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14 febbraio 2011
politica interna
en passant
Mi è ri-capitata fra le mani la versione di latino dell'Esame di Stato del 1995; è un Cicerone non difficilissimo, intriso di quel platonismo che, insegna Popper, ha anche portato a cose non felicissime come lo 'stato etico'. Ciò non toglie che quanto Scipione immagina sul governatore ideale strida un filino con il triste spettacolo di questi giorni, settimane, mesi, anni...

Cosa vi può essere di più bello di quando colui che comanda non è servo di alcuna passione, quando le cose cui sprona i suoi cittadini le ha lui stesso abbracciate tutte, quando non impone al popolo delle leggi cui lui stesso non obbedisce, ma offre ai suoi cittadini la sua vita come legge?


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permalink | inviato da cheremone il 14/2/2011 alle 20:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 dicembre 2010
politica interna
più vendola di vendola
Da un paio di settimane il blog di Cerazade raccoglie ogni giorno una frasetta pretenziosa di Nichi Vendola (la mia preferita resta "dove accidenti sono finito nella vicenda sociale?", seguita da "Io sono reo di porto abusivo di sogno"); sul Corriere della Sera di oggi c'è un editoriale di Ernesto Galli della Loggia che prende in giro Vendola parlando come Vendola, meglio di Vendola ("il grande vuoto così creatosi è stato riempito inizialmente da una sorta di trasfigurazione ideologica della giustizia penale"). Se l'ha fatto apposta, è un genio.
9 novembre 2010
politica interna
questo programma è un programma
Ogni tanto, per motivi a me ignoti, Sandro Bondi, anziché, chessò, mettersi a scavare tra le macerie, scrive i suoi 'pensierini' al Corriere della Sera, che glieli pubblica pure, quasi fosse importante come Celentano. E così, ieri, è uscita questa 'cosa' (che trovate integralmente qui, se avete coraggio) su Barack Obama ed il Papa, il cui senso è, penso, che sia Barack Obama sia b16 vogliono fare cose, ma i cattivi nichilisti si oppongono.

Facciamo finta che sia un compito in classe:

Caro direttore, le riflessioni di Pierluigi Battista e Marcello Messori sulle elezioni di medio termine negli Stati Uniti e sulla figura di Obama ci offrono la possibilità di capire quali sono oggi le scelte qualificanti che danno un significato alla politica.

A me le riflessioni di Pierluigi Battista e di Marcello Messori parevano banalotte, ma è questione di gusti.

Nessuno più di Obama rivela oggi l' insignificanza delle tradizionali differenze tra destra e sinistra, tra neo liberismo e socialismo, tra le ricette che si affidano al mercato e quelle che contano sul ruolo risolutore dello Stato.

Carino lo schemetto antitetico tripartito, ma io "neoliberismo" lo scriverei tutto attaccato.

A me sembra che
(...)

Nei temi non si deve mai scrivere 'a me sembra che'.

(...) Questo programma è un programma morale e non ideologico, realista e al tempo stesso nutrito dei valori più alti espressi dalla nostra civiltà.

"Questo programma è un programma"
non si può sentire. E non mi è mica chiara la contrapposizione tra moralità ed ideologia.

Per questo i riformisti, rappresentati magistralmente dal film di Giuseppe Tornatore «Baarìa», esprimono spesso l' incomprensione e la solitudine di tutti coloro che operano per il bene qui ed ora, senza alcuna bandiera ideologica e con un pragmatismo morale.

Eh?

Se penso al tempo in cui viviamo, due figure appaiono riassumere, a mio avviso, la solitudine estrema di chi, essendo impegnato in un cammino di rinnovamento autentico, incontra tante resistenze e attacchi personali.

Il gerundio andrebbe vietato per legge.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Santo Padre Benedetto XVI, rappresentano per le sfide che hanno lanciato una grandezza tragica.

Oltre alla mancanza di una virgola prima di "per" e una dopo "lanciato" (a meno che i due non rappresentino una grandezza tragica nei confronti delle sfide che hanno lanciato, ma credo volesse dire che, a causa delle sfide che hanno lanciato, i due rappresentano una grandezza tragica), sbaglio o ha detto che Benedetto XVI è un riformista?

