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16 aprile 2011
vita scolastica
un'idea di scuola
Copioeincollo questo post di Galatea, che merita.

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26 febbraio 2011
vita scolastica
er...
"Ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli".

Oltre al fatto che mi pare schizofrenico essere 'lo stato' e criticare la scuola 'dello stato', penso che nessuno dovrebbe inculcare niente a nessuno, ma casomai insegnare qualcosa, no?

Scritto meglio, sta qua.

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13 maggio 2010
vita scolastica
il senso delle proporzioni

Visto il farneticante articolo di Pierluigi Battista sul Corriere, giova forse ricordare che le cose non stanno come lì si scrive e che sarebbe il caso di informarsi prima di aprire bocca o scrivere bugie – e lo dico da persona che ritiene estremamente discutibile la presenza dell'insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole, a maggior ragione quando i docenti che la insegnano sono pagati dallo Stato ma selezionati dalla CEI con criteri autonomi un filino discutibili (un insegnante di religione rischia di perdere la cattedra se divorzia o se è apertamente omosessuale – ed è un dipendente statale!).

Le cose, a scuola funzionano così: per ogni anno del triennio superiore ogni alunno promosso alla classe successiva riceve dei 'crediti' che vengono calcolati a seconda della media di tutte le materie, condotta compresa. Il 'giudizio' di religione non contribuisce a formare questa media, né potrebbe contribuirvi, visto che è espresso con dizioni come 'sufficiente', 'ottimo' etc. che non possono essere comparate a voti quali '7' o '9'. E quindi il titolo dell'articolo 'La religione a scuola fa media' è privo di senso.

La legge stabilisce una chiara corrispondenza fra la media così calcolata (senza dunque tenere conto della religione, come detto) ed il punteggio di credito; chi, ad esempio, ha al primo anno di triennio una media del 6,3 ha diritto a 4 o 5 punti di credito. Chi decide se attribuire 4 o 5 punti? Il Consiglio di classe, tenendo conto di parametri come l'impegno, la presenza, la partecipazione al dialogo educativo etc. Fra questi parametri, non esiste l'avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica.

La precedente sentenza del TAR del Lazio aveva escluso la partecipazione del docente di religione dalla discussione per l'attribuzione del credito per gli alunni che si avvalgono di tale insegnamento, il Consiglio di Stato ha riammesso detta partecipazione del docente

In pratica, se l'alunno X non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica, sono solo gli altri docenti (nel mio I, ad esempio, siamo in 7) che decidono all'interno della fascia di punti legata alla media quanti crediti attribuire (4 o 5, nel nostro esempio). Se l'alunno Y si avvale, invece, dell'insegnamento della religione cattolica a decidere il punteggio di credito (legato sempre alla media, che non comprende la religione cattolica) siamo in 8 (cito: Del resto, chi segue l’insegnamento della religione (o di altro corso alternativo) non avrà per ciò solo automaticamente un punteggio aggiuntivo in sede di credito scolastico, ma si terrà conto, ai fini dell’attribuzione del punteggio che valuta la sua carriera scolastica, anche del giudizio espresso dall’insegnante di religione o di altro insegnamento sostitutivo). E' la stessa cosa che succede se si vota per la non ammissione di un alunno alla classe successiva: si vota in 8 (più preside, in caso di parità) se il fanciullo fa religione, in 7 se il fanciullo non fa religione. Ma questo era già così.

C'è dunque un vantaggio intrinseco nell'avvalersi dell'ora di religione? In un certo senso sì, in quanto chi se ne avvale ha una voce in più sia nell'attribuzione del credito scolastico sia nella votazione per la non ammissione alla classe successiva (e questo secondo punto, non toccato dalle sentenze in discussione, mi sembra più significativo della scelta se dare 4 o 5 crediti), voce che, nell'immaginario, è sempre favorevole allo studente.

Ma prima di aprire un dibattito, sarebbe il caso che i giornali spiegassero esattamente come stanno le cose, no?

