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30 aprile 2011
letteratura
salviano di marsiglia!

Tra le varie follie di De Mattei, ho trovato particolarmente divertente la fiducia da lui attribuita alle farneticazioni di uno come Salviano di Marsiglia che, manco fosse Gibbon, attribuisce la caduta di Roma alla crisi dei costumi ed alla conseguenza punizione divina. Il tema - delle caduta di Roma, non quello del dio "cattivo e noioso preso andando a dottrina", eh - ritorna in una Storia dell'età tardoantica della sempre benemerita Averil Cameron che però non corrisponde molto al titolo, in quanto è, essenzialmente, una biografia ragionata sul tema ed una presentazione dei campi di ricerca ancora aperti su un periodo oggettivamente intrigante. Ha scritto di meglio, direi. 
12 febbraio 2011
vita scolastica
provincie o province?
Secondo me non è un progetto politico, è pura incompetenza ed incapacità di fare le cose, da parte di chi davvero non capisce come funzionano.

Ora provo a spiegare (magari senza usare frasi non molto sensate, come "la liberalizzazione delle graduatorie" di cui si parla qui) la querelle del giorno.

Dunque, come già sapete (e sono 7 anni... ), un povero docente precario ha dei punti in graduatoria, punti che derivano da titoli di studio (alcuni seri, tipo la SSIS, altri ridicoli, tipo i master on line, ma questo è un altro discorso - io ne ho di tutti e due i tipi) e da mesi di supplenza (2 punti al mese, massimo 12 all'anno), punti che vengono aggiornati, prima una volta all'anno, ora ogni due anni. Queste graduatorie sono provinciali, per cui uno decide ogni volta in quale provincia mettersi, con i suoi bei punti.

Prima io potevo togliermi da Roma e mettermi, chessò, a Torino mantenendo i miei punti e sperare sia di avere supplenze annuali sia di entrare in ruolo (ogni anno viene immesso in ruolo un numero X di docenti da ogni graduatoria provinciale per classe di concorso. Quanti ne sono stati assunti a Roma nella mia classe di concorso l'anno scorso? 1. Quanti quest'anno? 0 - ottimo segnale per il futuro, direi).

L'ultima volta sono impazziti ed hanno deciso quanto segue: non si può cambiare provincia (il che è folle, perché uno non potrebbe decidere di andare a lavorare ad Oristano?) ma si possono indicare altre tre province nelle cui graduatorie si viene inseriti, ma in coda, a prescindere dal punteggio (la vulgata vuole che sia stata la Lega, che non voleva i terroni nelle scuole del Nord). Questo ha fatto sì che io rimanessi a Roma col mio bel punteggio ma che apparissi anche nelle graduatorie di altre tre province da me scelte ma in fondo, malgrado il mio punteggio mi avrebbe fatto diventare, chessò, ottavo a Bologna (attenzione a non fare un errore banale: essere ottavo a Bologna non è per forza meglio che essere 40esimo a Roma, se a Bologna ci sono 2 licei classici e a Roma 20).

Molti precari (non io, a mia difesa) hanno fatto ricorso, chiedendo di poter apparire anche nelle tre province 'minori' con lo stesso punteggio che hanno nella graduatoria 'principale' - 'a pettine', pare si dica. A rigore non avevano torto, perché l'Italia è UNA nazione, per cui la Laurea presa a Milano vale come quella presa a Cassino (sì, pure Cassino vale) e, fino all'anno prima, valevano anche i punti presi a Salerno, se uno da Salerno si trasferiva nella graduatoria di Milano, nei fatti si sono dati una zappata sui piedi, fomentando la 'guerra tra poveri' che da sempre ci caratterizza.

Il ricorso è stato vinto presso il TAR del Lazio, e recentemente confermato da una sentenza della Consulta, per cui (non ho capito se solo i ricorrenti o tutti quelli che hanno messo le tre provincie 'minori') le graduatorie sarebbero da rifare inserendo 'a pettine' migliaia di persone (conseguenze personali: vengo superato da valanghe di gente a Roma, guadagno inutili posizioni nelle tre province 'minori').

A questo punto, cosa pare fare il governo? Ritorna a come era prima, permettendo di spostarsi in una provincia mantenendo il punteggio, come sembrerebbe logico? Rifà da capo la legge, con principi magari costituzionali, come sarebbe nobile? No, blocca le graduatorie fino a settembre 2012, che vuol dire riaprirle a maggio 2013, "salvo gli adempimenti conseguenti" alla decisione della Consulta (cioè, inserimenti a pettine mentre gli altri non possono aggiornare il punteggio?). In pratica, se ne lava le mani, lasciando tutti in un baratro di incertezza più profondo di quello in cui pensavo fossimo già precipitati.

