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30 dicembre 2010
cinema
il test della kobayashi maru!

Come si diceva qui, l'ultimo film di Star Trek, diretto da JJ Abrams, getteva le basi per un "nuovo inizio" della saga, creando un "universo alternativo" in cui ci si potesse muovere in relativa libertà, senza sconfessare gli altri 10 (!) film e le 5 serie televisive di Star Trek- e difatti è in fase di scrittura un nuovo film, che dovrebbe uscire nell'estate del 2012.

Rivedendo con calma il film, le basi per un nuovo inizio ci sono tutte, a fianco di innumerevoli omaggi alla serie originale che soddisfano anche il più esigente dei trekkers (il fatto che Sulu sia appassionato di scherma, il modo in cui Kirk passa il test della Kobayashi Maru, il rapporto tra Spock e la madre, il divorzio di McCoy etc. ), senza alienarsi lo spettatore 'nuovo'.

Resta però un madornale errore: il fratello di Kirk si chiama Sam, non Johnny...
29 dicembre 2010
televisione
trek 1.5.2

La terza ed ultima stagione dell'originale Star Trek (qui la seconda e qui la prima), ora rimasterizzata e con nuovi effetti speciali, ha la particolarità di avere al suo interno alcuni degli epidosi peggiori mai visti (That which survives, Spock's brain e la terrificante risposta della tivvù alla contestazione degli anni '60, The way to Eden) ed altri che invece meritano a ragione la nomea di uber-classici, come The paradise syndrome (Kirk fa l'indiano), All our yesterdays (Spock fa sesso) e For the world is hollow and I have touched the sky (McCoy fa il romantico), nonché altri episodi comunque notevoli.

Come noto, la scelta dell'NBC di trasmettere il tutto ad un orario improbabile come le 22:00 del venerdì sera ed alcune scelte autorali alquanto discutibili misero presto fine alle speranze di una quarta stagione e ST fu cancellato per sempre.

Una decina d'anni dopo, in seguito al successo del primo Guerre Stellari e dopo anni di repliche, le cose sarebbero cambiate...
23 novembre 2010
cinema
allora postquel, no?

Augurandosi che questo non faccia da prequel a qualcosa di peggio, giova ricordare che la parola prequel è qualcosa di mostruoso.

E' costruita sul regolare sequel, che viene dal latino sequor (parente, ma bisogna ricordarsi di sibilanti che cadono e di esiti delle labiovelari, del greco epomai) e che indica il "seguito" (a scuola i ggiovani s'inventano sempre l'inesistente "il continuo") di qualcosa, solitamente un film; ad un certo punto, quando ad Hollywood si sono inventati film che raccontassero l'antefatto di altri film, hanno coniato questo pre-quel che fa etimologicamente paura, perché è un pre-qualcosa ma -quel non è una cosa.

Detto questo, il prequel dell'ultimo film di Star Trek (che non è  un sequel degli altri Star Trek, ma un re-boot, mi raccomando) è un fumetto, che ha per protagonisti un po' di gente di Star Trek The Next Generation, per fare collegamento tra Nemesis ed il nuovo film.

Superata la confusione, il risultato è deludente e si può apprezzare il film senza bisogno del prequel, inteso e come concetto e come parola e come prodotto.
22 settembre 2010
televisione
trek 1.5.1

Per quanto la prima stagione avesse i suoi momenti, è la seconda stagione di Star Trek (ora restaurata ed 'aggiornata') quella più classica di tutte, con episodi come Amok time, Mirror mirror e The trouble with tribbles entrati nell'immaginario collettivo; ci sono momenti meno riusciti (The immunity syndrome è l'episodio più noioso della storia della televisione), ma nell'insieme questo è Star Trek come dovrebbe essere sempre.
5 settembre 2010
televisione
trek 1.5

Per celebrare i 40 anni (!) di Star Trek, a partire dal 2006 è stata trasmessa (e ora la prima stagione è in dvd) una nuova versione della serie originale (quella di Kirk prima di JJ Abrams).

Gli episodi sono stati rimasterizzati e 'ripuliti' (il che è un bene) ma non è tutto; gli effetti speciali (che negli anni '60 erano un po' ridicoli) sono stati completamente rifatti, per cui l'Enterprise che orbita intorno ai pianeti non è più un modellino appeso ad un filo intorno ad un pallone colorato, ma una 'vera' astronave intorno a un 'vero' pianeta.

