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1 giugno 2011
letteratura
sbraitando contro il socialismo

Tra il 1976 ed il 1984 uscirono delle strisce comiche ispirate a Woody Allen, di cui qui se ne raccolgono le migliori; sono gli anni di Io e Annie, verosimilmente il suo momento più geniale:
22 aprile 2011
cinema
curb your allen

Sebbene sembri costruito su misura per il grandioso Larry David di Curb your enthusiasm, pare che Whatever works di Woody Allen (visto a suo tempo, ora in dvd) si basi in realtà su una sceneggiatura degli anni '70, qua e là riadattata. In ogni caso, il personaggio-tipo di Woody Allen (un neurotico misantropo, con accentuate punte di ipocondria) si trova a che fare con una fanciulla del sud, seguita a ruota dalla madre bigotta in piena crisi di mezza età. Non un capolavoro, ma carino.
16 gennaio 2011
cinema
non faccio la cassandra, sono cassandra

Dicevo da tempo che sono 15 anni che Woody Allen rifà lo stesso film; l'ultima volta che ci ha davvero azzeccato è stato con questo Mighty Aphrodite, che strizza l'occhio al teatro antico, con tanto di coro, corifeo e scene girate nello splendido teatro greco di Taormina (che ho visitato in circostanze, come dire, probanti); lui, oltre che girare sempre lo stesso film, interpreta pure lo stesso personaggio ma la vera stella del progetto è un'incantevole Mira Sorvino, che per la sua interpretazione ha vinto l'Oscar e simili.
27 luglio 2010
cinema
nace un gran amor
 

Vicki Cristina Barcelona continua la serie 'europea' dei film di Woody Allen che ora ha lasciato Londra per la Spagna. La storia è quella di due amiche americane che trascorrono un'estate in Catalogna, dove restano affascinate da un pittore un filino bohémien e dalla sua ex moglie, Penelope Cruz (premiata con un Oscar per la parte). La cosa migliore del film, non un capolavoro, ahimé, è la fotografia e quell'atmosfera alla Jules et Jim che resta affascinante.

16 luglio 2009
diari di viaggio
come le chanteuses a Pigalle
Di ritorno da un paio di giorni a Parigi, le cose degne di nota sono state: volare con Vueling che almeno arriva a Orly   e non dall'altra parte del mondo come Ryanair) , la signora tedesca sul trenino per l'aeroporto che era enormemente interessata a sapere come si pronuncia in italiano il suono 'que' che a lei suona tipo 'kv' (solo a me capitano queste cose), il volo con quasi un'ora di ritardo, con il capitano che (in spagnolo) ha spiegato che Fiumicino è uno degli aeroporti peggiori d'Europa e che d'estate è ancora più infrequentabile, gli Champs Elysées in mezzo ai postumi della parata militare (è il 14 luglio!), il solito giro da Fnac e dal Virgin Megastore, il nuovo film di Woody Allen (Whatever works - trama inverosimile, ma carina), il fatto che alle 10 di sera c'è ancora luce (mi sa che qui hanno tipo 4 ore di ora legale).

E ancora, la tappa obbligatoria alla tomba di Oscar Wilde (Keats and Yeats are on your side, but Wild is on MINE, dicevano gli Smiths) a Père-Lachaise, che ho girato più del solito, finendo in una parte in cui non ero mai stato, dove ci sono i monumenti in ricordo di mezzo partito comunista francese, dei caduti della Comune del 1871 e quelli delle vittime dell'olocausto, la nuova Coca Light, ORA CON ANTIOSSIDANTE, gli Oreo ricoperti di cioccolato bianco, gli inviti a fare movimento e a mangiare sano che in tv sottolineano le pubblicità di junk food, lo shopping da Gap e da Lacoste, litri e litri di Perrier, e i chilometri a piedi.

E poi il concerto dei Pet Shop Boys all'Olympia: la parola chiave è decisamente 'cubi'; per il resto, nous sommes les Pet Shop Boys ed alla terza canzone – Love comes quickly – io ero già emotivamente devastato. 
13 aprile 2009
cinema
o brother, where art thou?


La 'trilogia inglese' di Woody Allen, che era iniziata splendidamente con il notevole Match Point e si era un po' persa per strada con il deludente Scoop, è giunta a conclusione con il cupo Sogni e delitti (titolo idiota, rispetto all'originale Cassandra's dream, che è inoltre il nome di una barca a vela che svolge un ruolo importante nel film), che ho visto solo ora. Non male, e,  dopo Paranoid park, un altro film sul senso di colpa fa il suo effetto.
12 settembre 2007
letteratura
'new york sense of humor'


Si potrebbe dire che il buon Woody Allen stia rifacendo lo stesso film da almeno quindic’anni; per i libri la cosa è diversa, probabilmente perché ne scrive di meno.

Detto questo, il recente Pura anarchia è comunque gradevole e un libro in cui si parla di un tale che ‘si rimpinza di Viagra, ma il dosaggio gli provoca allucinazioni che lo inducono a credere di essere Plinio il Vecchio’ a me pare in ogni caso meritorio.
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