Complimenti a tutti...
26 gennaio 2011
letteratura
istrioni imperiali

Il sangue e il potere è una sorta di divertissement di Corrado Augias e Vladimiro Polchi che hanno scritto tre pieces teatrali (effettivamente rappresentate a Roma tra il 2005 ed il 2007) dedicati ad un immaginario "processo" a Giulio Cesare, Tiberio (su cui ho appena letto anche questo) e Nerone (già ben difeso da Massimo Fini, direi).

Ci sono dunque le arringhe della difesa e dell'accusa, nonché i testimoni (da Cleopatra a Britannico, da Livia ad Agrippina e non manca Seneca), mentre la sentenza finale è lasciata al lettore. Manca però la voce degli accusati e, divertissement per divertissement, la si poteva anche mettere...
1 gennaio 2011
letteratura
corpi del reato

Power and eroticism in imperial Rome di Caroline Vout è un libro un po' strano. Se non ho capito male, si propone di studiare i complessi rapporti tra il Potere della Roma imperiale e la vita sessuale degli imperatori, laddove questa si fa 'deviante' (perché omosessuale o extra-matrimoniale) e laddove il 'corpo' degli amati assume un ruolo importante.

Per far questo, si parla dell'Antinoo amato da Adriano (la parte più consistente del testo, con particolare attenzione alle sculture che lo rappresentano e che lo rendono il terzo personaggio antico più conservato nel marmo, con un centinaio di sculture di più o meno certa attribuzione), dei due eunuchi amati da Nerone (Sporo) e Domiziano (Earino - storia che ignoravo del tutto, e che è ben presentata da alcuni testi di Marziale, che si rivela ricchissimo di spunti, come sempre) e di Pantea, l'affascinante amante di Lucio Vero (di cui parla Luciano in due operette minori - parecchio minori, cosa che rende il capitolo un po' oscuro).

La cosa più intrigante resta non tanto il riferimento finale a Carlo e Camilla (!), quanto la scoperta che nel neopaganesimocontemporaneo esiste un culto dedicato ad Antinoo, inteso come, er, il "dio gay", il cui "tempio" non poteva che stare ad Hollywood...
17 novembre 2010
musica
non proprio apeiron ma quasi

Tenuto conto che sono stato fisicamente al concerto a Roma e che dal sito ufficiale avevo anche comprato il cd/mp3 con l'intero concerto (e uno, volendo, si può comprare tutte le date), l'arrivo di questo Tour of the universe (il titolo è un po' pretenzioso, ma hanno comunque fatto 102 concerti in tre continenti) dei Depeche Mode non ha suscitato in me il dovuto entusiasmo.

Il tutto comprende la data di Barcellona (quasi un anno fa) su due cd audio (dove mancano però quattro brani) ed un dvd (che è ovviamente la cosa migliore, visto che Dave Gahan sa muoversi su un palco).

Quanto alle canzoni, c'è molto dell'ultimo album (ma non Peace), un po' di Black Celebration e parecchio dei loro due dischi più importanti, Music for the masses e Violator.

Detto questo, va comunque comprato e mostrato ai vostri figli, per far loro vedere che fenomeno sanno essere i Depeche Mode.
25 giugno 2010
letteratura
eziologia canina

Nel VI libro dell'Iliade, nel bel mezzo della battaglia, Ettore se ne torna a Troia per chiedere alla madre Ecuba di fare un sacrificio agli dèi e se ne va poi a chiacchierare con la moglie Andromaca e il figlioletto Astianatte; fra i due episodi ha comunque il tempo di andare a cazziare Paride e a parlare con Elena. E qui le cose si fanno interessanti, perché in un paio di occasioni (ai vv. 344 e 356) la donna si definisce 'cagna', in un contesto volto chiaramente alla 'seduzione' di Ettore, in cui gli dice, essenzialmente, quanto lui vuole sentirsi dire (che lei è cioè sposa di un inetto e che Paride è un cretino). Perché 'cagna'?

Un bellissimo libro, Senza ritegno di Cristiana Franco – purtroppo di non facilissima reperibilità – cerca di spiegare in che modo, da Omero in poi, 'cane' sia usato come insulto, che ruolo particolare il cane occupi nell'immaginario greco e in che senso il cane sia percepito come 'femmina'. Peccato che il lavoro si limiti al mondo greco, perché anche a Roma sui cani ci sarebbe molto da dire (un paiod i epodi di Orazio, ad esempio, o i testi dedicati, nomen omen?, a Canidia).

