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14 settembre 2010
vita scolastica
questo paese non cambia mai
Leggo di sfuggita sul sito del Corriere una cosa in cui la Gelmini blatera sull'importanza del leggere la Bibbia a scuola; la cosa mi pareva familiare e, cerca cerca, ho ritrovato un mio post sulla stessa cosa. Di tre anni fa.

A quanto scrivevo allora, posso solo aggiungere che stamattina, come prima lezione di greco, ho usato l'incipit del vangelo di Giovanni, che mi serviva per illustrare il concetto di declinazione, visto che in poche righe si trovano le stesse parole con diversa funzione logica (l'idea veniva da qua), tipo 'il verbo era dio, il verbo era presso dio' eccetera. Quindi la finirei, con la 'polemica'. e magari aprirei una riflessione seria sul precariato (mio e altrui) o sulle mostruosità della riforma (ho già detto che ci sono due ore di meno di lettere al ginnasio?).

Ah, nell'aula non c'era un crocifisso ;-)!

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permalink | inviato da cheremone il 14/9/2010 alle 17:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
4 agosto 2010
vita scolastica
si ricomincia...

Sull'orrore rappresentato dalle graduatorie, ho già scritto (qua, qua, qua e qua, tipo); quest'anno ho guadagnato due posti (non so bene perché, qualcuno davanti a me sarà morto o avrà sposato una ricca ereditiera), in maniera apparentemente indolore (l'aggiornamento delle graduatorie, con la vexata quaestio del 'pettine' dovrebbe essere a questo punto nel 2011, credo), ma tanto, visti i tagli (lo sapevate che con la Riforma Gelmini al ginassio faranno due ore in meno di Lettere? Lettere? Al Ginnasio? Due ore IN MENO? Beh, sapevatelo!), la vedo tragica uguale.

Detto questo, per sentirmi peggio, ho letto Una vita da supplente, di tale Vincenzo Brancatisano (già autore di 'saggi' sul 'metodo Di Bella'). Mi sono sentito peggio non tanto per quanto racconta (quasi tutto già vissuto sulla mia pelle), quanto per il fatto che è scritto malissimo, in maniera confusa, con un'accozzaglia di citazioni - ora prese da documenti ufficiali ora da post in forum di precari - in cui è impossibile districarsi, con miriadi di ripetizioni da una parte e dall'altra. Mi sa che il libro definitivo sul precariato nella scuola italiano non è ancora stato scritto, o comunque non è questo.
31 maggio 2010
cinema
non scholae, sed vitae

Come si scriveva qui, la fine di un anno scolastico rende, come dire, pensierosi. Su quello che si è fatto e su quello che non si è fatto, su quello che si è stati e su quello che non si è stati, su quello che i ragazzi sono stati e su quello che potranno essere. Una storia particolarmente adatta a questo senso di speranza e paura è The history boys, nato come testo teatrale di Alan Bennett e poi diventato film. Racconta di un gruppetto di fanciulli inglesi (il film è ambientato nel 1983) alle prese con l'anno scolastico integrativo per avere accesso ad Oxford o Cambridge, e dei loro due-tre insegnanti. Semplice e lineare, a tratti toccante.

Se poi devo fare il reazionario, avrei due consigli per il ministro Gelmini: classi da otto e uniforme obbligatoria.

15 marzo 2010
letteratura
'neun gebote' suona meno minaccioso


Sorvolando sul fatto che che citi Federico II di Prussia come esempio di coraggio e virtù, non ritenga vi sia differenza sostanziale fra un liceo ed una fabbrica che inscatola crauti e sia, essenzialmente, un libro di destra, dubito che fra Le nove regole della scuola di Bernhard Bueb vi siano meno ore per tutti, come da noi...
12 settembre 2009
vita scolastica
ma perché protestiamo?

Solo qualche chiarimento, il più breve possibile, sui motivi per cui l'attuale governo sta creando non pochi problemi alla scuola pubblica e a noi 'precari', visto che dai media non si capisce un granché e dal Ministero comunicano che 'tutto è risolto':

1: sono aumentate le ore dei docenti di ruolo (con, credo, conseguente aumento di stipendio). La conseguenza è che, ad esempio, un docente che prima insegnava solo latino e italiano al triennio del classico (17 ore in classe) ora insegna anche due ore al biennio (tipo 'geografia'). Basta fare due calcoli per capire che così ci sono meno insegnanti al biennio e, quindi, meno dipendenti. Questo 'taglio' (che, ripeto, non credo sia a costo zero), toglie posti di lavoro (ora 9 docenti di liceo vanno, con due ore per uno in più, a eliminare un docente di biennio) e acuisce il problema del precariato.

