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non solo vanilla ninja, pare

E’ la serata degli EMA (European Music Awards, per chi non è addentro) di MTV da Monaco, pare (motivo per cui ho deciso di seguire lo ‘spettacolo’ sull’emtivì tedesca).

Le ‘nominations’ quest’anno sono più inverosimili del solito (e non mi riferisco a ‘artista italiano’ ma a cose come ‘ultimate urban’, cioè Rihanna) e sarebbe carino se vincessero persone significative (i. e. non Avril Lavigne).

Per convincerci che si tratti di un ‘evento’, già un’ora prima dell’inizio fanno una specie di anteprima che inizia con la nuova pettinatura di Joss Stone e le sue profonde osservazioni sul cioccolato tedesco (‘I like it’) e prosegue con un filmato sulla Germania nel quale tutti parlano di ‘birra’ e c’è poi (siccome siamo da quelle parti) uno dei Rammstein che non pare entusiasta di discutere il concetto ‘Tokio Hotel’ (i quali poi si fanno piovere addosso mentre cantano Monsoon – perché il ‘monsone’ è un vento che porta pioggia, pare).

A condurre hanno chiamato il tristissimo Snoop Dogg (che qui vedevamo impegnato a racimolare qualche centinaio di dollari) che al momento parla poco e presenta i Foo Fighters (Dave Grohl pare inquietantemente uno dei Finley).

A proposito di categorie poco limpide, esiste una cosa che premierebbe il miglior ‘Inter act’ (internazionale? interattivo? interclassista?); visto che vincono i Tokio Hotel su gente come i Depeche Mode, non si deve trattare di un premio importante (va detto che ora Bill ha imparato a bofonchiare quattro parole in inglese, cosa che alla finale del Festivalbar non gli veniva).

Il primo grande momento della serata si ha quando Mika canta Grace Kelly in un’ambientazione che pare un incrocio tra Nightmare before Christmas di Tim Burton e Alice nel paese delle meraviglie.

Il miglior discorso di ringraziamento per un premio ('Artists’ choice', tipo) è quello di Amy Winehouse, che non dice assolutamente niente e poi canta (e pare quasi sobria).

Fastidioso il duetto fra uno dei Black Eyed Peas e Nicole delle Pussycat Dolls, ma almeno lei ha la dignità di vestirsi un po’ (ma poco, eh) meglio del solito.

La vittoria dei Bushido (miglior gruppo tedesco) fa sì che possa vedere solo in differita J-Ax ringraziare quelli che ‘spingono’ la sua ‘roba’, cosa che però non attenua il mio malessere a scoprire che uno così sia meglio di, chessò, Elisa.

Per finire, l’unico premio che sembra davvero rappresentare qualcosa di nuovo e non va ad Avril Lavigne: il premio ‘New sounds of Europe’ va agli estoni Bedwetters (preoccupantemente simili ai My Chemical Romance, ahimé) che chiudono la serata.

(qui gli EMA del 2004 e qui quelli del 2005 - mi sa che ho rimosso quelli del 2006)

Pubblicato il 1/11/2007 alle 23.15 nella rubrica Diario.

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