29 maggio 2010
musica
nothing left

I grandi gruppi, spesso, mettono le loro cose più belle come oscuri lati b. Questo è quello che ho scoperto sentendo, ventuno anni fa, il lato b di Lovesong, il secondo singolo da Disintegration dei Cure. Si chiamava 2 late, ed è una piccola cosa che dura solo 2:41 minuti e che è perfetta dall'inizio (so I'll wait for you where I always wait) alla fine (always too late). Disintegration, è, credo, l'album più importante della mia vita e i Cure ne sono stati spesso la colonna sonora (ne ho parlato, ad esempio, qui o qui). Riprendendo la ri-edizione dei loro album (che si era fermata a Kiss me kiss me kiss me), è appena arrivato anche l'album del 1989, Disintegration, appunto (cui hanno dedicato pure un sito apposito). Sull'album di per sé non so cosa dire, se non che è di una bellezza stravolgente e che rimane il picco artistico dei Cure, che mai hanno fatto un disco così coerente. Quanto alle singole canzoni, Lullaby e Lovesong saranno note ai più, Pictures of you mi fa piangere ogni volta che la sento e l'iniziale Plainsong ti porta altrove. In più, nella riedizione attuale, si trova una versione ampliata di Entreat (album uscito nel 1990 solo in Francia, poi edito anche altrove, che allora riportava le versioni dal vivo di 2/3 di Disintegration e che ora è completo) ed un cd di rarità, fatte di demo e simili. Poi le cose sono un po' complicate, perché pare che se si acquista il disco in formato digitale, le rarità del secondo disco sono altre rispetto a quelle del cd fisico.

E tra queste trova posto un bootleg di Faith registrato al Palaeur di Roma il 4 giugno del 1989, che Robert Smith dedica 'a tutti quelli che sono morti oggi in Cina'. Era il giorno del massacro di piazza Tienanmen, e io stavo lì, sotto il palco. Finiva, banalmente, la mia infanzia e le parole di una vecchia canzone di sette anni prima quella sera erano particolarmente importanti:

I went away alone / With nothing left / But faith

Credo di aver detto tutto il possibile sul perché i Cure occupino un posto speciale tra le cose del mondo.

18 maggio 2010
letteratura
sarebbe più chiaro se non avessero tutti lo stesso stupido nome, no?

Come nota Orazio in un epodo (il VII), la storia di Roma si basa sullo scelus fraternae necis, cioè su Romolo che si libera senza grandi problemi del fratello Remo.

Quello che Orazio non sapeva, perché non aveva mai visitato una certa tomba a Vulci, è che gli scelera furono più d'uno, come dimostra un archeologo di fama mondiale quale Andrea Carandini, nel recente Re Tarquinio e il divino bastardo, da cui salta fuori che Tito Livio non era poi così ben informato, che Servio Tullio non appare dal nulla e che c'è un Tarquinio di troppo, oltre al 'prisco' e al 'superbo'...

Fosse fantasia sarebbe solo un bel libro, visto che è ben altro e che le ipotesi su cui si basa sono ben solide, è davvero intrigante, altro che Manfredi...

17 marzo 2010
vita scolastica
il mare ispira ai borghesi pensieri profondi

Non so da voi, ma quando andavo a scuola io, circa 100 giorni prima dell'esame di maturità si faceva una sega collettiva di tre giorni e si andava da qualche parte (noi ad Arcinazzo, mi pare – il mio III dell'anno scorso andò in Spagna), motivo per il quale, verso febbraio e marzo, i corridoi delle scuole (e a Roma anche via del Corso) si riempiono di 18-19enni che vanno in giro brandendo una scatola di scarpe a chiedere soldi per 'i 100 giorni del III B'.

Ho sempre pensato fosse una tradizione nazionale ma in provincia le cose sono diverse, e nella scuola di quest'anno 'i 100 giorni' sono quella giornata in cui, dopo sega collettiva (questa rimane) i ggiovani, vestiti elegantissimi, vanno a pranzo fuori coi professori (sì, sembrava mostruso anche a me).

Così stamattina, sbollita la mia furia per non aver potuto leggere la seconda parte dell'agone tra Bdelicleone e Filocleone e dopo aver organizzato in I un Trivial Pursuit di greco (siamo in cogestione!) con domande del tipo 'quale epiteto omerico indica che Atena fosse chiaramente una divinità preindoeuropea?' (domande inventate dai miei alunni, eh), siamo andati a pranzo, professori e alunni.