4 ottobre 2009
vita scolastica
non per repubblica, ma per la scuola pubblica

La nostra manifestazione, per motivi a me non chiarissimi, è poi finita qua dentro. Intanto, nuove, terribili ombre si affacciano all'orizzonte...


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20 settembre 2009
letteratura
lo spinoso capitolo del trattamento delle laringali


Mentre di latino ne ho letto parecchi, di greco non avevo mai trovato un manuale di didattica specificatamente dedicato alla lingua. La lacuna è colmata dal recentissimo Arche megiste di Fabio Roscalla in cui coesistono una prospettiva diacronica (scopro ad esempio che la divisione dei nomi in 3 declinazioni anziché in, chessò, 35, risale, pare, a Bacone) e il tentativo di improntare il lavoro ginnasiale sul lessico, ma per davvero. Sarebbe bello avere la possibilità di lavorare con continuità nella scuola, no?

19 settembre 2009
vita scolastica
postilla a un post

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12 settembre 2009
vita scolastica
ma perché protestiamo?

Solo qualche chiarimento, il più breve possibile, sui motivi per cui l'attuale governo sta creando non pochi problemi alla scuola pubblica e a noi 'precari', visto che dai media non si capisce un granché e dal Ministero comunicano che 'tutto è risolto':

1: sono aumentate le ore dei docenti di ruolo (con, credo, conseguente aumento di stipendio). La conseguenza è che, ad esempio, un docente che prima insegnava solo latino e italiano al triennio del classico (17 ore in classe) ora insegna anche due ore al biennio (tipo 'geografia'). Basta fare due calcoli per capire che così ci sono meno insegnanti al biennio e, quindi, meno dipendenti. Questo 'taglio' (che, ripeto, non credo sia a costo zero), toglie posti di lavoro (ora 9 docenti di liceo vanno, con due ore per uno in più, a eliminare un docente di biennio) e acuisce il problema del precariato.

2: è aumentato il numero di alunni per classe. La conseguenza è, in primis, una diminuzione della qualità dell'insegnamento e della possibilità per il docente di seguire individualmente il singolo alunno; inoltre, le classi vengono smembrate, e i docenti perdono il posto. Nella mia scuola, ad esempio, non è stato avviato un quarto anno di 21 alunni, numero che, per esperienza, è più che sufficiente per svolgere un buon lavoro.

3: i suddetti tagli (operati, continuo a ripetere, non con finalità didattiche ma puramente economiche) hanno portato, ovviamente, a un vertiginoso calo del numero di precari assunti per supplenze annuali (basta notare che, pur avendo quest'anno ottenuto miracolosamente una supplenza annuale, con il punteggio dell'anno scorso – che mi permise di lavorare serenamente – quest'anno sarei rimasto a casa). Dal ministero sono arrivare tre soluzioni, una più risibile dell'altra; si è parlato di un sussidio di disoccupazione per chi quest'anno non ha ottenuto una supplenza annuale ma si sfiora il ridicolo, visto che già adesso i precari non riconfermati hanno un sussidio di disoccupazione (rimane poi il fatto che, oltre ad una qualche, vaga, stabilità economica, una supplenza annuale garantisce anche i preziosi 'punti' che fanno salire in graduatoria e che, teoricamente, dovrebbero permettere, prima o poi, di arrivare al ruolo. Non avere una supplenza annuale non è, solo, una questione di soldi). Si è poi detto che i docenti rimasti senza lavoro avranno la precedenza nelle supplenze brevi (quelle che i presidi attribuiscono se durante l'anno un docente si ammala); la cosa è risibile, visto che, verosimilmente, chi ha lavorato l'anno scorso si trova già adesso nei primi posti delle graduatorie delle singole scuole per le supplenze brevi (supplenze che, tra l'altro, sono difficilmente quantificabili, in quanto non è detto che tutti i docenti si ammaleranno di influenza suina, no?). Terza, geniale, 'idea' è quella di 'impiegare' i docenti disoccupati in altri progetti, immagino non gratis. Oltre al fatto che probabilmente questi non andranno ad ottenere i famosi 'punti', non li si potrebbe 'impiegare' per avere classi meno numerose (vedi punto 2)?

