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the wind is in from Africa - cheremone a Creta 5

(le altre parti: 4, 3, 2 e 1)

L'ultimo giorno scorre veloce.

Abbiamo la mattinata libera, così li portiamo al Museo di Storia Naturale (il viaggio si fa interdisciplinare!), che è in mezza ristrutturazione, per cui sono aperte solo un paio di sale per bambini (!) nelle quali comunque ci fanno giocare coi microscopi, e poi alla Fortezza Veneziana.

Mentre il pullman ci porta all'aeroporto, io e la guida discutiamo dell'imminente Eurofestival (che qui è una cosa serissima).

Stranamente, non perdiamo coincidenze né bagagli (una fanciulla di un'altra classe perde però la carta d'identità e finisco quindi all'ufficio oggetti smarriti, dove non parlano inglese e sulla cui parete in una cartina d'Europa hanno cancellato la Turchia e la Macedoniacerte cose non muoiono mai) e arriviamo sani e salvi a casa.

Ci sarebbe da raccontare dell'ultima sera a Creta, dei teppistelli locali, di cosa vuol dire avere coraggio e di quanto siamo cresciuti, ma alcune cose è bello tenersele per sé.

(Il viaggiatore perfetto crea il paese in cui viaggia, Nikos Kazantzakis)

Pubblicato il 12/4/2008 alle 19.33 nella rubrica lettere di un professore.

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