(...) Prendiamo, ad esempio, il caso del Presidente degli Stati Uniti. Sul piano interno, in seguito alla crisi economica che scoppia poco dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ha realizzato due riforme epocali: quella della sanità, permettendo a tutti gli americani di essere curati nelle più gravi malattie, e quella finanziaria, imponendo regole certe ad un sistema che, lasciato a se stesso, produce instabilità e clamorose ingiustizie.

Giova ricordare che la 'crisi' era già iniziata sotto Bush, che non si è "curati nelle" ma "curati dalle"  e che non è che prima fosse vietato esserlo (per cui non è che Obama lo abbia "permesso")

Anche sul fronte internazionale, Obama ha operato una netta distinzione tra la lotta al terrorismo islamico, irrobustendo l' impegno statunitense in Afghanistan, e il dialogo con il mondo musulmano, fino al punto di permettere la costruzione di una Moschea nei pressi del luogo dell' attentato dell' 11 settembre del 2001.

Per "permettere" una cosa, bisognerebbe avere prima l'autorità di "vietarla", cosa che, riguardo al Centro Islamico di cui si parla, il Presidente degli Stati Uniti non può fare. Infatti Obama si è limitato a dire che nulla impedisce la costruzione di tale Centro e non si è espresso sulla 'opportunità'  (wisdom) della cosa.

Come si vede è una via difficile, sempre esposta alle critiche dei fronti contrapposti. Lo stesso ragionamento si potrebbe applicare al pontificato di Papa Benedetto XVI, le cui parole hanno illuminato con la potenza della ragione e della fede non solo la nostra vita personale ma anche l' orientamento dei sistemi politici e sociali dominanti.

Bum.

Anche il massimo rappresentante della cristianità ha dovuto dolorosamente fare i conti con il male annidato nella stessa Chiesa nel mentre lanciava la sfida al nichilismo che corrode le fondamenta della nostra civiltà.

Del cattolicesimo, Sandro, del cattolicesimo. E poi si potrebbe discutere per ore di "nel mentre".

Insomma: la strada del rinnovamento è irta di difficoltà, e per questo tutti gli uomini di buona volontà devono sostenerla.

E dopo tutto questo pippone, la conclusione è banalotta, no?

Il ritorno all' indietro è sempre in agguato, e troppi con i loro comportamenti, anche in nome di principi giusti, mettono a rischio l' unico cambiamento possibile.

Ma con chi ce l'ha?

Sandro Bondi Ministro della Cultura


Pare che il suo ministero non si chiami 'della Cultura' ma 'Per i beni e le attività culturali'.

4+
12 settembre 2009
politica interna
ieri sera, a roma

(...)



permalink | inviato da cheremone il 12/9/2009 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 settembre 2009
politica interna
ieri sera, a roma

(...)



permalink | inviato da cheremone il 5/9/2009 alle 16:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
22 maggio 2009
SOCIETA'
colonna infame
In un paese normale, prima succede qualcosa e poi questo qualcosa diventa una 'notizia'.

In Italia, escono prima le notizie poi accadono i fatti, come dimostra quanto successo oggi al Dante Alighieri, che, si leggeva sui siti stamattina, era stato chiuso come misura cautelare per l'influenza H1N1, mentre, a quanto capisco, la scuola non ne sapeva niente.

Il colmo è stato raggiunto quando un giornalista ha pensato bene di andare al Dante come stesse entrando nel lazzaretto ed è stato fantasticamente fermato da un docente di cui sono orgoglioso di essere stato collega - il fatto è più o meno raccontato qui (magari chiarendo che 'il preside' e 'il docente di storiE e filosofia' non sono la stessa persona), con tanto di video.

Ah, al tg1 delle 20:00 un epidemiologo ha detto chiaramente che si tratta di una 'normale influenza'.
25 marzo 2009
politica interna
parole in libertà
Su un sito del governo (governoberlusconi.it, che in realtà non credo essere un sito ufficiale ma una pagina di partito, visto che è attribuito a “Direzione comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL”) è 'copiaincollata' una pagina di un'intervista al Ministro Gelmini rilasciata a Famiglia Cristiana (qui l'originale).