4: la riforma dei licei, che dovrebbe partire nell'anno scolastico 2010-2011, diminuisce il numero di ore di lezione, livellandole, per gli alunni, a ca. 30 ore settimanali. La conseguenza, ovvia, è meno scuola e meno docenti. Questo mentre studi internazionali (che ho ritrovato , ad esempio, qui) dimostrano chiaramente che il mondo ha bisogno di più scuola, non certo di meno scuola.

5: un'osservazione pro domo mea: ho recentemente scoperto che gli anni di precariato nella scuola pubblica (6, nel mio caso), non vengono calcolati nel computo dell'anzianità, per eventuali aumenti di stipendio nel momento in cui uno dovesse diventare di ruolo (tra una trentina d'anni, nel mio caso, stante l'attuale numero di assunti in ruolo ogni anno nella mia classe di concorso – UNO da noi). Non mi sembra carino.

1 settembre 2009
vita scolastica
la santa guerra dei pezzenti
E quindi siamo finiti su repubblica.it.

La giornata è stata epocale, nel senso che è stata una delle convocazioni peggiori della mia pur breve carriera; nessuna ha partorito sulle scale, ma siamo rimasti a bivaccare dentro il Russell per 7 ore e mezza, mentre si scopriva che tipo 5 o 6 delle cattedre originariamente disponibili erano in realtà inesistenti, arrivavano voci incontrollate di cattedre tenute nascoste al Virgilio e all'Augusto, la gente ripensava la propria vita in vista di un trasferimento a Subiaco o Pomezia, i carabinieri arrivavano senza aver idea di cosa dovessero fare, i cellulari suonavano ininterrottamente, i poveri studenti del Russell facevano scritti e orali del recupero debiti e i bambini dei precari piangevano.

Alla fine, con enorme dolore ho scoperto che le cattedre del Mamiani erano finite tutte ai sovrannumerari di altre scuole (grazie, Gelmini).

Ma, tra gli ultimi ad avere le cattedre, pare che tornerò più o meno là dove ho, dolorosamente, lasciato un pezzo enorme del mio cuore.
1 settembre 2009
letteratura
success has made a failure of our home


E' un po' difficile catalogare Outliers di Malcolm Gladwell, diciamo che cerca di spiegare che il 'successo' deriva da un inseme alquanto intricato di fattori, che il 'genio' non nasce mai per caso e che, più che il dna, quello che conta è quello che ci sta intorno.

La cosa intrigante è che, per spiegarlo, Gladwell passa dai Beatles che suonano ad Amburgo alle squadre canadesi di hockey, dalle discussioni dei piloti di linea sudcoreani ad una delle poche scuole del Bronx che funzionano bene.

E questo lo scrivo poche ore prima delle convocazioni per le supplenze annuali, in cui il 'successo professionale' non dipende dalla laurea o dai titoli, dalla capacità o meno di insegnare, dalla voglia di farlo bene o meno: dipende dalla possibilità che qualcuno davanti a me in graduatoria si dimentichi di venire alle convocazioni.

In tal caso, potrei avere una supplenza annuale in una scuola, sita da un minimo di 6.5 km da casa a, e sarebbero le prospettive più 'divertenti', un massimo di 79.1 km (!) (sì, ho passato la serata su google maps ed ora non chiamo più le scuole con il loro nome, ma con la loro distanza in chilometri: il preside di 32.6 è gentilissimo, la segretaria di 49.9 mi odia eccetera).

Per aspera ad astra, si dice.
24 novembre 2008
vita scolastica
e il moschetto?
Mentre la scuola italiana va a pezzi (letteralmente, purtroppo - ora quando entro in classe la prima cosa che guardo è il soffitto), mi è capitato per mano quello che per ora è solo un disegno legge depositato al Senato (qui il testo completo), cioè il DDL sulle 'classi-ponte' per negri bambini stranieri. Tra le tante cose che mi perplimono (eufemismo), ci sono due punti dell'art. 7, che individuano alcuni degli 'insegnamenti' affrontati nelle classi-ponte di elementari e medie:

a) l’educazione alla legalità ed alla responsabilità, attraverso un percorso all’interno di attività didattiche progettuali che prevedano anche la conoscenza diretta delle realtà fondamentali che presiedono alle attività locali sociali, culturali, sanitarie delle istituzioni, anche militari, italiane.

e) il rispetto per la diversità morale e della cultura religiosa italiana.

