibizione a Un disco per l'estate, To the end (capolavoro assoluto – singolo comprato da Disfunzioni musicali), Parklife (la canzone ufficiale del 'britpop') e la meravigliosa End of a century:

QUATTRO: Concerto dei Blur al Palladium! Estasi! Estasi!

CINQUE: Estate del 1995; sono di nuovo a Londra, quando Blur e Oasis si sfidano, pubblicando un singolo lo stesso giorno. Gli Oasis scelgono Roll with it (il loro brano più debole fino a quel momento), i Blur Country house (allora salutata come eponimo dello zeitgeist, ora un po' pacchiana) ed entrano al #1 della classifica inglese:

SEI: L'album è The great escape. Dentro c'è The universal, che è così bella che fa piangere (e il video omaggia Arancia meccanica):

SETTE: I Blur fanno un concerto in Italia, solo che è a Firenze. Trascino un amico fin lì. Ri-estasi! Ri-estasi!

OTTO: E' il 1997, tempo di dottorati in giro per l'Italia. Compro il loro quinto album (l'eponimo Blur) a Torino, mi pare. Dentro c'è Song 2:

NOVE: Primavera del 1999; compro Tender (ricordo chiaramente di averla ascoltata la prima volta mentre aspettavo m. sotto l'università, ai tempi del lettore cd portatile); l'album si chiama 13 e contiene No distance left to run, che dice un po' tutto sulla mia vita a quel punto; per me è l'estate di Sarajevo e New York:

DIECI: Esce Best of Blur, che compro via internet su Zivago (loro si sbagliano, e non mi mandano l'edizione su due cd ma quella singola, che viene regalata a dimanche, che adora Music is my radar).

UNDICI: Le cose cambiano per tutti; Graham Coxon esce dai Blur, io comincio a lavorare in Svizzera e loro fanno lo strano Think Thank, il cui primo singolo si chiama Out of time. Inizia la guerra in Iraq:

DODICI: Nel frattempo, Damon Albarn ha fatto due dischi coi Gorillaz, io sono andato in Mali e poi c'è andato anche lui, a farci un disco splendido. Poi ha fatto un'opera lirica, in cinese. E' il 2008, Graham e Damon hanno fatto pace. C'è ancora la guerra in Iraq.

Pubblicato il 20/12/2008 alle 15.2 nella rubrica Diario.

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