Spero in un lapsus calami da parte dell'intervistatrice o mentis da parte del ministro, perché nell'intervista c'è un'affermazione semplicemente sbagliata che mette seriamente in dubbio la 'competenza' del Ministro in materia:

“Sulla scuola girano notizie non vere. Si era detto che io avrei tolto l’educazione fisica dalla media di valutazione e invece farà media, come l’insegnamento della religione”

La questione dell'educazione fisica è legata ad un monstrum giuridico che si è creato negli anni, per cui se di fatto ogni consiglio di classe ha sempre contato il voto in EF ai fini della media (e, al triennio delle superiori, al fine dell'individuazione del credito scolastico), in teoria il legislatore è caduto più di una volta in palese contraddizione, lasciando la questione nel limbo. Su questo punto, si riconosce senza problema il merito al ministro di aver chiarito una volta per tutte il punto (e non sto entrando nel merito della 'pari dignità' della disciplina). Ma quando il ministro afferma che 'l'insegnamento della religione' 'farà media' dimostra di non avere idea di cosa sta parlando, in primis perché è difficile che un giudizio quale 'sufficiente' o 'buono' possa fare media con '5' o '9' e soprattutto perché, rebus sic stantibus l'insegnamento della religione NON FA MEDIA, punto. Se invece si sta lavorando alla creazione di un sistema in cui la frequenza o meno ad una disciplina facoltativa voglia creare una disparità fra chi si avvale di tale insegnamento e chi non, allora Famiglia Cristiana ha fatto uno scoop gigantesco e non se ne è accorta..

PS
l'abuso di latinorum nel post è a favore dei minacciosi 'latinisti' di cui il ministro parla in altra parte dell'intervista


15 febbraio 2009
politica interna
mi ero scordato dell'esistenza di 'lamberto dini'


li | vó | re
s. m.
sentimento di aspro e velenoso risentimento

Detto questo, il libro, scritto da un prodiano della prima ora, è interessante.
4 gennaio 2009
politica interna
it's the economy, stupid!


E' da anni che l'ITANES analizza i dati elettorali e, tramite sondaggi a campione (fatti un po' meglio di quelli che si vedono in tv!), sonda l'opinione pubblica. E' abbastanza recente la pubblicazione de Il ritorno di Berlusconi, dedicato alle elezioni dell'aprile 2008, una lettura impegnativa che, ahinoi, rende evidenti gli errori del PD e della leadership veltroniana. Se solo lo leggessero...
27 ottobre 2008
politica interna
zorozorozoro!
Nuovo video di Tollerenza Zoro, poco prima della manifestazione di sabato.
25 ottobre 2008
politica interna
e forse quel che cerco neanche c'è


Non so se la citazione di Max Pezzali (non che mi aspettassi i 99 Posse ma MAXPEZZALI? - comunque siamo arrivati quando aveva già cantato) è appropriata, ma con dimanche siamo andati al Circo Massimo, alla manifestazione del PD.

Veltroni ha detto cose più o meno ragionevoli e, finalmente, ha preso una posizione nettissima su scuola e università, cosa che non mi aspettavo (qui il testo del discorso).

Nel frattempo, repubblica.it ha deciso che il 'movimento studentesco' ora si chiama 'onda'. Ed io ho il terrore che le onde, prima o poi, si sgonfino.
24 aprile 2008
politica interna
le ragioni di una sconfitta
Non so se sarebbe un premio, ma Zoro meriterebbe un programma televisivo. La nona puntata di Tolleranza Zoro spiega meglio di tutti i saggi di sociopolitica del mondo il perché del disastro del PD.
7 aprile 2008
politica interna
at Waterloo Napoleon DID surrender!
Geniale come sempre, qui c’è l’ottava puntata di Tolleranza Zoro, un po’ meno immediata del solito ma non di meno significativa. Quanto all’idiota della Telecom (sarebbero questi i ggiovani?), per sapere che Napoleone a Waterloo perse, basterebbe ascoltare di più gli ABBA:
29 marzo 2008
politica interna
lungo la strada in cui credi tu
Normalmente, non condivido la critica alla classe politica italiana per se.