Non so proprio cosa dire.
29 ottobre 2008
vita scolastica
la fine delle cose


Oggi era il mio giorno libero (l'unico vantaggio del mio precariato da 14 ore è quello di avere due giorni liberi) e, sotto un cielo plumbeo che prometteva tempesta, sono andato sotto il Senato, per non dover dire 'io non c'ero' quando iniziava la fine delle cose.

C'erano tanti ragazzi, non solo dei licei 'fighetti' in cui insegno, con slogan qualche volta volgarotti qualche volta azzeccati ('né rossi né neri / ma liberi pensieri') e forse tanta confusione di idee.

Spiace sempre che li si accusi di 'ignoranza', perché magari non tutti sanno a menadito contro cosa manifestano, ma sono, secondo me, portatori di un malessere, a cui non dovrebbero dare una risposta loro (per questo ne giustifico, in parte, l'ignoranza) ma, in un paese normale, la Politica e i Giornali.

Comunque, il clima era sereno, mi ha fatto piacere sia incontrare i miei studenti attuali, sia rivedere quelli degli anni scorsi.

Poi, all'improvviso, quattro o cinque 'fascistelli', non direi liceali ma un po' più grandini, si sono tolti le cinte e, brandendole come armi, hanno cominciato ad avanzare, nel panico generale.

E io ho visto che si accanivano su un ragazzo (anche lui un po' grandino), a calci e cinghiate, mentre lui era a terra (da vigliacchi, direi, se questa violenza avesse la dignità di una guerra), lasciandolo con un rivolo di sangue in testa, per poi sparire nel nulla.

Mentre altri ragazzi soccorrevano il ferito, io ho chiamato la polizia, spiegando con estrema calma cos'era successo e chiedendo che venissero subito.

Ho richiamato qualche minuto dopo, chiedendo espressamente che mandassero un'ambulanza.

A quanto ne so, le mie chiamate non hanno avuto effetto, non sono arrivati né polizia né ambulanza e in piazza Navona c'erano solo ragazzini sconvolti, alcuni in lacrime.

Mi è parso che lo Stato non ci fosse, e ho pensato che è terribile che questi ragazzi siano stati abbandonati e non protetti, mentre stavano pacificamente in una piazza nel centro di Roma, perché è questo quello che è successo in questo primo 'attacco', questo è quello che ho visto, incredulo.

Più tardi, è arrivato un corteo di universitari che ha attraversato, a braccia alzate, la piazza, con davanti, finalmente, la polizia.

Arrivati al lato opposto della piazza, io ho solo visto una massa di persone, dei fumogeni e delle sedie volare.

A questo punto, la paura è diventata vera e per un istante la piazza si è svuotata.

Dal bordo della fontana in cui sono arrivato qualche istante dopo, ho visto chiaramente che da una parte c'era un gruppetto di 'fascistelli' con dei simil-manganelli tricolori (!) lunghi forse più di un metro e dall'altra, un gruppetto di universitari, sempre a braccia alzate.

Poi le cose si sono calmate, e con un paio di mie ex alunne ci siamo messi a chiacchierare di nazionalismo/patriottismo e del senso delle cose, poi, verso l'una, loro sono andati verso l'Università, io a casa.

A me non piace credere alle teorie del complotto, non piace cedere a facili allarmismi, non piace pensare che ci siano dei ' grandi burattinai', ma ci sono tre cose che non scorderò mai: la polizia non è arrivata in piazza dopo le mie due chiamate, quando la loro presenza avrebbe rassicurato i ragazzi che, li ho sentiti io stesso, si chiedevano perché non arrivassero dei soccorsi; quei simil-manganelli che brandivano quelli del Blocco Studentesco o di Forza Nuova, non sono cose che crescono tra i sanpietrini di piazza Navona, sono cose che qualcuno porta in piazza Navona, apposta; una mia collega, infine, che si era rifugiata in una via laterale, ha sentito, e non è persona che parla a caso, un adulto di trenta/quarantanni, riunire le 'truppe' di fascistelli, apostrofarli come 'soldati' e richiamarli all'ordine per un contrattacco.

