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8 marzo 2011
musica
lost religion

Ogni paio d'anni arriva un nuovo disco degli REM e uno si chiede sempre quand'è che hanno fatto per l'ultima volta un album significativo (New adventures in hi-fi? Tipo 15 anni fa?). E ogni volta si dice che è un 'ritorno in forma', poi uno lo compra, lo ascolta un paio di volte e poi non ci pensa più, fino a che non arriva un nuovo disco degli REM.

Ora è uscito Collapse into now (il titolo è splendido - non si discute - e pare l'abbia pensato Patti Smith, che qui canta in Blue) ed al primo ascolto l'impressione è la stessa. Poi magari sedimenta un po', e salta fuori che è un capolavoro.

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permalink | inviato da cheremone il 8/3/2011 alle 17:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 agosto 2010
musica
larga la foglia, stretta la via

E' uscita una nuova edizione di Fables of the reconstruction, terzo album degli REM, con in più un secondo cd di demo d'annata. Album un po' misconosciuto, è comunque quello di Driver 8 e Can't get there from here, quindi merita. Secondo, resta il loro album più genuinamente 'americano', da ascoltare su e giù per la Georgia, sennò non lo si apprezza.
19 febbraio 2010
musica
cinicopost

Non mi è chiaro perché ci si aspetti sempre che l'industria discografica si senta chiamata in causa quando c'è una catastrofe, mentre nessuno chiede mai niente, chessò, all'industria automobilistica o ai consorzi di pesca d'alto mare.

Fatto sta che il terremoto di Haiti dello scorso gennaio abbia prodotto non uno ma per lo meno due 'eventi', la cui genesi ed il cui risultato sono particolarmente inquietanti.

Primo in ordine di tempo è stato Simon Cowell che ha deciso di far cantare a un po' di gente Everybody hurts degli REM, una grande canzone che parla di suicidio e da qualche parto ho letto che non pare appropriatissimo dire a chi ha perso casa e famiglia cose del tenore di 'tranquillo, che passa tutto'. Naturalmente il tutto è una splendida occasione per rilanciare la carriera di Leona Lewis cui sono affidate le prime note (e il cui secondo album non sta esattamente conquistando le classifiche), per preparare il terreno statunitense per la boyband del momento (i deprecabili JLS, che continuano a lasciarmi perplesso), per far vendere dischi a Susan Boyle (il cui nuovo look probabilmente costa più di quanto il disco darà effettivamente in beneficenza, o quasi) anche nel 2010, e per sostenere il suo nuovo protetto, Joe McElderry.

Poi Quincy Jones ha pensato di rifare We are the world, tirando fuori dal letargo Barbra Streisand e Celine Dion. Ma la cosa peggiore resta la sovrapposizione di Janet Jackson su Michael Jackson e il fatto, inspiegabile, che, se nel 1985 le prime note erano affidate a Lionel Richie e Stevie Wonder, ora apre il tutto Justin Bieber. Ripeto, Justin Bieber.

Non si faceva prima a dare dei soldi alla Croce Rossa?



31 ottobre 2009
musica
coming up

Jamie Cullum; I'm all over it: gradito ritorno del fanciullo che campeggia nella foto in alto a sinistra su questo blog.

JLS; Everybody in love: la boyband del momento continua a non convincermi e per ora non si meritano un post apposito ;-)!


R. E. M. ; Live at the Olympia: ormai i REM sono entrati nel loop di album/tour/disco dal vivo e album/tour/disco dal vivo; stavolta si cimentano con brano meno noti (manca Losing my religion ma c'è, chessò, Wolves, lower). Solo per affezionati, comunque.

Michael Jackson; This is it: anche qui siamo di fronte a quella che potremmo chiamare una 'bieca operazione commerciale', visto che l'album si limita a riportare i 'greatest hits' di Michael nell'ordine in cui appaiono nell'omonimo film (ai tempi dell'iPod e delle playlist, non pare un'innovazione sconvolgente). Le uniche novità sono tre demo, Michael Jackson che legge la peggior poesia mai scritta e la nuova This is it che, spiace dirlo, non è il capolavoro che uno si aspettava. Su iTunes, comunque, si possono comprare singolarmente le tracce nuove e farla finita lì.