Dopo questo video (che ho trovato qui), ho cambiato idea.

Incommentabile.



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permalink | inviato da cheremone il 29/3/2008 alle 14:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
11 marzo 2008
politica interna
zoro sei!
Nuova puntata di Tolleranza Zoro, ora alla ricerca di un posto nelle liste del PD...



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18 febbraio 2008
politica interna
'lo scroto di Fini'
Alla ricerca di inedite alleanze, l’ormai leggendario Zoro è andato alla ‘convention’ de La Destra...

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10 febbraio 2008
politica interna
parole a caso
Settimana di ‘didattica alternativa’ a scuola (non chiedetemi cosa sia né perché la si faccia), il che vuol dire che devo ‘solo’ preparare un corso di sostegno di traduzione, un paio d’ore di recupero di metrica e un mini corso di approfondimento, e quindi ho un po’ più di tempo del solito per seguire la ‘politica’ italiana.

E’ curioso notare che repubblica.it ha ormai smesso di avere qualcosa di affine a una ‘redazione’ e si limita a rilanciare i comunicati stampa in una cosa che chiamano ‘diretta’ dedicata al discorso di Veltroni.

E così scopriamo che Diliberto alle 12:14 produce raffinate analisi politiche del tipo ‘Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme’ (citazione assai dotta, per cui uno si chiede chi sia l’Innominato e chi don Rodrigo e chi fra Galdino, no?), un pensiero talmente complesso che gli servono 57 minuti per aggiungere (alle 13:11) che ‘per evitare questo patto scellerato bisogna dare più forza alla sinistra’ (me lo immagino che ci pensa per quasi un’ora, prima di avere l’illuminazione).

Pecoraro Scanio, di contro, alle 12:17 sviluppa il concetto di ‘inciucio’, parola che mai ci saremmo aspettati da lui, visto che le pagine che Google produce alla ricerca ‘pecoraro scanio inciucio’ sono appena 12.100 (Mastella ne ha 76.600, comunque).

Per motivi a me ignoti, in questa 'diretta' c'entrerebbe qualcosa Storace, che alle 10:50 si dice 'non interessato' al PdL (scusate se non so se è il Popolo delle Libertà, il Partito delle Libertà o il Partito dei Lavoratori) mentre alle 12:29 si dice 'disponibile a un accordo elettorale'.

Detto questo, penso sia meglio tornare ad Aristotele.
19 novembre 2007
politica interna
'vorrei fare il rappresentante di lista di Adinolfi'
Zoro si è finalmente ricordato di mettere on line la seconda parte della terza parte (!) di Tolleranza Zoro, ora alle prese con lo spoglio dei voti delle ‘primarie’ (nessuno nota mai che le ‘primarie’ sono un’altra cosa) per il PD, che a tratti pare l'elezione dei rappresentanti di classe.
24 ottobre 2007
politica interna
'mica lo so che so' annato a fa'
Dopo la prima e la seconda parte, ora Zoro è andato a votare alle primarie...
12 ottobre 2007
politica interna
'Rosy Bindi è una bella nave scuola'
E' arrivata la seconda parte del meraviglioso e sempre geniale Tolleranza Zoro (qui la prima).

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1 ottobre 2007
politica interna
qualunquismo anticlericale
"C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente"



Lo so che la 'porpora cardinalizia' non vuole essere simbolo di ricchezza ma richiamare il sangue dei martiri, ma, visto il vangelo di ieri (Lc, 16 19-31), non ho resistito. Sul 'bisso' non mi esprimo.

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27 settembre 2007
politica interna
'copiamo il sistema delle isole far oer'
Non sono certo il primo a presentarlo (è partito da qua, poi è stato citato qua e qua, ad esempio) ma quest’uomo resta un mito. Assolutamente geniale:

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2 agosto 2007
politica interna
scoglioni
Premesso che a me pare molto più interessante l’idea delle Spice Girls costrette a tenere un concerto a Baghdad, la politica italiana è, nel giro di poche ore, passata dalle passeggiatrici dell’UDC a ben altri temi, quali i rapporti tra Stato e Chiesa e il comportamento che il credente deve tenere nei confronti dell’erario (parola misteriosa ed evocativa, come il sintagma ‘prefetto dell’annona’ che nessuno sa cosa sia).