Questo è quanto è successo oggi.

Domani, ricordiamoci quello che diceva don Milani e che le nostre armi siano solo lo sciopero e il voto.
25 ottobre 2008
politica interna
e forse quel che cerco neanche c'è


Non so se la citazione di Max Pezzali (non che mi aspettassi i 99 Posse ma MAXPEZZALI? - comunque siamo arrivati quando aveva già cantato) è appropriata, ma con dimanche siamo andati al Circo Massimo, alla manifestazione del PD.

Veltroni ha detto cose più o meno ragionevoli e, finalmente, ha preso una posizione nettissima su scuola e università, cosa che non mi aspettavo (qui il testo del discorso).

Nel frattempo, repubblica.it ha deciso che il 'movimento studentesco' ora si chiama 'onda'. Ed io ho il terrore che le onde, prima o poi, si sgonfino.
24 ottobre 2008
vita scolastica
quarto 'potere'?
In un paese normale, se il Presidente del Consiglio dice delle cose sulle riforme o sulle leggi sulla scuola, i 'giornalisti' non dovrebbero limitarsi a riferire le sue dichiarazioni e di contro i mugugni dell'opposizione; dovrebbero prendere, punto per punto, le dichiarazioni in oggetto e, leggi e documenti alla mano, spiegare se le affermazioni sono corrette, extra partes.

A me non pare lo stiano facendo.

L'unica cosa che è trovato, è un testo del Partito Democratico che è, ovviamente, parte in causa, ma che dice, in maniera abbastanza corretta, come stanno le cose. Sta qua.
21 ottobre 2008
vita scolastica
cut here
Vi prego, prendetevi un po' di tempo e leggete queste cinque cose: il decreto Gelmini, il piano dei tagli al personale della scuola, la proposta di legge Aprea e  la storia delle classi separate. Poi leggete l'editoriale di Adriano Prosperi.

Io non so più cosa posso fare.
21 ottobre 2008
politica estera
hope
In un mondo che sta andando a rotoli (mentre le prospettive su una cosa chiamata 'scuola' si fanno sempre più cupe), ci sono piccole cose che dimostrano che la 'gente' è meglio di quanto pare.

Tre farneticanti supporter di McCain accusato Obama di essere musulmano e parlano male dell'Islam in genere. Dei musulmani, anche loro sostenitori di McCain, gentilmente, li allontanano. Il video sta qua.
20 ottobre 2008
vita scolastica
post pessimista
Premesso che a repubblica.it hanno le idee confuse (immagino che una frase come ' il ripristino del maestro unico nella scuola primaria sin dal prossimo anno scolastico è uno dei temi che mette d'accordo insegnanti, genitori e buona parte dei pedagogisti' volesse in realtà dire che 'insegnanti, genitori e buona parte dei pedagogisti' non sono d'accordo con 'il ripristino del maestro unico'), qui, se avete pazienza, potete vedere cosa il governo ha intenzione di fare alla scuola italiana nei prossimi tre anni.

Non è più questione del mio posto di lavoro, è questione del futuro di un paese che prevede classi più numerose (probabilmente miste, a secondo della 'cittadinanza'), meno insegnanti, meno materie, meno ore di scuola. Non è razionalizzazione, è il suicidio di una nazione.

