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25 dicembre 2010
letteratura
meno sapere per tutti

E' con un certo orrore che ho letto L'ellenismo di Franca Landucci Gattinoni; nulla contro l'autrice o il testo (una sintetica introduzione al periodo che va dalla morte di Alessandro Magno alla battaglia di Azio, con una qualche attenzione ai fenomeni economici, come da curriculum dell'autrice), ma davvero questi sono i materiali su cui oggi si studia all'Università? Davvero non c'è neanche una cartina geografica, un indice analitico, un prospetto cronologico, una qualche forma di approfondimento? Davvero è tutto un rimando ad altro?

Davvero il 3+2 ha ridotto il Sapere a libricini di poche pagine, preposti a prendere 22 ad un qualche esonero tanto per accumulare crediti in un sistema inquetantemente simile alle tessere sconto di Feltrinelli?

11 aprile 2009
musica
little 15
Chissà se il quindicenne Charlie della canzone dei Baustelle ha idea di essere nato più o meno quando Kurt Cobain si è ucciso (5 aprile 1994).

La morte del cantante dei Nirvana dovrebbe essere uno di quegli eventi che segnano una generazione, una di quelle cose che tutti dovrebbero ricordare dove si trovavano nel momento in cui li raggiunse la notizia.

Io ho un ricordo più vago, mi rivedo mentre ho in mano la copia del NME  con la sua faccia in copertina, e aspetto che un collega di università scenda da casa per andare insieme a Tivoli a un convegno sulla tarda latinità (da secchioni, I know).

Ricordo di più l'estate del 1992, quella di cui Nevermind (insieme a Wish dei Cure, Disappointed degli Electronic – e a Rhythm is a dancer degli Snap!) fu la mia colonna sonora, a St. Raphael, con m.

Mi ricordo che Smells like teen spirit era una di quelle canzoni da cantare sotto la pioggia, a squarciagola, nei tempi in cui ci si sente stupidi e contagiosi.
20 dicembre 2008
blur vs cheremone
E' abbastanza recente la notizia che i Blur si sono rimessi insieme e che a luglio terranno un paio di concerti ad Hyde Park. Visto che i Blur (1991-2003) sono stati la colonna sonora della mia vita, ecco, in ordine cronologico, 12 momenti fondamentali:

UNO: E' l'estate del 1991, sono in Inghilterra per la seconda volta. E' l'anno in cui non mi limito a Londra ma mi spingo fino alla Scozia. I Blur pubblicano il loro primo album (comprato non ricordo dove, credo a Bath), quello che contiene There's no other way. Sono i tempi di Madchester, e i Blur sono uno dei gruppi più promettenti della risposta della capitale ai venti acidi del nord (sì, l'espressione 'venti acidi' è fastidiosa):

DUE: E' il 1993, i Blur pubblicano il loro secondo album, Modern life is rubbish (che compro da Messaggerie Musicali, a via del Corso). Io sono all'università, e una canzone come For tomorrow dice tutto quello che c'è da dire:

TRE: Il loro terzo album (Parklife) esce nel 1994. Per me è un anno un po' confuso. Mi ricordo però la successione dei singoli: Girls & boys (con annesso remix dei Pet Shop Boys – inoltre io sto studiando tedesco, quindi mi compiaccio quando capisco 'du bist sehr schon') e la loro esibizione a Un disco per l'estate, To the end (capolavoro assoluto – singolo comprato da Disfunzioni musicali), Parklife (la canzone ufficiale del 'britpop') e la meravigliosa End of a century:

QUATTRO: Concerto dei Blur al Palladium! Estasi! Estasi!

CINQUE: Estate del 1995; sono di nuovo a Londra, quando Blur e Oasis si sfidano, pubblicando un singolo lo stesso giorno. Gli Oasis scelgono Roll with it (il loro brano più debole fino a quel momento), i Blur Country house (allora salutata come eponimo dello zeitgeist, ora un po' pacchiana) ed entrano al #1 della classifica inglese:

SEI: L'album è The great escape. Dentro c'è The universal, che è così bella che fa piangere (e il video omaggia Arancia meccanica):

SETTE: I Blur fanno un concerto in Italia, solo che è a Firenze. Trascino un amico fin lì. Ri-estasi! Ri-estasi!

OTTO: E' il 1997, tempo di dottorati in giro per l'Italia. Compro il loro quinto album (l'eponimo Blur) a Torino, mi pare. Dentro c'è Song 2:

NOVE: Primavera del 1999; compro Tender (ricordo chiaramente di averla ascoltata la prima volta mentre aspettavo m. sotto l'università, ai tempi del lettore cd portatile); l'album si chiama 13 e contiene No distance left to run, che dice un po' tutto sulla mia vita a quel punto; per me è l'estate di Sarajevo e New York:

DIECI: Esce Best of Blur, che compro via internet su Zivago (loro si sbagliano, e non mi mandano l'edizione su due cd ma quella singola, che viene regalata a dimanche, che adora Music is my radar).

UNDICI: Le cose cambiano per tutti; Graham Coxon esce dai Blur, io comincio a lavorare in Svizzera e loro fanno lo strano Think Thank, il cui primo singolo si chiama Out of time. Inizia la guerra in Iraq:

DODICI: Nel frattempo, Damon Albarn ha fatto due dischi coi Gorillaz, io sono andato in Mali e poi c'è andato anche lui, a farci un disco splendido. Poi ha fatto un'opera lirica, in cinese. E' il 2008, Graham e Damon hanno fatto pace. C'è ancora la guerra in Iraq.
18 dicembre 2008
letteratura
sull'uguaglianza


Il recente libretto di Roberto Perotti, L'università truccata, si può agilmente dividere in due parti: una prima, 'divertente' (nel senso masochistico del termine), racconta storie allucinanti di un paese allo sbando (come la facoltà di Economia di Bari), mentre la seconda proprone, costruttivamente, idee non facili da digerire ma necessarie per cambiare un sistema che, chiaramente, non funziona. Tra i tanti spunti, c'è l'idea che forse l'università gratuita (o quasi) ha ben poco di equo. In questo breve articolo lo spiega lui meglio di me.
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