La scelta è filologicamente aberrante e resta discutibile. Il risultato non cambia molto, e i primi episodi di Star Trek restano dei classici della fantascienza, capaci di commuovere (The city on the edge of forever), divertire (Mudd's women, The naked time), far riflettere (The devil in the dark) e andare là dove nessun uomo è mai giunto prima (Tomorrow is yesterday, Errand of mercy - con la prima apparizione dei Klingon - , Balance of terror - col debutto dei Romulani).
4 agosto 2010
letteratura
re-book

Dunque, dopo che JJ Abrams ha rigettato da capo le fondamenta di Star Trek, sarà difficile districarsi nel mondo dei romanzi, che pare andranno a confluire in quella specie di 'universo parallelo' che il film ha creato. Non si è posto il problema David Stern, nel recente The children of kings, che è ambientato prima del film, con Pike alla guida dell'Enterprise. Nello specifico, è alle prese con la misteriosa distruzione della Starbase 18, con in mezzo Klingon, Orion e un sano complotto all'interno della Federazione (resta un po' strano il fatto che in copertina ci siano i 'vecchi' Spock e Pike... che sia un sub-universo parallelo?).
23 giugno 2010
vita scolastica
siamo tutti italianisti

Io avevo il secondo turno di assistenza, quindi sono arrivato a scuola verso le 11:15 e ho poi passato la maggior parte del tempo a capire come funziona l'utilissimo software del ministero per la verbalizzazione degli esami (si chiama, non so perché, 'conchiglia'), per cui stamattina non ho potuto guardare con moltissima attenzione le tracce dello scritto d'Italiano. Ma ora si rimedia (le tracce stanno qua – dove si scopre con sorpresa che 'lingua ladina' e 'lingua tedesca' hanno la stessa prova, in tedesco):

L'analisi del testo proponeva un Primo Levi 'minore', impegnato in una riflessione sul senso della lettura; il brano è bellino, ma temo che i ggiovani non abbiano necessariamente colto il riferimento a Borges (“non nel senso borgesiano di autoantologia”) e alla Bibbia (si cita Deuteronomio 6 7: “stando in casa, andando per via, coricandosi e alzandosi”, con conseguente analogia tra lettura e Torah); la domanda di approfondimento (“Proponi una tua interpretazione complessiva del brano e approfondiscila con opportuni collegamenti al libro da cui il brano è tratto o ad altri testi di Primo Levi. In alternativa, prendendo spunto dal testo proposto, proponi una tua «antologia personale» indicando le letture fatte che consideri fondamentali per la tua formazione”) era a rischio, perché di Primo Levi solitamente si conosce solo Se questo è un uomo, che poco si presta all'argomento 'lettura' – a meno che lo studente non abbia davvero letto tutto il libro e ricordi la magistrale pagina in cui Levi cerca di ricostruire a memoria il canto XXVI dell'Inferno di Dante (“fatti non foste per viver come bruti / ma per seguire virtute e canoscenza”, frasi che in un lager risultavano davvero aliene) – per evitare forzati e sgradevoli collegamenti, i più avranno optato sull'intrigante idea di una “antologia personale” - io avrei messo Il giovane Holden di Salinger e American psycho di Bret Easton Ellis e sarei stato verosimilmente bocciato.

Il primo saggio breve aveva come tema “Piacere e piaceri”, non mi è parso molto stimolante ma si reggeva in piedi – un po' scandalosa l'assenza di Epicuro dal dossier. Grazie a dio, c'era Leopardi.

Il secondo saggio breve, “La ricerca della felicità” era bellissimo, ma prevedo catastrofi: l'ambito del saggio era sotto la voce “socio-economico” e, come faceva intendere il riferimento alla Costituzione italiana e l'articolo de La stampa, il tema doveva essere impostato sui meccanismi economici dietro il concetto di felicità e sul legame tra benessere economico, libertà sociale e felicità – secondo me, i ggiovani non se ne saranno accorti, ma forse neanche le commissioni...