Il ristorante era a Santa Severa, proprio sulla spiaggia. Guardando le onde, con a sinistra il vecchio castello e davanti un mare che sembra sterminato, mi è venuta in mente una pagina di Glamorama di Bret Easton Ellis, che non c'entra niente col mare ma che dice tanto sul mio III e su quello che c'è al di là del mare:

I'm drinking a glass of water in the empty hotel bar at the Principe di Savoia and staring at the mural behind the bar and in the mural there is a giant mountain, a vast field spread out below it where villagers are celebrating in a field of long grass that blankets the mountain dotted with tall white flowers, and in the sky above the mountain it's morning and the sun is spreading itself across the mural's frame, burning over the small cliffs and the low-hanging clouds that encircle the mountain's peak, and a bridge strung across a pass through the mountain will take you to any point beyond that you need to arrive at, because behind that mountain is a highway and along that highway are billboards with answers on them -- who, what, where, when, why -- and I'm falling forward but also moving up toward the mountain, my shadow looming against its jagged peaks, and I'm surging forward, ascending, sailing through dark clouds, rising up, a fiery wind propelling me, and soon it's night and stars hang in the sky above the mountain, revolving as they burn. The stars are real. The future is that mountain.


PS

sta per arrivare Cheremone in Sicilia 2...
21 gennaio 2010
letteratura
tacita muta


Come nota il buon
D'Anna nella postfazione, il libro XVI degli Annales di Tacito si apre con la morte di Agrippina e si chiude con quella di Ottavia, i due delitti che persino i più sfegatati apologisti non possono non attribuire a Nerone.

Alla povera Ottavia, sorella di Britannico e moglie infelice dell'imperatore, è dedicato il recente lavoro di Liliana Madeo che, sotto la copertura del romanzo storico, cerca di ricostruire la storia della fanciulla (senza mai farle pronunciare parola) e, meglio ancora, il contesto storico della Roma del I secolo, con particolare attenzione alla condizione femminile e con l'introduzione di figure inventate (come la pittrice Artemisia), che servono da spunto per più ampie riflessioni.

Peccato solo per l'escamotage del "principe azzurro", non molto felice e un po' alla Harmony, temo
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2 gennaio 2010
letteratura
e bisognava fare gli italiani

 

Scolasticamente ci hanno insegnato che l'ottocento italiano ha prodotto la triade Foscolo/Leopardi/Manzoni, ma nei fatti l'identità degli italiani appena riuniti (il 2010 , tra l'altro, è il 150° anniversario dell'Unità – Roma esclusa) è stata costruita da tre altri autori, il Salgari di Sandokan e del Corsaro Nero, il melenso De Amicis di Cuore ed il Collodi di Pinocchio.

Proprio a Pinocchio è dedicato questo saggio che percorre origini e fortuna del personaggio, emblema stesso dell'Italia e degli italiani, attraverso le sue varie incarnazioni, dal Pinocchio della Disney a quello di Comencini, con qualche riferimento a quello di Benigni (imbarazzante, o ricordo male?).

16 luglio 2009
SOCIETA'
orly - fiumicino, 1h40; fiumicino - casa, pure
Sgardevole appendice del soggiorno parigino: alle 17 sono fuori dall'aeroporto e arrivo alla stazione, dove scopro che il treno delle 16:57 ha 5 minuti di ritardo; salto sopra in fretta, ma tanto il ritardo sarà maggiore, visto che il treno si muoverà verso le 17;15. Arrivo puntuale a Trastevere intorno alle 17:50, dove, sul binario, trovo masse di persone che attendono il treno delle 17:25! Si materializzerà intorno alle 18:15, il che vuol dire che a per arrivare a casa ho impiegato lo stesso tempo del volo. Ah, les italiens...

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17 giugno 2009
musica
touring the universe

Come sempre (era la terza volta), un'esperienza mistica.

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27 maggio 2009
vita scolastica
jumping someone else's train - 2
Come si diceva qui, alle 11.30, sotto un sole che già pare minaccioso, siamo alla vecchia stazione di Allumiere. Intorno a noi, il nulla (la linea ferroviaria aveva la simpatica caratteristica di ospitare stazioni che, sembrerebbe, dovevano avere il nome di un paese distante almeno 7 km – è così più o meno per tutte, tranne Blera). Malgrado le chiare indicazioni prima della partenza, non tutti i giovani sembrano avere idea di cosa ci aspetti e alcuni sono vestiti in maniera non proprio consona, ma senza perdere tempo ci mettiamo in marcia.