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permalink | inviato da cheremone il 20/10/2008 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
16 ottobre 2008
vita scolastica
skuola
Oggi niente conferenza, visto che skuola è okkupata (sì, come negli anni '70). Domani mattina c'è una manifestazione. Questa cosa, poi, è raggelante.
14 ottobre 2008
SOCIETA'
bloccare il blocco?
Oggi a scuola, oltre alla spassosa idea che nel sintagma 'muro di cinta' 'di cinta' fosse un complemento di materia, circolava pure un giornalino del famigerato Blocco Studentesco. Non so se ridere o piangere, comunque conteneva questo:

Copertina: l'elegante scritta 'Ma che ca... dite!?' (la possibilità che si possa esclamare una domanda o domandare un'esclamazione mi pare interessante) e foto della Gelmini con un fumetto ('il 5 in condotta fermerà il bullismo'), di Fini ('l'antifascismo ha restituito la giustizia sociale al paese') e di uno che non so chi sia che dice 'dèvi krèdere in tè stèsso' (oltra alla k, non capisco gli accenti). Sottotitolo del giornalino, un 'l'avvento dei giovani al potere contro lo spirito parlamentare, burocratico, accademico' che mi pare preso paro paro dal Manifesto Futurista.

Pagina 2 (ma le pagine si chiamano 'bloccodue', 'bloccotre' etc. ): sommario

Pagine 3-4: un editoriale ('l'antifascismo al tempo delle debuttanti') in cui tale 'davidino' parla male di un programma tv, con qualche spunto omofobico ('vari aristoidi effemminati', ma non so cosa sia un 'aristoide' – dal suffisso penso una forma di aoristo) e, senza alcuna logica, alcuni insulti a Fini, cui non è mai appartenuta la 'tadizione (sic) della libertà figlia del sacrificio e del coraggio'.

Pagine 5-9: un articolo sulla Repubblica Sociale, in cui ci sono frasi insensate tipo 'nell'avvicendamento politico i Tedeschi non ci rimasero bene' e si afferma che non è vero che la Costituzione Italiana sia fondata sull'antifascismo.

Pagine 10-12: un articolo che parla male della Gelmini e che propone, per davvero, l'adozione di un Libro di testo unico, scelto da 'studenti e docenti insieme'.

Pagina 13: un cruciverba, con definizioni tipo 'il senatore nero che vuole la Casa Bianca' e 'Fascisti e comunisti giocarono a scopone, vinsero i fascisti con l'asso di... ''

Pagine 14-17: articolo su due gruppo 'hardcore', Hate for Breakfast e Macchina targata paura

Pagine 18-19: un articolo sul pugilato, con intervista a un tizio della 'accademia pugilistica di Trastevere'.

Pagine 20-23: resoconto di un viaggio in Birmania tra i Karen, insieme ad una Onlus destrorsa.

Pagine 24-25: articolo su alcuni tizi italiani in carcere all'estero.

Pagine 26-27: recensione di un film brasiliano, Tropa de elite, nella quale si parla male dello 'psicologismo dei Pupi Avati e degli Ozpetek' che 'non riescono a concepire che a volte non c'è da farsi troppe pippe mentali, non c'è bisogno di cercare giustificazioni forzate al disagio e alla povertà d'animo, per fare un buon film'.

Pagine 28-30: articolo sulla violenza legata alla partita Roma-Napoli. La colpa 'non può essere attribuita solo ed esclusivamente agli ultras' e quanto accaduto 'è molto meno di quanto ci si potesse aspettare'.

Pagine 31-35: recensione di un romanzo di dieci anni fa e articolo su Ugo Foscolo (!), che pare scopiazzato da un bignami delle medie. Stanno qui in quanto eroi romantici, credo.

A scuola, giovedì, abbiamo un incontro con un ex deportato dal nazi-fascismo, in ricordo del 16 ottobre 1943, neanche a farlo apposta.
8 ottobre 2008
SOCIETA'
cose
C'è stato il secondo dibattito tra Barack Obama e John McCain. Lo si può vedere qui, mentre qui ci sono i tre secondi in cui McCain ha definito Obama, poco elegantemente, 'quello lì'.

L'inizio della fine dela scuola pubblica è iniziato (prima o poi scriverò un commento sul decreto). Noi a scuola pare faremo un presidio permanente. Ulysses, intanto, dice cose che, in un paese normale, sarebbero ovvie banalità.

A proposito di scuola, fa sempre piacere leggere Galatea.

Repubblica.it continua la sua campagna per il premio Nobel a Bob Dylan, iniziata 12 anni fa.

