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london calling - 1

Le ultime ricorrenze hanno visto un celibe perso in Scozia ed un altro quasi annegato, per cui, quando m. ha annunciato l'imminente matrimonio (che ha anche un sito ufficiale), la prima cosa che ha fatto è stata rinnovare l'assicurazione sulla vita.

Fatto sta che, dopo aver ottenuto un permesso da scuola promettendo di fare supplenze nella classi più terribili da qui al 2015, venerdì mattina siamo andati sotto casa del bachelor (esiste una 'polemica' per la quale in inglese di direbbe in altro modo ma qui leggo diversamente) che è stato bendato ed imbacuccato alla volta di una destinazione a lui ignota.

A Ciampino, mentro io stavo in fila per via di una 'incomprensione' con il concetto di 'check-in on line' della Ryanair, il bachelor è stato impacchettato da un addetto ai bagagli, fermato dai carabinieri e rilasciato su cauzione, per poi imbarcarci tutti e undici alla volta di Londra (!).

Il volo si è svolto regolarmente, malgrado, contrariamente a quanto annunciato, sotto i sedili NON ci fossero giubbotti salvagente (ma incontrando il mare solo sulla manica, il rischio di ammaraggio era trascurabile) e da Stansted siamo arrivati regolarmente a Liverpool street.

Qualcuno aveva prenotato in un ostello (!) e quindi, tornati a essere diciottenni in InterRail da professionisti trentenni che dovremmo essere, siamo finiti a dormire in camerate da otto con persone sconosciute e talora 'interessanti'.

La sera siamo andati a cena da un amico trasferitosi a Londra per lavoro e abbiamo mangiato un po' tanto (e bevuto, per quanto la mia posa da 'astemio' stia iniziando a perdere punti). Il che non è stato sanissimo, visto quello che ci aspettava il giorno dopo... (continua qui)

Pubblicato il 22/9/2008 alle 15.31 nella rubrica Diario.

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