Il succo della querelle non interessa a nessuno, il divertente è tutto nelle questioni di esegesi biblica, dove chiunque pare avere qualcosa da dire.

Il punto essenziale è che Prodi ha citato (in risposta a Bruno Forte - qui un impeccabile Malvino un sintagma (‘quoque discolis’) sia sbagliandolo nella forma (‘etiam discolis’ suona meglio ed è effettivamente il testo della Vulgata di Gerolamo) sia nella fonte (non è Paolo, ma la I lettera di Pietro, 2 18).

E’ curioso che tutti quanti citino il testo latino (Gerolamo, appunto, e non, stranamente, la Nova Vulgata, che invece presenta ‘pravis’ e non ‘disculis’), dimenticando che l’originale (e quindi l’imprescindibile testo di riferimento) è greco, un greco tra l’altro un po’ troppo elegante per essere davvero del pescatore Pietro, che di certo non conosceva la traduzione dei 70 che invece il nostro ‘Pietro’ cita in abbondanza (non manca chi tiri in ballo un intervento redazionale su contenuto genuinamente pietrino, va detto, ma sa un po’ di scusa).

Il buon Prodi è perdonabile nel confondere, riguardo al dovere di sottomettersi all’autorità, gli spesso discordanti Pietro e Paolo, visto che qui (Pietro I 13 sgg. ) risuona molto il Paolo di Romani 13 1-7.

Il tema del rapporto tra credente e potere politico era assai centrale nel cristianesimo delle origini, a partire dal ‘dare a Cesare quel che è di Cesare’ attribuito a Gesù in Matteo 22 21.

La nostra epistola, sia essa pietrina o spuria, nel suo nucleo centrale insiste sul comportamento che i cristiani devono avere nei confronti dell’autorità pagana e va verosimilmente collocata sotto una persecuzione (sforzandosi un pochino, interpretando la ‘Babilonia’ di 5 13 come ‘Roma’ e dando fede alla tradizione, non neotestamentaria, di un martirio di Pietro a Roma, potremmo anche collocarla sotto Nerone, 54-68 dC) o comunque in un momento di non facili rapporti con il potere imperiale.

Pietro dunque invita i fedeli ad avere un comportamento ‘irreprensibile’ (2 11, ‘anastrophèn échontes kalén’) fra i pagani, non facendosi toccare dalle calunnie (‘catalalousin humòn hos kakopiòn’) e ad ‘essere sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore’.

Più avanti si riferisce ai ‘servi’ (il greco presenta ‘oikètai’, propriamente ‘quelli della casa’), invitati a sottomettersi con ogni rispetto (‘en pantì phòbo’) ai padroni, non solo a quelli buoni e miti ma 'etiam discolis', appunto.

Curioso dunque che, nell’affermare il dovere dei 'cives' di pagare le tasse, Prodi attribuisca da una parte ai ‘cittadini’ la condizione di ‘servi’ e a se stesso quello di padrone ‘non mite e buono’ ma, appunto, ‘discolus’ (che lui traduce, ahimé, con ‘lazzarone’) o, peggio, ‘pravus’ (più vicino all’idea di ‘cattivo’ che a quella di ‘birichino’).

Il testo greco ci rivela però un particolare divertente: quello che Gerolamo rende con ‘discolus’ e la Nova Vulgata con ‘pravus’ è, letteralmente, ‘storto’, come attesta l’esito (‘scogliosi’) del greco ‘scoliòs’, qui usato da ‘Pietro’.

Il termine ‘scoliòs’ è un po’ dotto (altra argomentazione contro la paternità pietrina della lettera) ed è solitamente usato in senso letterale (‘via tortuosa’, ‘fiume tortuoso’ e simili) ma è splendidamente usato in senso metaforico in due luoghi esiodei, Opere 7 e 221.