Il primo ostacolo da superare è una 'breve' galleria, cui si accede superando un piccolo muretto (e già qui abbiamo le prime vittime). Ringraziando il cielo, buona parte dei giovani ha portato le torce (avevo detto che la 'breve' galleria è di 1,4 kilometri e che è completamente al buio, con, secondo loro, tracce di sangue per terra?) e questa eterna fiumana ('crescere immenso di vita, / fiumana che non ha ripe né sfocio' è la doverosa citazione montaliana), dopo una ventina di minuti, riemerge 'a riveder le stelle' (altra citazione, dantesca). Dopo il battesimo catabatico della prima galleria, il secondo tunnel sarà affrontato sbrigativamente e ci si trova di fronte al secondo ostacolo, il viadotto sul Mignone...



Nulla capisco di ingegneria, ma l'opera pare imponente e, soprattutto, alta rispetto al sottostante fiume. Con qualche preoccupazione per le vertigini anche qui si passa, ed è più o meno l'una (abbiamo fatto ca. 5 km in un'ora e mezza e, considerando, che la galleria rallenta non poco, direi che è andata abbastanza bene). Essendo un po' cotti, i giovani passano noncuranti davanti ad una cisterna abbandonata con all'interno una pericolosamente invitante scala (ne ero consapevole, per cui avevo detto ad uno dei miei, che era più avanti di tutti, di non far entrare nessuno nella cisterna, per sentirmi rispondere 'cos'è una cisterna?') e, a sinistra della stazione di Monteromano, troviamo un ameno boschetto, con tanto, di fiumiciattolo, in cui pranzare.

Mentre i giovani si siedono sul prato (per classe, perché a me sembra si guardino sempre in cagnesco), io non mi godo un granché il pranzo, visto che, causa il ritardo del bus, abbiamo decisamente poco tempo per mangiare / salire a Luni / fare 7 km / tornare a Roma in un orario decente. Loro, in compenso, scoprono, con tragiche conseguenze, l'esistenza dei 'girini', mentre i miei maschietti giocano a pallone e mangiano crema di Marshmallow (un classico).

La pausa pranza è rapida e, tranne che per l'assalto da parte di un paio di tori allo stato brado (giuro), siamo sotto la 'collinetta' sulla cui cita si erge l'acropoli (parola decisamente esagerata) di Luni. La scalata, malgrado ci sia a un certo punto una scaletta di ferro, non è semplicissima ma non cade nessuno (va detto che in fase di discesa uno dei miei, che chiamiamo Sampei dato l'incantevole cappello di paglia che si è portato, va giù dritto per qualche metro e viene fermato da un provvidenziale albero) e anche questa è fatta.

Alle 15.20 ci mettiamo in marcia per la parte più massacrante del percorso, i sette km che ci separano dalla stazione di Civitella Cesi, da affrontare sotto un sole tropicale e senz'acqua...

Non mi metterò a commentare i due distinti momenti in cui sono stato vicino al collasso, mentre mi rimarranno sempre impresse le immagini dei miei che ridono, cantano e giocano a pallone per strada (!) e il fatto che tutti, proprio tutti, si sono mostrati tostissimi nel camminare.



Intorno alle 17:05, arriviamo alla stazione di Civitella Cesi, dove ci aspettano i pullman ('non ho mai visto una gita come questa', dice l'autista) e al ritorno, tranne che per una sosta in autogrill - dove svuotiamo le risorse idriche del luogo – distrutti, dormicchiano per tutto il viaggio (mai classe fu più buona su un pullman).

Come sempre, quando le cose sono belle, le parole non bastano a descriverle.
21 aprile 2009
musica
got stripes
Ho visto il documentario annesso alla riedizione dello storico Live at Folsom Prison di Johnny Cash e volevo parlare di quando sono andato al carcere minorile di Roma, il capodanno di dieci anni fa. Non mi venivano le parole, per fortuna ho trovato questo vecchio articolo de Il manifesto.
5 gennaio 2009
letteratura
decollare!


Potrebbe sembrare che io abbia una sorta di cotta intellettuale per Eva Cantarella (ne parlavo ad esempio qua e qua), ma se questa continua a scrivere testi chiari ed intriganti come questo I supplizi capitali (sulla pena di morte a Roma e in Grecia), non posso mica restarle indifferente, no? In questo caso, poi, il lavoro è particolarmente interessante, visto che il saggio è un unicum negli studi classici (e poi usa il dottisimo de-collare nel senso di decapitare!).
2 gennaio 2009
letteratura
nupsit, concepit, peperit, obivit


A partire da un'epigrafe del II secolo aC, in cui la donna è ricordata solo per attributi stereotipati, per arrivare ad un epitaffio del tardo Ausonio (sei secoli dopo), sembra che il modello di 'donna romana' sia sempre stato lo stesso.