2: è aumentato il numero di alunni per classe. La conseguenza è, in primis, una diminuzione della qualità dell'insegnamento e della possibilità per il docente di seguire individualmente il singolo alunno; inoltre, le classi vengono smembrate, e i docenti perdono il posto. Nella mia scuola, ad esempio, non è stato avviato un quarto anno di 21 alunni, numero che, per esperienza, è più che sufficiente per svolgere un buon lavoro.

3: i suddetti tagli (operati, continuo a ripetere, non con finalità didattiche ma puramente economiche) hanno portato, ovviamente, a un vertiginoso calo del numero di precari assunti per supplenze annuali (basta notare che, pur avendo quest'anno ottenuto miracolosamente una supplenza annuale, con il punteggio dell'anno scorso – che mi permise di lavorare serenamente – quest'anno sarei rimasto a casa). Dal ministero sono arrivare tre soluzioni, una più risibile dell'altra; si è parlato di un sussidio di disoccupazione per chi quest'anno non ha ottenuto una supplenza annuale ma si sfiora il ridicolo, visto che già adesso i precari non riconfermati hanno un sussidio di disoccupazione (rimane poi il fatto che, oltre ad una qualche, vaga, stabilità economica, una supplenza annuale garantisce anche i preziosi 'punti' che fanno salire in graduatoria e che, teoricamente, dovrebbero permettere, prima o poi, di arrivare al ruolo. Non avere una supplenza annuale non è, solo, una questione di soldi). Si è poi detto che i docenti rimasti senza lavoro avranno la precedenza nelle supplenze brevi (quelle che i presidi attribuiscono se durante l'anno un docente si ammala); la cosa è risibile, visto che, verosimilmente, chi ha lavorato l'anno scorso si trova già adesso nei primi posti delle graduatorie delle singole scuole per le supplenze brevi (supplenze che, tra l'altro, sono difficilmente quantificabili, in quanto non è detto che tutti i docenti si ammaleranno di influenza suina, no?). Terza, geniale, 'idea' è quella di 'impiegare' i docenti disoccupati in altri progetti, immagino non gratis. Oltre al fatto che probabilmente questi non andranno ad ottenere i famosi 'punti', non li si potrebbe 'impiegare' per avere classi meno numerose (vedi punto 2)?

4: la riforma dei licei, che dovrebbe partire nell'anno scolastico 2010-2011, diminuisce il numero di ore di lezione, livellandole, per gli alunni, a ca. 30 ore settimanali. La conseguenza, ovvia, è meno scuola e meno docenti. Questo mentre studi internazionali (che ho ritrovato , ad esempio, qui) dimostrano chiaramente che il mondo ha bisogno di più scuola, non certo di meno scuola.

5: un'osservazione pro domo mea: ho recentemente scoperto che gli anni di precariato nella scuola pubblica (6, nel mio caso), non vengono calcolati nel computo dell'anzianità, per eventuali aumenti di stipendio nel momento in cui uno dovesse diventare di ruolo (tra una trentina d'anni, nel mio caso, stante l'attuale numero di assunti in ruolo ogni anno nella mia classe di concorso – UNO da noi). Non mi sembra carino.

1 settembre 2009
vita scolastica
la santa guerra dei pezzenti
E quindi siamo finiti su repubblica.it.

La giornata è stata epocale, nel senso che è stata una delle convocazioni peggiori della mia pur breve carriera; nessuna ha partorito sulle scale, ma siamo rimasti a bivaccare dentro il Russell per 7 ore e mezza, mentre si scopriva che tipo 5 o 6 delle cattedre originariamente disponibili erano in realtà inesistenti, arrivavano voci incontrollate di cattedre tenute nascoste al Virgilio e all'Augusto, la gente ripensava la propria vita in vista di un trasferimento a Subiaco o Pomezia, i carabinieri arrivavano senza aver idea di cosa dovessero fare, i cellulari suonavano ininterrottamente, i poveri studenti del Russell facevano scritti e orali del recupero debiti e i bambini dei precari piangevano.