La cosa dei Pet Shop Boys che hanno scritto una canzone per le Girls Aloud è confermata.
2 agosto 2008
a me non sembra si parli di 'grembiuli'
Qualche chiarimento sull’argomento del giorno, quello che secondo i giornali porterà i ggiovani ad andare a scuola in grembiule; intanto si tratta di uno ‘schema di disegno di legge’, cosa che non implica esattamente una sua applicazione immediata. I punti più ‘interessanti’ (limitandomi alle scuole superiori) mi paiono essere questi:

Articolo 1: 1. Nella scuola secondaria di primo e di secondo grado i saperi e le competenze relativi alla convivenza civile e alla cittadinanza sono acquisiti attraverso la disciplina denominata “Cittadinanza e Costituzione”, che è oggetto di specifica valutazione ed è inserita, rispettivamente, nell’area storico-geografica e storico-sociale. 2. Nell’ambito del monte ore complessivo già previsto per le suddette aree, alla disciplina “Cittadinanza e Costituzione” è attribuito un monte ore annuale di trentatré ore. Il che vuol dire che questa nuova materia (benemerita, per carità) prende ‘ore’ all’area di riferimento (per cui al biennio liceale si avrà un’ora di geografia o di storia in meno, e al triennio un’ora di storia o filosofia in meno). Sarebbe carino poi se il ddl dicesse se la materia si porta avanti per cinque anni, si fa solo al biennio o cosa.  Da notare poi che il ‘rispettivamente’ del primo comma non ha senso in italiano.

Articolo 2: 1 (...) nel percorso (...) del secondo ciclo, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e di partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede (...) 3. (...) la valutazione è espressa in decimi. 4. Il giudizio e la votazione sul comportamento degli studenti (...) concorrono alla valutazione complessiva dello studente e, nei casi più gravi, possono determinare, con specifica motivazione, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo e, ai fini dell’ammissione all’esame di Stato del secondo ciclo, la riduzione fino ad un massimo di cinque punti del credito scolastico. Sarebbe la storia del ‘7 in condotta’; qualcuno spieghi a repubblica.it che non si prevede la possibilità di ‘rimandare’ in condotta. Qualcuno spieghi inoltre ad alcuni genitori che ‘7’ non è un bel voto di condotta, ché un paio di anni fa una madre era soddisfatta quando le dissi che il figlio rischiava il 7 (‘almeno un voto sufficiente ce l’ha!’).

Articolo 3: (...) In sintesi, rimane in vigore l’attuale disciplina sui ‘debiti’ con obbligo di recupero entro l’anno scolastico, pena la non ammissione alla classe successiva. Pensavo sarebbe stata la prima cosa a cadere, in primis per mancata copertura finanziaria dei corsi di recupero estivi.

Articolo 5 (...) 2. In attesa del riordino del sistema di reclutamento del personale docente, per garantire la continuità dell’insegnamento fino alla conclusione di ciascun ciclo di studi, i dirigenti scolastici, accertata la disponibilità del posto nell’organico di diritto o di fatto autorizzato, confermano, per un massimo di due anni scolastici, il docente a tempo determinato con incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche, già in servizio nel precedente anno scolastico nella medesima sede, a condizione che rientri nel novero dei docenti aventi titolo all’assunzione a tempo determinato per il nuovo anno scolastico e che sia attribuibile la medesima tipologia di contratto dell’anno precedente. Se non ho capito male, è una bella cosa e permetterebbe al ‘precario’ di restare nella stessa scuola e non cambiare ogni anno.

Articolo 6 (...) Una ‘carta dello studente’ che sono sicuro non faranno mai, perché avrebbe un costo devastante.

Sarà che è tardi, ma non mi sembra il peggior decreto legge possibile, se non per la questione del monte orario di cui all'articolo 1.
29 luglio 2008
SOCIETA'
cose
Su corriere.it devono avere un generatore automatico di ‘notizie piccanti sulla scuola’ che ogni tanto si inceppa, in quanto mi sembra inverosimile che la gente sia sospesa a luglio.

