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secondarie

All’inizio (per i primi cinque minuti) la famose ‘primarie’ del Partito Democratico parevano una cosa seria, nella quale si sarebbero realmente sfidati e confrontati diversi personaggi e orientamenti politici e i cittadini (parola insopportabile, ma sempre meglio di ‘gente’ o di ‘popolo delle primarie’) avrebbero scelto chi candidare (corre voce, spero falsa, che a questo giro si debbano pagare 5 euro per votare e non 1 come l’altra volta, cosa che non mi pare proprio la più azzeccata strategia di avvicinamento del ‘cittadino’).

Pareva, insomma, che a differenza dell’altra volta, sarebbe stata una cosa seria.

Neanche il tempo di abiturarsi all’inusitata idea (‘il centrosinistra fa una cosa seria’) ed ecco che tutti sono impazziti per il buon Uolter, per il quale le primarie non sarebbero state un'occasione di confronto e di crescita democratica e blah blah blah ma una ‘investitura’.

A confermare la ridicolaggine della cosa, era arrivata anche la controcandidatura girotondina di uno come Furio Colombo che avrebbe, e viene detto come titolo di merito, contribuito alla fondazione del DAMS.

Per altri cinque minuti, era parso che le cose si facessero interessanti con la candidatura di Rosy Bindi (persona perbene, le cui opinioni non sono sempre condivisibili, ma che per lo meno pare avere una sua dignità) ma ecco che ora si riprecipita nel ridicolo con la candidatura di Mario Adinolfi, uno il cui titolo principale pare essere ‘blogger’ e i cui post, negli ultimi mesi, anziché, chessò, esprimere una qualche idea, sono dedicati al gioco d’azzardo, o alla superiorità delle ‘tette’ sul ‘culo’.

Pubblicato il 19/7/2007 alle 9.52 nella rubrica il coraggio di stupire.

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