Blog: http://cheremone.ilcannocchiale.it

antistasi



In II liceo stiamo traducendo un'orazione di Andocide, Sui misteri. E' uno dei testi chiavi di uno scandalo che, nel 415 aC, scoppiò ad Atene, in piena guerra del Peloponneso, alla vigilia della partenza delle navi per una poi disastrosa spedizione in Sicilia, che avrebbe per sempre fiaccato la potenza ateniese.

Come noto, dei ggiovani mutilarono nottetempo le statue di Ermes che si trovavano ai lati delle strade di Atene e l'atto vandalico non fu letto come una 'ragazzata' ma come parte di una strategia della tensione per favorire un coup oligarchico, che avrebbe coinvolto anche Alcibiade, da poco nominato capo della spedizione militare.

Fatto sta che la città si risvegliò nel panico più assoluto (disperati proclami di innocenza, torture di liberi cittadini, defezioni improvvise di consiglieri, arresti sommari e quant'altro).

Come riferisce Andocide (pure lui uno degli accusati), un tale Dioclide raccontò che, la notte prima della mutilazione delle Erme, aveva visto circa 300 individui scendere dall'Acropoli, radunarsi in gruppetti vicino al teatro di Dioniso e confabulare misteriosamente.

Al mattino, resosi conto di quanto accaduto, denunciò una quartantina di questi 300 (quelli che diceva di aver riconosciuto al chiar di luna – peccato che fosse una notte di novilunio, pare – e infatti Dioclide fu condannato a morte, 'per falsa testimonianza', diremmo noi) che effettivamente vennero arrestati (per capire un po' meglio come andarono le cose, c'è un librettino di Canfora, molto ben fatto).

Questo solo per dire che ci sono posti, come l'Acropoli di Atene, in cui si fa la storia.

Pubblicato il 17/12/2008 alle 16.11 nella rubrica lettere di un professore.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web