Alla fine, con enorme dolore ho scoperto che le cattedre del Mamiani erano finite tutte ai sovrannumerari di altre scuole (grazie, Gelmini).

Ma, tra gli ultimi ad avere le cattedre, pare che tornerò più o meno là dove ho, dolorosamente, lasciato un pezzo enorme del mio cuore.
21 maggio 2009
vita scolastica
jumping someone else's train - 1
Quest'anno il Collegio Docenti, come forma di protesta contro la riforma Gelmini e il terribile decreto Aprea, aveva deciso di non organizzare viaggi d'istruzione per le classi (è questo il motivo per cui non ci sono stati i consueti post sui campi scuola).

Senza entrare nel merito della decisione, mi dispiaceva non vivere coi ragazzi un momento 'forte', per cui ho cominciato mediatare cosa potesse essere fatto in un'uscita di un giorno (possibilità che il Collegio Docenti aveva lasciato alla discrezione di ogni singolo docente).

Pensa e ripensa, mi è venuto in mente un percorso enormemente suggestivo che ho fatto infinite volte con gli scout, una vecchia ferrovia che dalla Tuscia (Capranica) andava fino a Civitavecchia, sul mare, per una cinquantina di chilometri (qui i dettagli).

L'idea dei 50 kilometri in una giornata era, lo ammetterò, un filino eccessiva, per cui ero riuscito a trovare un tratto più 'umano' (12km!), dalla stazione di Allumiere a Civitella Cesi, cosa che avrebbe permesso di visitare l'insediamento etrusco di Luni sul Mignone (nulla di che, ma uno dei posti più antichi d'Italia, abitato dal neolitico al medioevo).

Per abbassare i costi del pullman privato, ho coinvolto una collega di una quarta ginnasiale, poi, quando la voce è cominciata a spargersi per la scuola, si sono aggiunti altri due colleghi e un totale di ca. 100 adolescenti (l'idea di questa massa sterminata ha cominciato non poco a preoccuparmi). Tralascio qui l'incubo delle telefonate alle varie agenzie di autobus per trovare prezzi umani e soprattutto per spiegare che dovevano lasciarci in un punto A per prenderci nel pomeriggio in un punto B (cosa che li perplimeva alquanto) per arrivare al gran giorno...

(continua)


25 marzo 2009
politica interna
parole in libertà
Su un sito del governo (governoberlusconi.it, che in realtà non credo essere un sito ufficiale ma una pagina di partito, visto che è attribuito a “Direzione comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL”) è 'copiaincollata' una pagina di un'intervista al Ministro Gelmini rilasciata a Famiglia Cristiana (qui l'originale).

Spero in un lapsus calami da parte dell'intervistatrice o mentis da parte del ministro, perché nell'intervista c'è un'affermazione semplicemente sbagliata che mette seriamente in dubbio la 'competenza' del Ministro in materia:

“Sulla scuola girano notizie non vere. Si era detto che io avrei tolto l’educazione fisica dalla media di valutazione e invece farà media, come l’insegnamento della religione”

La questione dell'educazione fisica è legata ad un monstrum giuridico che si è creato negli anni, per cui se di fatto ogni consiglio di classe ha sempre contato il voto in EF ai fini della media (e, al triennio delle superiori, al fine dell'individuazione del credito scolastico), in teoria il legislatore è caduto più di una volta in palese contraddizione, lasciando la questione nel limbo. Su questo punto, si riconosce senza problema il merito al ministro di aver chiarito una volta per tutte il punto (e non sto entrando nel merito della 'pari dignità' della disciplina). Ma quando il ministro afferma che 'l'insegnamento della religione' 'farà media' dimostra di non avere idea di cosa sta parlando, in primis perché è difficile che un giudizio quale 'sufficiente' o 'buono' possa fare media con '5' o '9' e soprattutto perché, rebus sic stantibus l'insegnamento della religione NON FA MEDIA, punto. Se invece si sta lavorando alla creazione di un sistema in cui la frequenza o meno ad una disciplina facoltativa voglia creare una disparità fra chi si avvale di tale insegnamento e chi non, allora Famiglia Cristiana ha fatto uno scoop gigantesco e non se ne è accorta..

