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depeche mode!

Direi che continua la serie di dischi un po' inutili, come la nuova raccolta dei Depeche ModeThe best of - vol. 1 - inutile solo perché ci sono già in giro le più complete raccolte Singles 81>85Singles 86>98 e Remixes 81>04, non perché le 18 tracce non siano i n d i s p e n s a b i l i. Eccole qua:


Personal Jesus: il primo singolo (1989) da Violator passerà alla storia perché è, gasp!, una canzone che potremmo anche definire rock. Non male, iniziare una raccolta con una canzone che parla di telepredicatori evangelici e/o di spacciatori. L'ha rifatta qualche anno dopo anche Johnny Cash, uno che ne capiva molto sia di Gesù sia di droga.


Just can't get enough: è il loro terzo singolo e il primo grande successo (1981!), scritto da Vince Clarke, che poi se ne sarebbe andato per fare cose con Alison Moyet prima (gli Yazoo) e Andy Bell poi (gli Erasure). Un Classico Degli Anni Ottanta.


Everything counts: oltre alla curiosa rima career /Korea, è probabilmente la cosa più marxista che i DM abbiano mai scritto. Il ritornello di solito va avanti per ore, come nel live 101.


Enjoy the silence: la migliore canzone mai scritta da essere umano; fortunatamente, qui è nella versione originale, non nel remix fatto da uno dei Linkin Park (quello che non sa rappare)


Shake the disease: se uno dovesse indicare il precisio istante in cui i DM hanno smesso di assomigliare ad altri contemporanei e sono diventati i DM, è questo.


See you: canzoncina molto poppy, dal secondo album (A broken frame, 1982). Visto come la cantano, uno ha il sospetto che non sia una banalotta canzone d'amore


It's no good: secondo estratto da Ultra (1997), dimostra che anche rimasti in tre (se n'era andato Alan Wilder) i DM sono sempre i DM. Secondo me è un capolavoro.


Strangelove: primo singolo da Music for the masses (1987), ha conquistato l'America, malgrado il video fosse mooolto europeo (Bauhaus, tanto per usare paroloni). Da questo punto in poi, i DM sarebbero stati inarrestabili.


Suffer well: non male; al momento è l'unico singolo scritto dal cantante (Dave Gahan) e temo che sia qui dentro più che altro per dargli qualche diritto d'autore. Notevole il video, con Martin L. Gore in abito da sposa.


Dream on: primo singolo da Exciter (2001). Sì, tecnicamente è una canzone acustica.


People are people: questa me la ricordo da piccolo, avevo 12 anni e c'era qualcosa che m'intrigava in questa canzone. Da allora, li ho seguiti con devozione.


Martyr: l'unico inedito, inciso l'altr'anno ma non compreso nell'ultimo album (Playing the angel). Ennesima canzone a sfondo religioso (da citare per lo meno Condemnation e tutto l'album del 1993, Songs of faith and devotion). Migliora di ascolto in ascolto.

Walking in my shoes: canzone deprimentissima.


I feel you: cioè i DM diventano metallari.


Precious: bellissima.


Master and servant: si può fare una canzone che parla della Thatcher e del sadomasochismo? Sì.


New life: cosa vecchiotta, praticamente il loro secondo singolo. Inclusione un po' filologica, direi.


Never let me down again: e vabbé, questo per me è sparare sulla croce rossa. LA canzone.


Malgrado la raccolta sia anche disponibile in una edizione speciale con annesso dvd (23 video, un documentario con commenti sulle canzoni), secondo uno dovrebbe comprarsi l'intera discografia e farla finita...

Pubblicato il 12/11/2006 alle 15.13 nella rubrica Ciarts.

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