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human league - don't you want me (1981)

Chi sono questi: storico gruppo elettronico inglese, in giro più o meno dal 1977 (questo è il loro trentennale), con varie formazioni (gli Heaven 17 derivano da una loro costola). Al centro della ‘cosa’ c’è Philip Oakey, accompagnato da due fanciulle. Nei primi anni ’80 hanno fatto cose meravigliose (oltre a Don’t you want me, meritano un posto negli annali almeno Being boiled - la cosa più Kraftwerk non fatta dai Kraftwerk - , The Lebanon e Together in electric dreams, tecnicamente ad opera del solo Oakey con Giorgio Moroder)

La musica: decisamente elettronica, ma d’altronde questi erano dei puristi. Pare che gli Human League rimasero sconvolti quando i loro vicini di studio (i Pet Shop Boys che stavano lavorando a Behaviour) usarono una vera chitarra (Johnny Marr, per la cronaca). Pare infine che originariamente non volessero pubblicare Don’t you want me perché ‘troppo commerciale’.

Le parole: qui c’è materiale per un film o per un romanzo; in breve, Phil va da una delle ragazze e le ricorda che, senza di lui, lei non sarebbe nessuno (facevi la cameriera quando ti ho incontrato) e che deve quindi tornare con lui (non scordarti che sono stato io a portarti dove sei adesso e posso toglierti tutto!); lei però gli ribatte che i tempi sono cambiati, che sono stati bene insieme (i cinque anni che abbiamo avuto sono stati tanto divertenti) ma che ora lei se la cava da sola e che non ha bisogno di lui (adesso è ora che viva la mia vita). Ma lui non sa rassegnarsi e, pateticamente, la supplica (ma davvero non mi vuoi?). Struggente.

Cheremone’s corner: Per quanto all’epoca di questa canzone avessi solo 9 anni, mi ricordo chiaramente che ne rimasi estasiato; gli Human League prima e i Depeche Mode (via Martin L. Gore) poi mi convinsero che ogni gruppo dovesse necessariamente avere un elemento sessualmente ambiguo (in realtà era tutto prodotto di una cosa post-moderna chiamata ‘new romantic’, ma all'epoca non lo sapevo).

Pregnanza socio-culturale: senza gli Human League non sarebbero esistiti i Depeche Mode (pare che il primo disco comprato da Vince Clark sia stato Being boiled). Il che mi sembra sufficiente. Inoltre, Robbie Williams ha rifatto Louise.

La si trova qui: questa è la raccolta migliore in giro; l’album fondamentale resta Dare.

Pubblicato il 25/8/2007 alle 21.22 nella rubrica songs.

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