PS
l'abuso di latinorum nel post è a favore dei minacciosi 'latinisti' di cui il ministro parla in altra parte dell'intervista


21 marzo 2009
diari di viaggio
permanent holiday and an endless sun


Quest'anno, niente viaggio d'istruzione, grazie alla nostra brillantissima idea di protestare contro la Gelmini  non facendo le attività 'extracurricolari'(quando, a settembre, non avrò un lavoro potrò valutare l'incidenza della nostra protesta). Per elaborare il lutto, c'è un libricino di Andrea Bajani, un ggiovane scrittore italiano che ha accompagnato tre classi liceali (di Palermo, Torino e Firenze) a Praga e a Parigi e ha scritto questo Domani niente scuola, che è un po' un trattato sociopsicopedagogico e un po' un resoconto amaro, amarissimo.

I miei ricordi sono diversi: 2005, 2006, 2007 e 2008 (1  e 2)
23 gennaio 2009
vita scolastica
'test internazionali'
Credo sia la cosa più trash mai vista: un ministro della repubblica non sa che quello che tutti chiamano 'esame di maturità' si chiama da anni 'esame di stato', mette un filmato su YouTube per dirlo, legge le materie della seconda prova (latino!) come fosse Onda Verde e farnetica cose sulla terza prova, prospettando il ricorso a fantomatici 'test internazionali'. Fosse finto, sarebbe divertentissimo:
11 dicembre 2008
vita scolastica
pirro?
Pare che i disastrosi progetti della Gelmini slittino di un anno. Aspetto però di saperne di più...

PS
Ah, stando all'articolo di repubblica, esiste un liceo 'linguistico e musicale', visto che scrivono si passa a 5 licei (classico, scientifico, artistico, delle scienze umane, linguistico e musicale).

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permalink | inviato da cheremone il 11/12/2008 alle 21:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 novembre 2008
SOCIETA'
cose
Su quanto successo mercoledì a piazza Navona, questa mi pare la sintesi migliore. Da leggere anche questo. E domani, finalmente, torno a scuola.

E dov'è il Ministro Gelmini?

John McCain è andato al Saturday Night Live. Qua i filmati. E qui c'è tutta la campagna elettorale in poco più di un minuto. Si vota martedì.

Cominciano ad affiorare dei remix di Human dei Killers. Qui quello di Armin Van Buuren.
29 ottobre 2008
vita scolastica
la fine delle cose


Oggi era il mio giorno libero (l'unico vantaggio del mio precariato da 14 ore è quello di avere due giorni liberi) e, sotto un cielo plumbeo che prometteva tempesta, sono andato sotto il Senato, per non dover dire 'io non c'ero' quando iniziava la fine delle cose.

C'erano tanti ragazzi, non solo dei licei 'fighetti' in cui insegno, con slogan qualche volta volgarotti qualche volta azzeccati ('né rossi né neri / ma liberi pensieri') e forse tanta confusione di idee.

Spiace sempre che li si accusi di 'ignoranza', perché magari non tutti sanno a menadito contro cosa manifestano, ma sono, secondo me, portatori di un malessere, a cui non dovrebbero dare una risposta loro (per questo ne giustifico, in parte, l'ignoranza) ma, in un paese normale, la Politica e i Giornali.

Comunque, il clima era sereno, mi ha fatto piacere sia incontrare i miei studenti attuali, sia rivedere quelli degli anni scorsi.

Poi, all'improvviso, quattro o cinque 'fascistelli', non direi liceali ma un po' più grandini, si sono tolti le cinte e, brandendole come armi, hanno cominciato ad avanzare, nel panico generale.

E io ho visto che si accanivano su un ragazzo (anche lui un po' grandino), a calci e cinghiate, mentre lui era a terra (da vigliacchi, direi, se questa violenza avesse la dignità di una guerra), lasciandolo con un rivolo di sangue in testa, per poi sparire nel nulla.

Mentre altri ragazzi soccorrevano il ferito, io ho chiamato la polizia, spiegando con estrema calma cos'era successo e chiedendo che venissero subito.

Ho richiamato qualche minuto dopo, chiedendo espressamente che mandassero un'ambulanza.

A quanto ne so, le mie chiamate non hanno avuto effetto, non sono arrivati né polizia né ambulanza e in piazza Navona c'erano solo ragazzini sconvolti, alcuni in lacrime.

Mi è parso che lo Stato non ci fosse, e ho pensato che è terribile che questi ragazzi siano stati abbandonati e non protetti, mentre stavano pacificamente in una piazza nel centro di Roma, perché è questo quello che è successo in questo primo 'attacco', questo è quello che ho visto, incredulo.