Il terzo saggio breve è invece quello che ho trovato assolutamente più discutibile, nella scelta, nella contestualizzazione e nell'impostazione; il titolo era un pretenzioso “Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica”, seguito da un giornalistico “parlano i leader” che si poteva anche evitare. Quattro i testi proposti: discorsi di Mussolini, Togliatti, Moro e un passo della Centesimus annus di Giovanni Paolo II (testi compresi tra il 1925 ed il 1991, un po' poco per il ruolo dei giovani nella Storia). La scelta di un discorso di Mussolini, presentato come leader alla pari di due padri costituenti come Moro e Togliatti potrebbe anche sembrare offensiva, se poi a questo si aggiunge la totale de-contestualizzazione del discorso stesso, le cose si fanno gravi, se non scorrette. Il testo mussoliniano recita: «Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. (Vivissimi e reiterati applausi — Molte voci: Tutti con voi! Tutti con voi!) Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda; se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! (Applausi). Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! (Vivissimi e prolungati applausi — Molte voci: Tutti con voi!)». Quello che mi ha turbato in modo particolare è il 'tutto quanto è avvenuto' di cui Mussolini si definisce, orgogliosamente, responsabile politicamente. Il discorso è del 3 gennaio 1925 (e questo è precisato agli studenti), il 'tutto quanto è accaduto' è, cosa che gli studenti potrebbero sapere di loro ma che non viene specificato, è l'omicidio di Giacomo Matteotti, cioè il preciso momento storico in cui il Fascismo passa da “passione superba della migliore gioventù italiana” (e molto è stato scritto sul sostanziale tradimento del giovanilismo fascista da parte del fascismo fattosi sistema) a Dittatura. Su come poi questo c'entri con i giovani e la politica, non saprei. Oltre a questo, una sorta di catechismo comunista di Togliatti che fa quasi tenerezza per la sua ingenuità, un discorso di Moro non sempre chiarissimo ma bellino e il testo di GP2, tratto da un'enciclica che nulla c'entra coi giovani (la Centesimus annus è un discorso di dottrina sociale, scritto in ricordo della Rerum novarum di Leone XIII, il testo in cui la Chiesa condannava tanto il liberismo sfrenato quanto il comunismo materialista). Se si voleva dimostrare che gli Italiani sono catto-fascio-comunisti e votano la DC, la scelta è stata azzeccata. Qualunque altra cosa si volesse dimostrare, no.

Mi sono sfogato sul terzo saggio breve, ma il quarto merita il suo spazio, e che passerà alla storia come 'il tema sugli UFO'. Mi limito a dire, oltre che Star Trek si scrive come l'ho scritto io, che un'affermazione come “logica e metodo scientifico non sembrano efficaci nello studio degli UFO per i quali qualsiasi spiegazione è insoddisfacente e/o troppo azzardata” butta nel cesso quattro secoli di pensiero razionale e mi fa, letteralmente, paura. Rimando a una persona ragionevole, che tra l'altro ha notato pure lui la svista ortografica.

Il tema storico era decisamente bello, ma impossibile (dubito che uno studente arrivi a studiare il Trattato di Osimo del 1975) ed eccessivamente specialistico. Pare infatti che sia stato scelto da qualcosa come lo 0,6% degli studenti. Peccato, perché meritava.

Il tema di ordine generale muoveva da una superflua citazione aristotelica (tra l'altro non è chiaro da dove derivasse, ed il collegamento esplicito tra musica e catarsi non mi pare mai così esplicito nei testi, ma potrei sbagliare) per chiedere agli studenti di riflettere su “funzioni, scopi e usi della musica nella società contemporanea”, anche con “personali esperienze di pratica e/o di ascolto musicale”. Tema alla portata di tutti, ad enorme rischio di banalità ma forse anche capace di offrire qualcosa di valido.

Ora greco...

2 novembre 2009
televisione
when we remembered babylon


Visto che la serie si chiama a Babylon 5 e che questo film per la tv ha titolo River of souls, all'inizio ho pensato a questo. In realtà non c'entra niente, è essenzialmente l'unica volta in cui il nuovo capitano ha qualcosa da fare e si vede inoltre il ritorno dei 'soul hunters', già apparsi nella prima stagione. Per il resto un po' di idee vengono da un vecchio episodio dello Star Trek originale (e, pensandoci bene, pure dalle parti di una puntata di The next generation), ma è comunque una bella puntata. Ah, c'è un irriconoscibile Martin Sheen.

17 luglio 2009
televisione
no cardassiani?


Come si notava nei commenti, pare ci sia una vexata quaestio per la quale Star Trek DS 9 sarebbe stato in parte scopiazzato dal progetto originale di quella che poi sarebbe diventata Babylon 5 (di cui ho finito di vedere la prima stagione).