Morrissey; Swords: esce finalmente l'attesa raccolta di lati b pubblicati dal 2004 ad oggi. Ci sono migliori introduzioni a Morrissey (come quella di cui si parlava qui) ma anche in questo Swords ci sono cose interessanti, e inoltre c'è un secondo cd con brani dal vivo, tra cui la vecchia You just haven't earned it yet, baby degli Smiths.

David Bowie; Space oddity: il primo album di David Bowie compie 40 anni ed esce in una nuova edizione, con ormai consueto allegato di rarità (la cosa più graziosa è Ragazzo solo, ragazza sola, cioè la versione IN ITALIANO di Space oddity, che Bowie cantò credendo che il testo fosse in qualche modo affine all'originale, per scoprire poi che non c'entrava niente, ma proprio niente – e pare scritto da 'Ivan Mogul'). E' ovvio che la magnificenza di Space oddity (la canzone) è tale da offuscare il resto, ma è piacevole riascoltare il giovane Bowie che, prima di Ziggy e il resto, sembrava una sorta di Bob Dylan inglese:

16 agosto 2009
musica
coming up
Premesso che ho lasciato Last.fm per il più Mac-friendly iLike (ora sono qui), ecco le novità in uscita:

The Killers; A dustland fairy tale: dopo Human non è che gli altri singoli da Day & Age abbiano esattamente fatto una bella impressione. Qua sotto, invece, c'è il video del quarto estratto e siamo di fronte a un piccolo gioiello:

Erasure; Club: un EP con 6 remix (di cui solo due di canzoni note ai più, Ship of fools e Sometimes, le altre vengono dai loro primi album, Wonderland e The innocents) è un po' una cosa strettamente per fan, ma è comunque ben fatto.

Bob Dylan; Jolene: l'idea che Bob Dylan avesse rifatto la canzone con cui Dolly Parton supplicava la sua rivale Jolene di non rubarle il suo uomo era eccezionale. Purtroppo, questa Jolene non ha niente a che fare con la sua omonima...

REM; Reckoning:  e dopo Murmur (ne parlavamo qui), ecco la riedizione del secondo album degli REM, Reckoning, con un secondo cd che riporta un concerto del 7 luglio 1984 (che comprende, tra le altre cose, una cover di Femme fatale, una grandiosa versione di Radio free Europe e le allora inedite Driver 8 e Hyena). Reckoning non è il grande album che crede di essere ma contiene comunque cose come Don't go back to Rockerville, e risentirlo ad anni di diastanza è sempre un'emozione.


28 febbraio 2009
musica
coming up
The Saturdays; Just can’t get enough: Comic Relief è una cosa inglese di beneficenza, per la quale i cantanti fanno un singolo 'scemo' (esempi massimi: Absolutely fabulous dei Pet Shop Boys e i Boyzone che rifanno Billy Ocean) per raccogliere fondi e mostrare il loro lato 'ironico'. Quest'anno qualcuno ha pensato potesse essere opportuno coivolgere le Saturdays (la nuova girl-band la cui caratteristica principale è che ognuna di loro è abbinata a un colore – le Spice Girls almeno avevano una 'personalità' individuale) e di farle rifare una vecchissima canzone dei Depeche Mode. E qui sta il problema: circa i 2/3 dei singoli dei DM (Master and servant, Behind the wheel, Personal Jesus, Condemnation e simili) hanno a che fare con a) il sadomasochismo, b) la religione e c) il sadomasochismo e la religione, cose insomma con cui un naso rosso e un balletto à la Macarena hanno poco a che fare:

Depeche Mode; Wrong: e visto che siamo in tema DM, questa è la prima esecuzione pubblica (così suona come una decapitazione) del nuovo singolo, che pare porre un problema essenziale (dov'è il 'ritornello'?) ma che fa comunque vedere alle ragazze di cui sopra come si fanno le cose:

Morrissey; Years of refusal: mi è arrivato ieri l'album, con allegato dvd, in cui c'è una chiacchierata tra Morrissey e Russell Brand che ha dell'incredibile. E l'album di per sé è notevole.

R. E. M. ; Murmur: altro disco da avere assolutamente. Si tratta dalla riedizione del primo album degli REM,  che ha ormai 25 anni (!). Murmur è il disco di Radio free Europe – il che già basterebbe - , inoltre c'è un secondo cd che riporta un concerto del 1983, nella cui scaletta si trovano classici a venire, come Gardening at night o Just a touch. Pochi dischi suonano ancora rivoluzionari dopo tre decenni. Questo è uno di quelli:
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