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the wind is in from Africa - cheremone a Creta 1

Ahimé, niente wireless nell'hotel, quindi i post di 'Cheremone a Creta' tragicamente    non saranno in tempo reale... alle ore 18:29 di Creta siamo finalmente in albergo, dopo aver nell'ordine, lasciato una fanciulla a Roma (documento non valido) e due bagagli ad Atene (forse arriveranno domani).

Se non contiamo il fatto che tra ora legale e fuso orario siamo DUE ore avanti ai nostri tempi biologici, va tutto abbastanza bene (solite lamentele perché le stanze non sono tutte allo stesso piano o non è stato possibile ottenere stanze da 7.2 come volevano loro).

A Hiraklion (cittadina non molto 'ridente') pioviggina, ma l'arrivo all'aeroporto (sì, anche lui si chiama Nikos Kazantzikis!), a due o tre metri dal mare è stato notevole.

Alle 19 ci aspetta un primo giretto per la città, poi la cena  e poi si vedrà, anche se i miei fanciulli non partono con le migliori premesse: in un internet point all'aeroporto si sono messi a cercare siti moralmente discutibili, convinti che il numero 89 avesse qualche cripotosignificato erotico.

Stando alla mia guida della Lonely Planet, ci sarebbe un locale molto carino, chiamato Jasmin, così, sotto un'allegra e rinfrancante pioggerella ci siamo messi alla ricerca di questo posto, mentre la pioggerella assumeva sempre di più i lividi connotati del nubifragio. 

Dopo aver lasciato i più in un rifugio improvvisato (i. e. i tavoli di un bar coperti da un'umile tettoia) io ed un paio di miei maschietti (spinti più che dall'amor di patria dal desiderio di impressionare le quintine, temo) ci siamo messi sotto la pioggia alla ricerca di questo Jasmin (temo esistano tracce di una telefonata in cui sembrava cercassimo un bordello), per scoprire che, nell'ordine, a) non si chiama Jasmin ma Bossanova e b) è chiuso.

Affranti, abbiamo optato per il Pagopiion, altro localino da fichetti (ricavato da una vecchia fabbrica di ghiaccio, pare) in cui prima suonavano cose assai interessanti (una versione di Blue monday dei New Order un po' jazzeggiante che non avevo mai sentito prima) poi hanno capito che eravamo italiani e hanno messo Caruso.

La notte il collega di educazione fisica mi ha trascinato in un'esilarante ronda notturna per le stanze dalla quale devo ancora riprendermi... 

Pubblicato il 6/4/2008 alle 23.13 nella rubrica lettere di un professore.

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