Le analogie sono parecchie, anche se, rispetto a ST, in B5 sembra esserci una particolare attenzione per tematiche di tipo economico/politico che in DS9 cominceranno ad affacciarsi solo nelle ultime stagioni. Ciò non toglie che a un primo sguardo B5 ancora non mi convinca moltissimo...
14 maggio 2009
cinema
lost trek


Da mesi attendevo con impazienza il nuovo Star Trek (l'undicesimo!) diretto dal creatore di Lost, J. J. Abrams. Che dire... nella sequenza iniziale pare Lost e il loop spazio-temporale sembra avere molto in comune con quello che succede sulla mia isola preferita... per il resto, basta dire che la soluzione narrativa è eccezionale e che Star Trek può davvero ricominciare da capo...

ps
Winona Ryder fa la madre di Spock!
12 marzo 2009
cinema
8 maggio
Pare che questi due minuti del nuovo Star Trek siano il trailer più visto della storia, tipo:


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15 febbraio 2009
televisione
voyage to babel...


E mentre l'incredibile Battlestar Galactica si sta avviando alla sua conclusione, ho cominciato una nuova serie, Babylon 5 (The gathering è l'episodio pilota). Pare un po' Star Trek – Deep space nine (il che è buona cosa) e pare interessante, anche se musica e grafica sembrano uscite da cose tipo Tron.
5 gennaio 2009
televisione
bsg78


In attesa della quarta stagione di Battlestar Galactica (nella versione moderna), che c'è di meglio che vedere la serie originale, datata 1978 (e trasmessa da Canale 5 nei primi anni '80, il che giustifica il fatto che mi è parsa in qualche modo familiare)?

Vedendola oggi, a trent'anni dalla sua produzione, e con l'idea che la 'vera' serie sia quella ora in onda, la si trova un po' ridicola (il cane-robot, in particolare) ma molte idee erano estremamente innovative per l'epoca (anche se alle volte le sceneggiature sono un po' sconclusionate) e dedicarsi ogni tanto all'archeologia televisiva è sempre intrigante – come scoprire quanto terrificantemente sessisti fossero gli anni '70.

Per il resto, quasi tutti gli elementi originali (le 12 colonie, Adama e Apollo, i Cylons, i Vipers, Baltar, gli intrighi politici, persino Pyramid e Starbuck – che è però qui un maschio!) sono presenti, gli episodi seguono il modello Guerre stellari o quello di Star Trek e non mancano le sorprese (come scoprire che Fred Astaire è apparso in un episodio).
22 dicembre 2008
televisione
it's not human, it's james t. kirk!


Oltre alla ormai terminata Hidden Frontier (ne parlavamo qui) ed all'attuale Odissey (vedi qui), c'è un'altra serie di Star Trek fatta dai fan, New Voyages, e girata in maniera gigantescamente professionale. E' appena uscita la prima parte del quarto episodio, Blood and fire (scaricabile qui), notevolissima (e non solo perché il nipote di Kirk è gay, cosa che, pare, fece sì che l'episodio non venisse sviluppato ai tempi di The next generation).
18 novembre 2008
maggio 2009!
Il nuovo Star Trek, diretto da JJ Abrams, quello di Lost:

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permalink | inviato da cheremone il 18/11/2008 alle 0:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
14 ottobre 2008
televisione
bsg1


Se non ho capito male, l'attuale Battlestar galactica è il rifacimento di una serie di fine anni '70, poi ripresa qualche anno dopo.

A occuparsi della serie attuale c'è Ronald D. Moore, già noto come autore di varie serie di Star Trek (The next generation e Deep space nine – ha scritto pure un paio di episodi di Voyager), il che garantisce un livello di scrittura che va oltre le premesse un po' anni '50 della storia (l'umanità lotta contro i Cylons, dei robot che si sono ribellati e che ora hanno aspetto umano).

La prima stagione si trova qua, mentre qui c'è la miniserie che dà inizio alla storia (ne parlavamo a suo tempo).
22 gennaio 2008
cinema
11!
Mancano 'solo' undici mesi all'uscita di Star Trek 11 (qua si vede meglio).

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17 novembre 2007
musica
coming up
Justin Timberlake & Beyonce; Until the end of time: questa è tosta, perché Justin è un genio mentre Beyoncé (insieme a Jennifer Lopez – non più J-Lo, pare) rappresenta poù o meno tutto quanto ci sia di sbagliato al mondo. La canzone, di suo, è il 117° singolo da Futuresex/Lovesounds e non è che ci guadagni molto nel fatto che a un certo punto una strofa la canti Beyoncé.