C’è una ‘polemica’ su un manifesto della Nike (di cui aveva già parlato river) che sarebbe omofobico; al corriere.it (che tra l’altro scrive che a San Francisco i gay sono ‘particolarmente attivi’) non capiscono la ‘polemica’ e credono si riferisca all’immagina e non alla scritta riferita all’immagine.

La ‘notizia’ è già stata smentita, ma l’idea che il libro su Madonna del fratello di Madonna sia stato scritto da Madonna era divertente.

Pare che Vladimir Luxuria partecipi a un reality show; Mario Adinolfi, invece, no.
21 luglio 2008
SOCIETA'
cose
Bossi dice cose farneticanti; niente d’insolito, ma questa volta stranamente si sono arrabbiati un po’ tutti.  

L’ultima volta, era il settembre del 2001, ci vollero gli attentati di New York per far smettere ai media italiani di parlare di Milingo. Ora cosa ci vorrebbe?

Putin ha detto che la finale dlell’Eurofestival sarà a Mosca, nel caso qualcuno avesse pensato a San Pietroburgo.

I primi ‘exit polls’ sulle graduatorie mi danno in salita di una trentina di posti (!). Non facciamoci prendere dall’entusiasmo, che poi finisce come Veltroni.
13 luglio 2008
SOCIETA'
cose
La campagna presidenziale negli USA è simpaticamente feconda di gaffes del buon John McCain: l’altro giorno ha detto di essere contento che gli iraniani fumano molto così muoiono prima, e recentemente un suo stretto collaboratore ha detto che gli americani sono dei ‘piagnoni’, motivo per cui lo manderà per punizione a fare l’ambasciatore in Bielorussia, il che non è carino per i bielorussi.

Dall’altra parte, Jesse Jackson ha detto a bassa voce delle volgarità su Barack Obama e ha chiesto scusa.

Al turpiloquio noi siamo abituati, quindi per qualche ora c’è mancato poco dichiarassimo guerra alla Spagna ma poi le cose si sono calmate.

Non a tutti è piaciuto The Tudors (che da noi hanno sottolineato ‘scandali a corte’, che sennò non si capiva cosa fosse); non sarà peggio di questi bambini francesi che fanno musica techno, comunque. O della paventata collaborazione tra Michael Jackson e i redivivi New Kids On The Block.

Andando sul personale, io non sono particolarmente 'vecchio' e, da precario, se cambio scuola non è per scelta. Tié.

Per finire, non so quanto l’idea di un album di remix di Johnny Cash sia apprezzabile.

5 luglio 2007
vita scolastica
a scalare
Qui non è colpa dei giornali ma è la dura realtà.

L'esaltazione per i 60mila precari della scuola assunti passa subito: nel Lazio sono 4.591. Beh, dai, forse ci posso rientrare... vediamo quanti sono nella provincia di Roma: 3.284. Beh, la maggior parte, buono, buono... vediamo nelle scuole superiori del Lazio: 1.194. Oddio, quasi dimezzato... vediamo nelle scuole superiori della provincia di Roma: 733. 'Azzo.... vediamo nella mia classe di concorso: 37, pare.

37. Come non dico cosa di Clerks.

 


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permalink | inviato da cheremone il 5/7/2007 alle 16:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
15 febbraio 2006
vita scolastica
cruces

Non è proprio la prima cosa che noto quando entro in aula (di solito guardo se ci sono cartine geografiche con la Iugoslavia o l'URSS - e ci sono sempre), ma nella mia luminosa carriera fino ad ora sono stato in cinque licei e in nessuna aula mi pare di aver notato un crocifisso, checché ne dicano i vari decreti regi o simili: la scuola è sempre indietro rispetto ai cambiamenti della società... 

E, inoltre, 'sta cosa dei crocifissi nelle scuole mi sembra sempre una di quelle parapolemiche che ciclicamente si riaffacciano, come quella sulla prostituzione, i ggiovani e la droga o la chiusura dei manicomi...

 <- in classe, stamattina


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permalink | inviato da il 15/2/2006 alle 23:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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