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la disobbedienza civile altro non è che una forma paradossale di disobbedienza alla legge nel quadro di una fedeltà superiore al diritto, tié.



Catullo
definiva i tre libri delle Storie del suo amico Cornelio Nepote cartae doctae et laboriosae; beh, il recente Mosé, Eschilo, Sofocle – Alle radici dell’immaginario giuridico di  François Ost ha il pregio di essere dotto e nello stesso tempo chiaro e semplice (anche quando analizza il 'campo semantico' dell'Antigone), cosa spesso rara e, quindi, gradita.

La sua riflessione sulle origini del diritto e sul senso stesso della ‘legge’ si muove agilmente tra la Bibbia e la tragedia greca (Orestea ed Antigone) e aiuta a far vedere come vita e letteratura non siano su due piani distinti, anzi.

Ho come il sospetto di aver trovato una lettura obbligatoria per i ggiovani, dovessi avere un trienno quest’anno...

Pubblicato il 21/8/2007 alle 11.30 nella rubrica Diario.

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