A fianco però di questo modello 'virtuoso', nella storia di Roma la realtà è stata spesso diversa, come racconta l'agile saggio di Francesca Cenerini, La donna romana, che, con ampio ricorso soprattutto a fonti epigrafiche, aiuta a farsi un'idea su una realtà più complessa di quanto comunemente si pensi. Un bel testo, da affiancare all'ormai classico lavoro della Cantarella.
2 gennaio 2009
cheremone's 2008 top 40 - 1
Forse siamo fuori tempo massimo, ma qui e nei prossimi post ecco la top 40 di cheremone del 2008, dalla 40esima alla 1a posizione...

40 / Flight Of The Conchords; Inner city pressure: si tratta di una serie tv in cui due musicisti neozelandesi tentano di sfondare in America (ne parlavamo qui). In ogni puntata fanno una canzone rimodellata su brani già noti (la loro parodia di David Bowie è spettacolare). Qua sotto, si ispirano a West end girls dei Pet Shop Boys:

39 / The B-52's; Funplex: uno dei più graditi ritorni dell'anno (l'altro è quello di Grace Jones). Qua il video.

38 / Jesse McCartney; Leavin' : non ha forse avuto il successo che si meritava; peccato, perché il tentativo di crescere artisticamente era apprezzabile:

37 / Hercules & Love Affair; Blind: un gioiello di cui parlavamo qua.

36 / KidTonik; Aller plus loin: all'inizio l'idea di questi bambini che facevano techno in francese non mi convinceva, ma ora ne colgo pienamente il genio:

35 / Daniel Merriweather; Change: per quanto rientri nel 2008 solo per tre giorni, sono già innamorato di questa canzone.

34 / Billiam; My generation: non può mancare la boyband fallita:

33 / The Cure; Underneath the stars: il più bel concerto dell'anno.

32 / The Smiths; Half a person: quest'anno è uscita la loro antologia definitiva. E questa canzone è importante ora come più di vent'anni fa:
14 novembre 2008
mi si sono consumate le scarpe


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7 ottobre 2008
musica
music for the universe
Credo in parte per il disastro commerciale del secondo album di Dave Gahan, fatto sta che i DEPECHE MODE tornano con un nuovo album a primavera.

E con quello che chiamano 'tour dell'Universo', che sarà a Roma e Milano il 16 e 18 giugno 2009.

PS
E i Cure sono a Roma questo sabato (!). OMG.

24 settembre 2008
musica
rock your demo
Il buon arjan ha messo on line un video in cui si vedono Pharrell e Justin Timberlake (che è a Roma!!!) lavorare ad una prima versione di Rock your body. Il che è molto carino, tranne per la mania della gente di tenere il cappello anche all'interno, cosa un po' cafona.
15 agosto 2008
musica
how does it feel


Se davvero i New Order non esistono più, questo Live in Glasgow è un buon testamento di uno dei gruppi più importanti di tutti i tempi.

Ah, c’è un secondo dvd con rarità varie (come i due brani registrati a Roma nel 1982 ed una splendida versione di Age of consent).
14 luglio 2008
SOCIETA'
cose
I media italiani sono un po’ preoccupati, perché quest’anno non si riesce ancora a trovare il ‘giallo dell’estate’; l’omicidio-suicidio di Roma si è risolto troppo presto, la storia di Federica aveva buoni elementi per diventarlo (una località ‘esotica’, la classica brava ragazza di provincia che si fa le canne, un personaggio, El gordo, il cui soprannome pare uscito da Cent’anni di solitudine, e il cui nome, Victor, pare venire da una spy-story degli anni '40) ma anche qui si è giunti troppo presto all’epilogo. Che l’omicidio in villa sia quello giusto? Al Corriere ne sembrano convinti ed intervistano ‘l’hippie figlio dell’ex leader Ira’, qualsiasi cosa voglia dire.

Passando alla campagna elettorale negli USA, pare che se McCain fosse eletto sarà il più anziano presidente della storia (ha 72 anni); per sentirsi ggiovane, sta imparando ad andare su internet da solo.

