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don't cry for me, argentina



Questo denso saggio di Marcella Althaus-Reid è alquanto tosto e provocante, ma verosimilmente è un nuovo classico di un impianto teologico assai poco tradizionale.

Partendo dal presupposto che non solo la ‘teologia della liberazione’ ma anche la ‘teologia femminista’ e le più recenti teologie ‘black’ e ‘queer’ siano comunque legate allo schema ‘sistemico’, qui si tenta una teologia ‘senza mutande’, indecente, appunto.

Alcuni spunti sono alquanto interessanti, ma sarebbe assai oneroso sviscerare qui il tema.

Limitiamoci a dire un paio di cose che non sapevo: una Madonna (la Vergine di san Nicola, in Argentina) sarebbe apparsa più volte (tra il 1983 ed il 1990) ad una tizia, e una volta le avrebbe esplicitamente detto di leggere ‘II Corinzi 6, 13’ ('
Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, aprite anche voi il vostro cuore!') e mi pare curiosa l’idea di una Madonna che usa la divisione in paragrafi dello Stephanus o comunque che convalida come ‘ispirato’ un passo delle scritture (credo sia un unicum nella ‘storia’ delle apparizioni mariane).

Non è dato sapere se sia la stessa Madonna che Pinochet disse essergli apparsa dopo averlo salvato da un attentato – cosa un filino inquietante.

Pubblicato il 8/10/2007 alle 17.44 nella rubrica Diario.

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