Più tardi, è arrivato un corteo di universitari che ha attraversato, a braccia alzate, la piazza, con davanti, finalmente, la polizia.

Arrivati al lato opposto della piazza, io ho solo visto una massa di persone, dei fumogeni e delle sedie volare.

A questo punto, la paura è diventata vera e per un istante la piazza si è svuotata.

Dal bordo della fontana in cui sono arrivato qualche istante dopo, ho visto chiaramente che da una parte c'era un gruppetto di 'fascistelli' con dei simil-manganelli tricolori (!) lunghi forse più di un metro e dall'altra, un gruppetto di universitari, sempre a braccia alzate.

Poi le cose si sono calmate, e con un paio di mie ex alunne ci siamo messi a chiacchierare di nazionalismo/patriottismo e del senso delle cose, poi, verso l'una, loro sono andati verso l'Università, io a casa.

A me non piace credere alle teorie del complotto, non piace cedere a facili allarmismi, non piace pensare che ci siano dei ' grandi burattinai', ma ci sono tre cose che non scorderò mai: la polizia non è arrivata in piazza dopo le mie due chiamate, quando la loro presenza avrebbe rassicurato i ragazzi che, li ho sentiti io stesso, si chiedevano perché non arrivassero dei soccorsi; quei simil-manganelli che brandivano quelli del Blocco Studentesco o di Forza Nuova, non sono cose che crescono tra i sanpietrini di piazza Navona, sono cose che qualcuno porta in piazza Navona, apposta; una mia collega, infine, che si era rifugiata in una via laterale, ha sentito, e non è persona che parla a caso, un adulto di trenta/quarantanni, riunire le 'truppe' di fascistelli, apostrofarli come 'soldati' e richiamarli all'ordine per un contrattacco.

Questo è quanto è successo oggi.

Domani, ricordiamoci quello che diceva don Milani e che le nostre armi siano solo lo sciopero e il voto.
21 ottobre 2008
vita scolastica
cut here
Vi prego, prendetevi un po' di tempo e leggete queste cinque cose: il decreto Gelmini, il piano dei tagli al personale della scuola, la proposta di legge Aprea e  la storia delle classi separate. Poi leggete l'editoriale di Adriano Prosperi.

Io non so più cosa posso fare.
17 ottobre 2008
vita scolastica
contro la riforma non solo una sfilata / ogni scuola sarà una barricata


Premesso che in ballo non c'è una 'riforma' ma un decreto legge (una 'riforma' richiederebbe una seria riflessione pedagogica, qui si va avanti a colpi di fiducia) e che il linguaggio da guerra civile non è forse la scelta più appropriata, sotto una fittissima pioggia, siamo andati alla manifestazione.

E' stato bello vedere studenti, docenti e personale amministrativo marciare insieme. A quanto ho capito, oggi i ggiovani dis-okkupano, domani facciamo Nevio e poi si vedrà.
16 ottobre 2008
vita scolastica
un post pallosissimo ma doveroso
Quando uscì una prima versione del 'decreto Gelmini', non pareva una cosa terribile, ma col tempo è cambiato ed ha cominciato ad assumere aspetti un po' inquietanti. Stando al sito del Parlamento, la versione in fase di conversione è quella del 1° settembre 2008, ma in realtà il testo, approvato dal Parlamento con vari emendamenti, dovrebbe essere questo ed è quindi questo il testo che arriverà in Senato il 21 ottobre, e che, per diventare legge, dovrà essere approvato entro il 31 ottobre. Se uno non ha niente di meglio, può dargli uno sguardo:

