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london calling - 2

(comincia qui) La mattina dopo, per quanto qualcuno avesse parlato chiaramente di 'bacon', la colazione in ostello consiste in latte e corn flakes. Non ci tiriamo indietro, ma facciamo colazione anche da Nero, una catena di caffé sub-Starbucks in cui troviamo due camerieri italiani (gli italiani che lavorano a Londra sono tantissimi, becchiamo pure un autista del bus) e cominciamo a spendere soldi, cosa che sarà il leit-motiv della giornata.

La mattinata prevede di andare a Portobello Road, che sarebbe una sorta di Porta Portese londinese (la mia guida dice però di non aspettarsi di fare grandi affari, in quanto i venditori sanno perfettamente il valore della loro mercanzia). La prima cosa che facciamo è prendere un po' di fish and chips tanto per dare senso alla giornata (i più, stranamente, non avevano apprezzato la mia barretta Aero alla menta, sebbene fosse 'verde' e quindi, automaticamente, 'sana') e poi iniziamo la 'vasca' per Portobello Road, questo dopo che mi sono pulito dalla maionese che un padre di famiglia dirigente ENI mi aveva rovesciato in testa, ricordo. Stranamente, nessuno di noi viene scippato (anche perché all'inizio della strada due poliziotti distribuiscono depliant che invitano a stare attenti – proprio come a Porta Portese) e le uniche cose che compriamo sono, nell'ordine, un boa verde fluorescente, una collanina di perline ed una maglietta di tre taglie più piccola, di colore azzurro elettrico, se esiste. Lo scopo della cosa sarà evidente da quanto accadrò il giorno successivo a Piccadilly Circus.

Terminato il giro, finiamo dalle parti di Ladbroke Grove a bere birra in un pub e a mangiare strani panini – è qui che il cardiologo padre di famiglia ci espone la sua dieta che elimina totalmente i carboidrati , al punto da farsi dare il ripieno di un papino su un piattino a parte. Ah, beve solo Coca-Cola Zero, cosa che io leggo come un trionfo personale. Forse non tutti sanno che Londra è stata scelta come meta per un motivo ben preciso e quello che ne è più ignaro è, ovviamente, the bachelor, che viene così caricato su un autobus per Euston Station e poi su un treno alla volta di Milton Keynes, dove ci aspetta una cosa chiamata AirKix, su cui non dirò nulla, se non che le voci che affermano che non riuscissi manco a sollevarmi di 5 centimetri e che sembrassi un pesce in una boccia sono false e tendenziose.

Provati dalla 'esperienza', torniamo a londra dove il chirurgo londinese ci porta a cena in un posto dove si mangia 'bene' e si spende 'poco'. Dopo aver lasciato lì circa 700 sterline (ripeto: 700 sterline), non so quanto 'bene' sia avverbio appropriato. Dopo cena, qualcuno vuole vedere il 'centro' e qualcuno pensa bene che il centro sia SoHo, così finiamo in un marasma di cocainomani (uno sniffava dietro un albero, giuro), fanciulle discinte (due si sono picchiate per strada) e generale decadenza occidentale. Si passa per Trafalgar Square e si torna in ostello alle QUATTRO, dopo un terrificante viaggio su un bus notturno che pareva il 913 dell'ora di punta. La mattina dopo bisogna lascia l'ostello entro le 10... (continua qui)

Pubblicato il 23/9/2008 alle 19.54 nella rubrica Diario.

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