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19 dicembre 2010
letteratura
il rigore delle Erme

Che la società ateniese non fosse molto sensibile alle istanze femminili è cosa nota, ma l'ideologicamente datato lavoro di Eva C. Keuls, The reign of the phallus, va davvero un po' troppo oltre, parlando esplicitamente di fallocrazia, il cui simbolo sarebbero le famose Erme che s'incontravano ad Atene in ogni angolo di strada (se ne parlava qua).

Se da una parte il libro offre davvero un apparato iconografico davvero ammirevole (ci sono più di 350 immagini, quasi tutte di vasi) ed utilissimo per riflettere sulla raffigurazione classica del maschile e del femminile, dall'altra si avanzano teorie parecchio azzardate, e soprattutto campate in aria (la più curiosa è quella per cui l'offerta ad Esculapio che Socrate chiede ai suoi discepoli nella chiusa del Fedone platonico sarebbe in realtà il ringraziamento al dio per una inattesa erezione - una nuova interpretazione del rigor mortis, direi); la più azzardata di tutte è quella che, senza neanche una-dico-una fonte antica (ma tanto le fonti sono utilizzate dall'autrice  con eccessiva libertà, come quando, citando un passo del Per Eufileto di Lisia, si inventa letteralmente un ruolo giuridico specifico per la concubina che avesse dato un figlio al padrone, cosa che nel testo greco non c'è), ipotizza che le Erme furono mutilate dalle donne, in preda ad una rivolta anti-fallica ed anti-militaristica - un vago spunto verrebbe da un passo della Lisistrata di Aristofane che non viene neanche approfondito ma solo buttato lì.

Quando poi si afferma (p. 9) che gran parte dei classicisti sarebbero tali perché affascinati dal patriarchismo, si precipita, a scelta, o nel delirio o nel ridicolo, come se un ispettore di polizia che indiga su uno stupro dovesse necessariamente essere un violentatore seriale...
3 agosto 2010
letteratura
paradoxa stoicorum


Di Seneca detesto (come dice Quintiliano) le frasette senteziose e il fatto che il Lucilio destinatario delle Epistulae dovesse essere ancora più tonto degli interlocutori di Socrate in Platone, visto che il buon Seneca, dopo aver espresso un concetto (solitamente banalotto, solo ogni tanto c'è qualcosa di illuminante) lo fa seguire ogni santa volta da dieci esempi, quando uno ha già capito il concetto la prima volta. Logorroico.

Nel caso invece che uno trovi intrigante perdersi nello stoicismo, c'è un tosto saggio di Paul Veyne, Seneca, che, non con molta chiarezza, ti immerge nelle contraddizioni, nelle aporie, nelle scoperte (che ad esempio l'anima sia immortale non pare così ovvio) di quello che comunque resta un sofferto e nobile percorso verso la saggezza. Un filino narcisistico, comunque.
23 giugno 2010
vita scolastica
ci sarà un motivo per il quale dico che il Rocci è meglio del GI, no?

La prima impressione, vedendo la versione di greco e le sue 16 righe e mezzo, è stata di orrore. Il fatto che cominciasse con un familiare “Io, o uomini Ateniesi” (che si poteva anche tradurre con “o giudici”, eh) ha rincuorato gli animi, riprecipitati nel panico nella terza parte del testo. Ecco, come tradizione, la versione cheremonea e qualche osservazione sparsa:

Io infatti, o Ateniesi (già da qui si capiva che il testo viene dalla prima metà dell'Apologia, perché solo a condanna avvenuta Socrate riconosce ai giudici il titolo di “giudici” - questa è una secchionata di prima classe), non ho mai ricoperto nessuna carica politica in città, ma sono stato membro della Boulé (l'uso un po' tecnico del verbo bouleuo non era ovvissimo); e infatti la nostra tribù Antiochide si è trovata a svolgere la funzione di presidenza della pritania (altro tecnicismo giuridico, e la non rarissima costruzione di tunchano col participio) quando voi decideste di processare tutti insieme i dieci strateghi che non avevano recuperato (i cadaveri) dopo la battaglia navale (delle Arginuse del 406aC) (qui i problemi sono parecchi, in primis legati alla contestualizzazione: nell'ultima fase della guerra contro Sparta, Atene ottenne qualche sporadico successo ma, in un clima di disfattismo e di paranoia, gli Ateniesi commisero alcuni gravi errori. La battaglia delle Arginuse fu un successo ateniese ma i comandanti della flotta, a causa di una tempesta, non raccolsero i cadaveri dei loro soldati dal mare, negando quindi ad essi il sacro diritto di sepoltura. Questa decisione, motivata da fattori atmosferici, esacerbò gli animi già angosciati dall'andamento della guerra e si decise, in maniera tecnicamente illegale, di processare e condannare a morte i 10 strateghi responsabili con un processo sommario e non, come stabiliva il diritto attico, con singoli procedimenti giudiziari. Ora, questa pagina platonica non è sconosciuta ed io stesso l'ho citata in II liceo mentre leggevamo altre parti dell'Apologia, ma è un testo che richiede competenze extratestuali che ci si potrebbe augurare i maturandi abbiano, ma che non è detto che abbiano davvero. Grammaticalmente poi, alcuni passaggi possono risultare un po' ostici – ma il significato corretto di ana-airéo era sia sul Rocci sia sul GI – i due vocabolari più diffusi a scuola), illegalmente, come poi parve a voi tutti in un secondo momento.