L'articolo 1 comma 1 prevedeva l'avvio di “azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a”Cittadinanza e Costituzione”, nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse”; a questo è stato aggiunto un comma 1-bis che, credo per insistenza leghista, prevede questo: Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale. Questo implicherebbe dedicare tempo allo studio di una cosa come questa, che mi pare un po' una perdita di tempo. A proposito di tempo, visto che il monte ore non viene intaccato, quando esattamente dovrei fare questo? Da altre parti si legge che questa 'Cittadinanza e Costituzione' diventerebbe una vera e propria materia a parte, con voto specifico (il che aumenterebbe il numero delle materie, anziché diminuirlo) e 33 ore annuali. Ma veniamo al punto specifico: nel biennio del classico (mi limito alla scuola che conosco meglio), si hanno, settimanalmente, due ore di storia e due di geografia; visto che, come ripeto, il monte ore non viene mutato, avremmo due ore di storia, una di C&C (chiamiamola così) ed una di geografia, materia già penalizzata dalla preparazione più umanistica che scientifica dei docenti interessati. Il che porterebbe il docente di Lettere ad insegnare SEI materie (italiano, latino, greco, storia, C&C, geografia), contro le cinque attuali. E non si dica che già adesso si insegna 'storia ed educazione civica', perché, nella situazione attuale, 'educazione civica' è insegnata in maniera trasversale (quando faccio storia greca, parlo di 'democrazia', quando faccio geografia parlo per ore della Costituzione americana, quando concedo l'ora per l'assemblea di classe educo alla partecipazione, quando traduco Lisia parlo di diritto etc. ). C'è infine anche un comma 2, che recita: “All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”. Il che implica che non sono investiti soldi sulla cosa e che, immagino, si debba, aggiungendo una materia, adottare un altro libro di testo, cosa non ben collegata alla diffusa lamentale delle spese per i libri di testo, no?

L'articolo 2 è quello sul 'voto in condotta' (cui ora si integra un comma 1 bis sull'edilizia scolastica, producendo un monstrum giuridico con cose che non c'entrano niente l'una con l'altra). Questo del voto di condotta mi pare un provvedimento demagogico, senza granché senso. L'articolo afferma che “La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo”. I punti sono due: se il voto di condotta concorre alla valutazione complessiva, farà media, immagino, per l'assegnazione dei crediti durante il triennio. Il che vorrà dire che, per la maggioranza degli studenti, che avranno verosimilmente voti alti in condotta, ci sarà una 'materia' in più ed una buona possibilità di alzare il credito, solo per il fatto di non usare il cellulare in classe. Quanto poi alla possibilità di fermare i 'bulli' con un voto in condotta sotto il sei, basta ricordare che, teoricamente, un alunno è fermabile anche con un solo voto sotto il sei, ed il bullo, penso, difficilmente presenterà un quadro di ottime valutazioni con 'solo' un problema di condotta. Gli strumenti per fermare il 'bullismo', se la bocciatura è davvero un sistema per fermare il 'bullismo', esistono già.

L'articolo 3 propone la valutazione numerica del rendimento scolastico per la scuola primaria, partendo dal presupposto che un genitore non capisca il sintagma 'non sufficiente' mentre comprenda il concetto di '5'. Per mia ignoranza non so se il resto  dell'articolo vada a modificare i criteri di ammissione alla classe successiva nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado.

L'articolo 4 affronta la vexata quaestio del 'maestro unico' alle elementari, cosa che non appariva nel ddl originario. Quello che davvero mi sconvolge è che la scelta del maestro unico non nasca da un vero dibattito pedagogico ma esclusivamente da fattori economici ('razionalizzazione', la chiamano). C'è su questo una cosa di Paola Cortellesi che ha del geniale.

L'articolo 5, sui libri di testo, nascerebbe dalla volontà di intervenire sui prezzi e finisce col diventare un pesante attacco alla libertà di insegnamento. Se da una parte “i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio”, dall'altra gli editori possono pubblicare “eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili”, cosa che di certo non fa diminuire il costo dei libri di testo ma anzi potrebbe, teoricamente, produrre un incremento di spese. Non capisco poi perché i libri, “salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze”, debbano essere adottati “ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni”. Mi spiego, quest'anno al triennio è adottato il manuale di letteratura X, che l'attuale I porterà avanti (ci sono in tutto tre volumi) fino alla fine del corso. Per quale motivo, o con quale vantaggio per le famiglie, tutto il triennio della mia sezione dovrebbe avere lo stesso manuale fino al 2014??? E se il manuale si rivelasse inadatto perché, chessò, spiega male Omero? Non sto parlando di cambiare testo in corso d'anno, solo del diritto del docente a valutare che forse un altro manuale è migliore. Follie.

Gli altri articoli sono più tecnici. Rispetto al ddl di agosto, sono spariti gli articoli 3, 5 e 6. Il 6 parlava di una 'carta dello studente', il 5 complicava il già complesso sistema delle supplenze annuali, mentre il 3 esplicitiva il mantenimento del decreto Fioroni sui debiti, e la sua sparizione un po' mi preoccupa.