Nel frattempo. il ministro della ‘pubblica’ (con la Moratti la dizione era diventata solo ‘istruzione’, con Fioroni era tornata ‘pubblica istruzione’, ora non si sa, anche se nel sito è rimasta tale) istruzione continua a proporre legge e ordine nelle scuole, prima col grembiule (non credo anche le superiori, malgrado repubblica.it colleghi la cosa alle fanciulle con l’ombelico al vento), ora col voto di condotta che farebbe media (troverei incantevole sapere come funzionerebbero in tal caso il corso di recupero e l’eventuale esame finale)
6 aprile 2008
vita scolastica
the wind is in from Africa - cheremone a Creta 1
Ahimé, niente wireless nell'hotel, quindi i post di 'Cheremone a Creta' tragicamente    non saranno in tempo reale... alle ore 18:29 di Creta siamo finalmente in albergo, dopo aver nell'ordine, lasciato una fanciulla a Roma (documento non valido) e due bagagli ad Atene (forse arriveranno domani).

Se non contiamo il fatto che tra ora legale e fuso orario siamo DUE ore avanti ai nostri tempi biologici, va tutto abbastanza bene (solite lamentele perché le stanze non sono tutte allo stesso piano o non è stato possibile ottenere stanze da 7.2 come volevano loro).

A Hiraklion (cittadina non molto 'ridente') pioviggina, ma l'arrivo all'aeroporto (sì, anche lui si chiama Nikos Kazantzikis!), a due o tre metri dal mare è stato notevole.

Alle 19 ci aspetta un primo giretto per la città, poi la cena  e poi si vedrà, anche se i miei fanciulli non partono con le migliori premesse: in un internet point all'aeroporto si sono messi a cercare siti moralmente discutibili, convinti che il numero 89 avesse qualche cripotosignificato erotico.

Stando alla mia guida della Lonely Planet, ci sarebbe un locale molto carino, chiamato Jasmin, così, sotto un'allegra e rinfrancante pioggerella ci siamo messi alla ricerca di questo posto, mentre la pioggerella assumeva sempre di più i lividi connotati del nubifragio. 

Dopo aver lasciato i più in un rifugio improvvisato (i. e. i tavoli di un bar coperti da un'umile tettoia) io ed un paio di miei maschietti (spinti più che dall'amor di patria dal desiderio di impressionare le quintine, temo) ci siamo messi sotto la pioggia alla ricerca di questo Jasmin (temo esistano tracce di una telefonata in cui sembrava cercassimo un bordello), per scoprire che, nell'ordine, a) non si chiama Jasmin ma Bossanova e b) è chiuso.

Affranti, abbiamo optato per il Pagopiion, altro localino da fichetti (ricavato da una vecchia fabbrica di ghiaccio, pare) in cui prima suonavano cose assai interessanti (una versione di Blue monday dei New Order un po' jazzeggiante che non avevo mai sentito prima) poi hanno capito che eravamo italiani e hanno messo Caruso.

La notte il collega di educazione fisica mi ha trascinato in un'esilarante ronda notturna per le stanze dalla quale devo ancora riprendermi... 
16 settembre 2007
televisione
rome 2


La seconda stagione di 'Roma' è spettacolare quanto la prima.

Atia all'inizio pare un po' moscetta ma alla fine viene fuori in tutto il suo splendore, Ottaviano è oggettivamente un mostro, Cicerone muore più dignitosamente di quanto racconti Plutarco e la faccetta che fa il mio nuovo mito Mecenate quando Ottaviano avvia le sue politiche moralizzatrici è incomparabile.

Peccato dimentichino che il vocativo è domine, non dominus, ma recuperano mettendo -ne in fondo alle domande.
13 settembre 2007
vita scolastica
loro non 'pubblicano', 'emanano'
Mentre il buon Fioroni assicura che nel giro di una settimana ‘anche a Roma’ tutti le classi avranno gli insegnanti, in quanto si tratta di una ‘procedura complessa’ (motivo per cui andrebbe sbrigata per tempo, no?), oggi doveva essere pubblicato il calendario delle convocazioni per le supplenze annuali (ne parlavamo qui).

Siccome sono ingenuo, io non credevo alla leggenda metropolitana per la quale vi sarebbe stato uno slittamente e invece ‘Si comunica che l’emanazione dei Calendari di convocazione dei docenti aventi titolo alla stipula dei Contratti a tempo determinato per l’a.s. 2007/08 per la scuola secondaria di I e II grado, prevista per oggi, è stata rimandata al 18 settembre 2007’.