A quel punto io, unico fra i pritani, mi opposi all'idea che voi faceste qualcosa contro la legge (o anche mi opposi a voi per non fare io) e votai contro; e, (genitivo assoluto con valore concessivo!) sebbene i politici (traduzione un po' forzata di 'retori', ma adatta al contesto) fossero pronti a denunciarmi e a citarmi in giudizio e voi li spronaste e gridaste a gran voce, io ritenevo che dovessi correre un rischio, stando dalla parte della legge e della giustizia, piuttosto che unirmi a voi che decidevate cose non giuste, per paura del carcere o della morte (è una delle frasi più belle della letteratura greca, quella in cui la Legge con la maiuscola ha la meglio sulla legge con la minuscola, e preferisco il carcere o la morte che disobbedire alla mia coscienza, tié).

E tali cosa accadevano quando c'era ancora la democrazia; quando poi s'instaurò la tirannide, i Trenta (tiranni) (anche qua serve un po' di contesto: sconfitta Atene, in città si instaurò un regime tirannico filospartano che vessò la città con lacrime e sangue, poi abbattuto da Trasibulo e dai democratici l'anno dopo – Socrate, che era stato vicino ad alcuni dei Trenta come Crizia, si oppose alla dittatura a rischio, come dice qui, della propria vita), dopo avermi mandato a chiamare come quinto nella Rotonda (frase fatta sul Rocci e non sul GI!), mi ordinarono di andare a prendere da Salamina Leone di Salamina, affinché fosse condannato a morte (qui Socrate cita un episodio di un paio d'anni dopo, quando preferì rischiare la condanna a morte sotto i Trenta Tiranni piuttosto che eseguire un ordine di arresto ingiusto ed illegale – la Rotonda, citata anche dopo, è il palazzo in cui si riunivano i pritani di cui sopra – altro riferimento non limpidissimo ai ggiovani); (i Trenta) ordinavano tali cose e molte altre a molte altre persone, volendo riempire (la Rotonda, sottinteso!) di più colpevoli possibile.

Allora io non a parole ma coi fatti ho dimostrato che a me della morte importa – se non fosse un po' rozzo a dirsi (un brutto inciso, che si poteva anche omettere) – proprio niente (una brutto avverbio spiegato sul Rocci ma non sul GI!), invece del non fare nulla di ingiusto od empio, di questo mi importa moltissimo.

Infatti quell'ordine (io tradurrei così, pensando al comando specifico di arrestare quel Leone, ma forse si potrebbe intendere quel potere, cioè il regime dei Trenta) non mi spaventò, pur essendo tanto duro, a tal punto da farmi commettere qualcosa di ingiusto ma, quando andammo via dalla Rotonda, quei quattro andavano a Salamina ed arrestarono Leone, io invece me ne tornai a casa.

La pagina è molto, molto bella – e non è difficilissima in senso assoluto. Contesto e alcune espressioni tecniche potrebbero aver creato non pochi problemi...

16 maggio 2010
SOCIETA'
cancellazioni ed erezioni

E con il 21° episodio dell'8a stagione di 24 abbiamo appurato che se a Jack Bauer serve una SIM card, Jack Bauer fa di tutto per procurarsela.

Intanto, pare che l'NBC abbia cancellato Heroes, dopo un'imbarazzante quarta stagione che l'ABC abbia posto fine all'agonia di Flash Forward. Altrove, invece, continua il dibattito sulla scorsa puntata di Lost.

Comincio a pentirmi di aver apprezzato Tik tok di Ke$ha.

Laura Bush (Laura Bush!) è favorevole al matrimonio gay.

A scuola i fanciulli devono leggere un libro e poi farne una lezione di una ventina di minuti alla classe; ieri si è parlato di Supplizi capitali e ho scoperto che la cicuta (solitamente usata per uccidere la gente, tipo Socrate) in omeopatia servirebbe a curare l'eiaculazione precoce. Per restare in tema, Tom dei Tokio Hotel è andato in overdose di Viagra.

11 febbraio 2010
letteratura
platon, ein introvertierter Intellektueller


Mi era sfuggita l'esistenza di questo divertissement ad opera di Friedrich Durrenmatt, La morte di Socrate, in cui i soliti noti (Socrate, Xantippe, Platone e Aristofane) giocano ruoli ben diversi da quelli della tradizione, con risultati sorprendenti. Il fatto che poi ci sia a fronte il testo tedesco (svizzero tedesco, anzi) è ben apprezzato da chi si è scordato quanto la sintassi tedesca possa essere divertente...
3 novembre 2009
letteratura
nomen omen


Partendo, ovviamente, dall'Apologia, questo Socrate di Gunter Figal (Gunter mi sembra tra l'altro un nome meraviglioso) attraversa i vari dialoghi platonici per cercare di restituirci l'immagine il più possibile corretta del 'vero Socrate', cercando, come altri prima di lui, di togliere l'impalcatura platonica. Un po' difficile a tratti, resta una solida introduzione all'arzillo vecchietto ateniese.

(è curioso aver finito questo libro nel giorno in cui è nata la bimba di un mio amico, Sofia!)

25 agosto 2009
letteratura
spqr...


Sfogliando questo Della bella morte (una breve antologia di brani della letteratura greca e latina sul tema), uno ha l'impressione che l'esistenza stessa di una civiltà greco-romana abbia del miracoloso, vista la tendenza di questi a uccidersi.

Tra i tanti che si tolgono la vita o che muoiono eroicamente (la morte di Socrate nel Fedone resta una delle pagine più belle della letteratura) manca però il mio mito Porzia, la figlia di Catone Uticense, che si uccise ingoiando carboni ardenti. Sono Pazzi Questi Romani, si diceva...

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