Daft Punk; Alive 2007: il precedente Alive 1997 era un disco un po’ di nicchia, ora fanno le cose in grande con un doppio album dal vivo e un film  (in cui dei robot vogliono diventare umani, come Data)

Gorillaz; D-sides: seconda raccolta di lati b, demo e remix per i Gorillaz. Un po’ da fan completisti, ma ci sono cose carine, come il remix di Dare ad opera dei Soulwax (i cui migliori remix sono raccolti qua)

Bearforce 1; Christmas is here: rieccoli qua, e non è che prima fossero più sobri:


26 settembre 2007
televisione
cantami, o diva


Dopo ben sette anni (se ne parlava qui), si è chiusa alla grande con un matrimonio gay (celebrato con rito bajoriano, inoltre) Hidden Frontier, una serie di Star Trek girata da fan californiani con pochi mezzi e molta buona volontà (qui tutti gli episodi, scaricabili gratuitamente).

Non soddisfatti della cosa, ne stanno già facendo un'altra, chiamata Star Trek - Odyssey, che ha per protagonista il mio mito Ro Nevin.

Qua la prima puntata, che si intitola, giustamente, 'Iliade'.

Tutto ciò, in attesa del film 'ufficiale', Star Trek UNDICI, diretto da J. J. Abrams, il creatore di Lost, che dovrebbe uscire a fine 2008...
14 luglio 2005
DIY TV

Il mio nuovo mito è Hidden Frontier.


Non pensavo fosse possibile, ma ci sono persone che hanno messo in piedi delle nuove serie di Star Trek, persone cioè che girano episodi, con tanto di astronavi, costumi, attori, effetti speciali e simili.


 Star Trek: Hidden Frontier è al momento quella che mi piace di più e quella che conosco meglio (esistono ad esempio anche New Voyages, seguito della serie originale, e Star Trek: Andromeda, in tedesco). 


La serie è ambientata subito dopo Deep Space Nine e ruota intorno alla Starbase 12 ed all'astronave Excelsior, capitanata da Elizabet Shelby (personaggio apparso originariamente in The Next Generation).


I personaggi principali sono il Commodoro Knapp, il primo ufficiale Tolian Naros (un El-auriano, come Guinan), il dottor Englaar (un tellarite), il consigliere Elbrey (betazoide), Robin Lefler (anche lei personaggio di The Next Generation), il guardiamarina Barrett e il tenente McCabe.     


L'altra grande cosa di Hidden Frontier è che è in assoluto la prima serie Trek ad avere personaggi omosessuali.


Tutto è cominciato quando il tenente Aster ha avuto una cotta per Ro Nevin (fratello di Ro Laren di The Next Generation), interpretato dal mio nuovo mito Paris Bosserman (che ha però lasciato dopo la quinta stagione per suonare il basso in gruppo emo, credo, tali LoveHateHero, che hanno da poco pubblicato un album, e ora è cambiato l'attore).


Ro però faceva l'indeciso, così Aster si è messo con Jorian Zen (un trill).


Credo che la Paramount chiuda un occhio su questa palese violazione dei diritti d'autore in quanto il tutto è assolutamente senza scopi di lucro: gli episodi sono scaricabili gratuitamente qui.

                 
5 luglio 2005
cheremone sondato

Oggi pomeriggio, mentre guardavo Star Trek: Hidden Frontier (su cui prima o poi scriverò qualcosa), mi ha telefonato una signorina che si è presentata come dipendente dello studio Piepoli (il mio numero deve essere in mano a tutti i sondaggisti del mondo, due giorni fa mi ha telefonato, giuro, la CNN, per conto di Design 360. A me piace credere di essere diventato un opinion-maker). 


La signorina mi ha elencato alcuni fatti accaduti nella scorsa settimana (Live8, Congresso UDC, 'follia omicida nel varesotto' e simili), chiedendomi quali mi avessero colpito di più.


Poi mi ha fatto domande sul congresso dell'UDC e su quello di AN, mi ha chiesto il mio grado di fiducia nei confronti del Presidente del Consiglio e dell'attuale Governo, mi ha chiesto cosa avessi votato alle Europee e cosa voterei se le elezioni fossero domenica prossima. 
 

Infine mi ha chiesto chi secondo me vincerà le elezioni del 2006.


Ne è seguito un curioso scambio di opinioni:


Cheremone: 'il centrosinistra, come il 50% degli italiani secondo un sondaggio che ho letto stamattina sul Corriere' (il sondaggio è qui).


Signorina: 'boh, pensi che con tutte le telefonate che ho fatto oggi, solo in 2 hanno detto centrosinistra'.


Cheremone: 'ah si? Non secondo quel sondaggio... '


Signorina: 'mah, vede, dipende da come sono fatti i sondaggi, chi si chiama, dove si chiama eccetera.... '

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