Nel primo caso, Esiodo elogia le virtù di Zeus e sottolinea come questi facilmente ‘raddrizzi il tortuoso’ (c’è tutta una tirata del neoplatonico Proclo su cosa si debba intendere qui per ‘tortuoso’) e atterri l’orgoglioso, mentre più avanti se la prende con le ‘ambigue (‘scoliais’) sentenze’ dei giudici - com è noto, Esiodo era impegnato in una complessa causa ereditaria col fratello Perse e ce l’aveva con le, er, ‘toghe rosse’.

Ho come il sospetto che Prodi si sia dato una mazzata sui piedi...
19 luglio 2007
politica interna
secondarie
All’inizio (per i primi cinque minuti) la famose ‘primarie’ del Partito Democratico parevano una cosa seria, nella quale si sarebbero realmente sfidati e confrontati diversi personaggi e orientamenti politici e i cittadini (parola insopportabile, ma sempre meglio di ‘gente’ o di ‘popolo delle primarie’) avrebbero scelto chi candidare (corre voce, spero falsa, che a questo giro si debbano pagare 5 euro per votare e non 1 come l’altra volta, cosa che non mi pare proprio la più azzeccata strategia di avvicinamento del ‘cittadino’).

Pareva, insomma, che a differenza dell’altra volta, sarebbe stata una cosa seria.

Neanche il tempo di abiturarsi all’inusitata idea (‘il centrosinistra fa una cosa seria’) ed ecco che tutti sono impazziti per il buon Uolter, per il quale le primarie non sarebbero state un'occasione di confronto e di crescita democratica e blah blah blah ma una ‘investitura’.

A confermare la ridicolaggine della cosa, era arrivata anche la controcandidatura girotondina di uno come Furio Colombo che avrebbe, e viene detto come titolo di merito, contribuito alla fondazione del DAMS.

Per altri cinque minuti, era parso che le cose si facessero interessanti con la candidatura di Rosy Bindi (persona perbene, le cui opinioni non sono sempre condivisibili, ma che per lo meno pare avere una sua dignità) ma ecco che ora si riprecipita nel ridicolo con la candidatura di Mario Adinolfi, uno il cui titolo principale pare essere ‘blogger’ e i cui post, negli ultimi mesi, anziché, chessò, esprimere una qualche idea, sono dedicati al gioco d’azzardo, o alla superiorità delle ‘tette’ sul ‘culo’.

27 giugno 2007
politica interna
autocommento
Il discorso di Veltroni è stato chiuso dalle note di A whiter shade of pale.

Che si potrebbe tradurre con Più scialbo dello scialbo.


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permalink | inviato da cheremone il 27/6/2007 alle 19:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
27 maggio 2007
politica interna
it's fun to stay at the YMCA
    Premesso che ho smesso di seguire la politica italiana dall’esatto momento in cui la parola ‘tesoretto’ è diventata di uso comune, mi pare di aver notato che il nascituro/nascente/nato Partito Democratico abbia messo su un Comitato un filino gerentocratico.
    Il buon Luca Sofri si è allora fatto promotore di un appello per coinvolgere dei ggiovani nella cosa.
    ‘Ggiovani’ come Pierluigi Diaco e Mario Adinolfi. Dio ce ne scampi.
5 aprile 2007
politica interna
il prossimo che parla di 'Famiglia' gli sparo
Uno rischia di perdersi un po’, nel magma mediatico in cui tutto si confonde, le stronzate della Binetti, le polemiche sui Di.Co. , la nota in materia della CEI (attendo con impazienza una nota su, chessò, la mafia), i dibattiti sulla Famiglia, che pare sempre essere una sola.
    Di famiglie ne conosco tante, sono quelle che passano in sala professori ogni lunedì quando ricevo i genitori, sono quelle che mi contattano per le ripetizioni il pomeriggio, sono quelle di cui ogni tanto trapela qualcosa dai discorsi dei ragazzi a scuola.
    Il documento della CEI non l’ho letto (chiedo venia, ma ho una pila stratosferica di libri da leggere, e questi probabilmente mi diranno qualcosa di nuovo) ma tanto quello che arriva via media è raggelante.    
    E non ditemi che non è colpa della CEI, perché dovrebbero essere ‘scaltri come serpenti’ (Mt 10.16) e, se le semplificazioni giornalistiche li danneggiano, dovrebbero essere  più semplici loro, in modo da non dare adito al teatrino quotidiano.

