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the wind is in from Africa - cheremone a Creta 2

A differenza della Grecia continentale (dove TUTTO è a 300 km di distanza da qualsiasi altra cosa),  a Creta è TUTTO a 3 km di distanza, quindi in soli 15 minuti stamattina siamo arrivati a Cnosso, per visitare il palazzo minoico (la cui ricostruzione novecentesca, ad opera di Arthur Evans, dà sì un'idea di come fosse ma dall'altra lascia perplesso l'archeologo talassocrate che mi vanto di essere).

Rapida visita al museo di Hiraklion ( è in ristrutturazione, ma c'è il disco di Festo!) e poi pranzo libero per la città.

Dato che non ho ancora citato Nikos Kazantzikis, oggi pomeriggio trascino la classe a vederne la tomba, sperando di risvegliare in loro un afflato di libertà (non spero niente, non credo niente, sono libero) e i risultati paiono positivi, anche perché si trova sul più imponente bastione delle mura veneziane che circondano la città vecchia; noi ne percorriamo circa metà, fino a ridiscendere nella piazza principale; da lì i più vanno in giro per negozi, mentre io e 8 volontari decidiamo di scendere fino al porto, dove vediamo l'imponente fortezza (con un bel leone di san Marco in primo piano) e poi decidiamo di percorrere la banchina fino al faro (saranno 5 km, giuro).

La guida ci racconterà poi che i cretesi la chiamano 'by-pass odòs' per la forte presenza di cardiopatici che fanno jogging, ma noi, senza correre, saliamo su un muro alto tre metri con a sinistra un mare, se non proprio mosso, un po' agitato e arriviamo fino in fondo, con la sensazione di aver fatto qualcosa di speciale (miracolosamente riusciamo anche a tornare in tempo per la cena in albergo!).

Sono queste le cose che ricorderanno di più, come la corsa sotto la pioggia della prima sera o come quando abbassano un po' la guardia e sono un po' meno 'alunni'.

La sera li portiamo al bowling più grande di Creta, dove questa volta non gioco ma resto con le colleghe a chiacchierare, mentre loro giocano alcuni a bowling, altri a biliardo.

Al ritorno, altra ronda, nella quale, scautisticamente deviato, dico loro di non uscire dalla tenda anziché dalla stanza.

Una bella giornata, comunque.


Pubblicato il 7/4/2008 alle 16.32 nella rubrica lettere di un professore.

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