Poi tentano di spiegarne il motivo con un ‘Ciò, al fine di consentire l’opportuna adozione dei provvedimenti in autotutela per gli errori materiali presenti nelle Graduatorie ad Esaurimento Definitive’, in cui quella virgola dopo il ‘ciò’ mi pare di dubbio gusto.

Chiudono in bellezza con un ‘con l’occasione si comunicano di seguito le scuole polo che opereranno per le varie classi di concorso’ (notare la formula 'con l'occasione', che fa tanto auguri di Natale), così ho una settimana di tempo per scoprire come arrivare sulla via Tuscolana.

Utile.
5 settembre 2007
vita scolastica
conditio sine qua non
Qui si parla di “misure urgenti per garantire l'ordinato avvio dell'anno scolastico”. Tutte cose molto carine, e anche condivisibili.

Direi però che vi sono almeno tre conditiones sine quibus non è possibile ‘avviare’ un anno scolastico, e sono, direi, la scuola fisica (nel senso di edificio, con aule e, almeno, una lavagna), i discenti (i ggiovani) e i docenti.

Beh, quest’anno (almeno nella provincia di Roma) la situazione è riassumibile con due date: quando comincia la scuola? Tipo il 13 settembre.

Quando sarà pubblicato il calendario delle convocazioni per le supplenze annuali (attenzione: sono le supplenze per la classi che non hanno un docente di ruolo – o  lo hanno in aspettativa - , non le supplenze perché a un certo punto dell’anno un docente si ammala; sono cioè le cattedre che ad oggi non hanno un docente)? Il 13 settembre.

Ordinato avvio.  
23 agosto 2007
letteratura
grandia consumpsit moenia tempus edax


Tradizionalmente, la fine dell’impero romano (d’occidente) viene collocata al 476 dC, anno della deposizione di Romolo Augustolo.

I più sanno che tale data sa molto di scolastico e che altre cronologie sono possibili (l’espansione araba nel mediterraneo, come voleva Pirenne, la chiusura della scuola neoplatonica di Atene da parte di Giustiniano nel 529, il sacco di Roma da parte dei Visigoti di Alarico nel 410 e simili) per individuare la fine del ‘mondo antico’ e l’inizio del ‘medioevo’.

Il recente saggio di Giusto Traina è dedicato (in contro tendenza rispetto agli amanti della ‘lunga durata’) ad un singolo anno, il 428 dC, nel quale il regno d’Armenia finisce sotto il controllo della Persia, a Costantinopoli regna Teodosio II, a Ravenna il piccolo Valentiniano III, la Britannia sta per diventare anglo-sassone, dalla Spagna i Vandali di Genserico si apprestano a conquistare il nord Africa, nella capitale d’Oriente si insedia il vescovo Nestorio, Agostino ha da poco finito il De civitate Dei, Atene resta la ‘capitale’ del paganesimo e tante piccole cose cominciano a cambiare.

Un saggio affascinante (e con una bibliografia solidissima), che si legge come un bel romanzo (dire che ‘si  legge come un romanzo’ non ha mai molto senso, visto che esistono romanzi illeggibili, no?).
5 luglio 2007
vita scolastica
a scalare
Qui non è colpa dei giornali ma è la dura realtà.

L'esaltazione per i 60mila precari della scuola assunti passa subito: nel Lazio sono 4.591. Beh, dai, forse ci posso rientrare... vediamo quanti sono nella provincia di Roma: 3.284. Beh, la maggior parte, buono, buono... vediamo nelle scuole superiori del Lazio: 1.194. Oddio, quasi dimezzato... vediamo nelle scuole superiori della provincia di Roma: 733. 'Azzo.... vediamo nella mia classe di concorso: 37, pare.

37. Come non dico cosa di Clerks.

 


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permalink | inviato da cheremone il 5/7/2007 alle 16:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
7 giugno 2007
vita scolastica
bush bashing in italì
    Oggi, nel surreale clima di fine anno, correva voce che a Roma sabato le scuole saranno chiuse per via della visita di GWB, anche se al momento non c'è stata comunicazione ufficiale da parte della Presidenza (ma sta scritto su Leggo).

Personalmente, credo sarebbe più saggiamente reazionario tenere i ggiovani chiusi a scuola piuttosto che mandarli in giro a sfasciare vetrine o a unirsi ai nuovi No War (che suona più internazionale del fastidioso sintagma 'popolo della pace'), no?

(tralasciamo la collega sindacalista che voleva venire a scuola per protesta e quella qualunquista che diceva 'signora mia, con tutte le cose per cui si dovrebbe protestare... ')

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permalink | inviato da cheremone il 7/6/2007 alle 14:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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