    Famiglie, dicevo.
    Tanti a scuola sono figli di separati, divorziati, risposati, conviventi, parecchi non sono battezzati e non sanno che Gesù è un personaggio storico, alcuni sono, vox populi, più o meno tossicodipendenti, con genitori che non se ne rendono conto o fanno finta di non rendersene conto.     Qualcuno non ha un padre, non l’ha mai avuto, perché ha pensato bene di prendere il volo al primo ritardo del ciclo.
    Qualcuno forse ha un genitore omosessuale, magari non lo dice o non lo sa o non lo dice e non lo sa il genitore stesso.
    Ogni volta che entro in classe, ogni volta che parlo con un ‘genitore’ (non sono uso chiedere un test del dna), ogni volta che parlo con un ragazzo, ogni volta che qualcosa non va bene in classe, ogni volta che in classe qualcosa va bene, in una parte del mio cervello l’idea che questi ragazzi siano ‘soli’ riecheggia in maniera fastidiosa.
    Poi penso che siano ‘soli’ anche i loro genitori, o presunti tali, perché quando a tirare su una ragazzina sono i nonni, quando una signora dice di non avere soldi per le ripetizioni perché divorziata con figli, quando i ragazzi hanno un genitore dall’altra parte del mondo o hanno un ‘fantapadre’, l’idea che nessuno li aiuti si impone.
    Penso insomma che sia tosto essere figli e che sia tosto aiutarli a crescere.
    E anziché, chessò, aiutare le persone in difficoltà riconoscendo loro diritti, si preferisce disquisire se sono o meno delle ‘famiglie’.
    Ridicolo.
    E cattivo.
    E assai poco cristiano.

    Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore (Gaudium et spes).        
    Magari
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permalink | inviato da il 5/4/2007 alle 12:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
21 novembre 2006
politica interna
del difendere lino banfi

    Condividio l'imbarazzo di chi si ritrova a difendere Lino Banfi (no, dico, Lino Banfi!) per la storia della fiction (una volta si chiamavano film-tv) con protoganiste (orrore!) due lesbiche che si sposano (doppio orrore!) nella cattolicissima Spagna (triplo orrore, anche per l'abusatissimo sintagma "cattolicissima Spagna"). 
    Sul Corriere di oggi ci sono due interventi particolarmente illuminanti. 
    La senatrice (fa specie scriverlo, vero?) Paola Binetti nota che "è altamente inopportuna una trasmissione che tocca un problema su cui ancora non si è discusso adeguatamente e che comunque non fa parte del programma di governo". 
    La signora dimostra di aver perso ormai ogni barlume di pensiero logico e/o consequenziale, perché in italiano ha appena detto che sono inopportune le trasmissioni su argomenti non inerenti al programma di governo, indi bisogna evitare fiction su, ad esempio, la civiltà micenea che, mi pare, non sia colà trattata. 
    Ancora più divertente il cardinal Tonini, che parla di "un'opera diseducativa e poco salubre". 
    Poco salubre. 
    Come l'aria della palude pontina. 
    Siete ridicoli.




permalink | inviato da il 21/11/2006 alle 12:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
9 giugno 2006
il coraggio di stupire - 01

    Nuova rubrichina, ci pensavo da un po', esattamente da quando Romano Prodi ha invitato i suoi ministri ad avere il coraggio di stupire
    Lo scopo della cosa è quello di raccogliere i momenti in cui sono stato preso da stupore per qualche atto del governo (che poi sia uno stupore positivo o negativo lo lascerei valutare ai posteri).     
    Mi sono già perso sia l'insulso boh boh parata militare sia la questione della commissione difesa sia il folclore dei Comunisti Italiani, ma mi sa che ce n'è comunque una al giorno: sembrerà evidente ai più che l'Italia avesse bisogno di altri tre sottosegratari, così ora questo governo si può vantare di aver battuto non so quale governo Andreotti, in quanto a numero di ministri e sottosegretari, 102.




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