C'è chi crede che quanto espresso nel decreto attualmente in fase di conversione sia 'poco' per l'attuale protesta. Provate allora a leggere il disegno legge Aprea, che pone fine alla scuola come la conosciamo e trasforma le singole scuole in fondazioni, rette da consigli di amministrazione, 'privatizzando', di fatto, tutto il sistema.
16 ottobre 2008
vita scolastica
skuola
Oggi niente conferenza, visto che skuola è okkupata (sì, come negli anni '70). Domani mattina c'è una manifestazione. Questa cosa, poi, è raggelante.
14 ottobre 2008
SOCIETA'
bloccare il blocco?
Oggi a scuola, oltre alla spassosa idea che nel sintagma 'muro di cinta' 'di cinta' fosse un complemento di materia, circolava pure un giornalino del famigerato Blocco Studentesco. Non so se ridere o piangere, comunque conteneva questo:

Copertina: l'elegante scritta 'Ma che ca... dite!?' (la possibilità che si possa esclamare una domanda o domandare un'esclamazione mi pare interessante) e foto della Gelmini con un fumetto ('il 5 in condotta fermerà il bullismo'), di Fini ('l'antifascismo ha restituito la giustizia sociale al paese') e di uno che non so chi sia che dice 'dèvi krèdere in tè stèsso' (oltra alla k, non capisco gli accenti). Sottotitolo del giornalino, un 'l'avvento dei giovani al potere contro lo spirito parlamentare, burocratico, accademico' che mi pare preso paro paro dal Manifesto Futurista.

Pagina 2 (ma le pagine si chiamano 'bloccodue', 'bloccotre' etc. ): sommario

Pagine 3-4: un editoriale ('l'antifascismo al tempo delle debuttanti') in cui tale 'davidino' parla male di un programma tv, con qualche spunto omofobico ('vari aristoidi effemminati', ma non so cosa sia un 'aristoide' – dal suffisso penso una forma di aoristo) e, senza alcuna logica, alcuni insulti a Fini, cui non è mai appartenuta la 'tadizione (sic) della libertà figlia del sacrificio e del coraggio'.

Pagine 5-9: un articolo sulla Repubblica Sociale, in cui ci sono frasi insensate tipo 'nell'avvicendamento politico i Tedeschi non ci rimasero bene' e si afferma che non è vero che la Costituzione Italiana sia fondata sull'antifascismo.

Pagine 10-12: un articolo che parla male della Gelmini e che propone, per davvero, l'adozione di un Libro di testo unico, scelto da 'studenti e docenti insieme'.

Pagina 13: un cruciverba, con definizioni tipo 'il senatore nero che vuole la Casa Bianca' e 'Fascisti e comunisti giocarono a scopone, vinsero i fascisti con l'asso di... ''

Pagine 14-17: articolo su due gruppo 'hardcore', Hate for Breakfast e Macchina targata paura

Pagine 18-19: un articolo sul pugilato, con intervista a un tizio della 'accademia pugilistica di Trastevere'.

Pagine 20-23: resoconto di un viaggio in Birmania tra i Karen, insieme ad una Onlus destrorsa.

Pagine 24-25: articolo su alcuni tizi italiani in carcere all'estero.

Pagine 26-27: recensione di un film brasiliano, Tropa de elite, nella quale si parla male dello 'psicologismo dei Pupi Avati e degli Ozpetek' che 'non riescono a concepire che a volte non c'è da farsi troppe pippe mentali, non c'è bisogno di cercare giustificazioni forzate al disagio e alla povertà d'animo, per fare un buon film'.

Pagine 28-30: articolo sulla violenza legata alla partita Roma-Napoli. La colpa 'non può essere attribuita solo ed esclusivamente agli ultras' e quanto accaduto 'è molto meno di quanto ci si potesse aspettare'.

Pagine 31-35: recensione di un romanzo di dieci anni fa e articolo su Ugo Foscolo (!), che pare scopiazzato da un bignami delle medie. Stanno qui in quanto eroi romantici, credo.

A scuola, giovedì, abbiamo un incontro con un ex deportato dal nazi-fascismo, in ricordo del 16 ottobre 1943, neanche a farlo apposta.
8 ottobre 2008
SOCIETA'
cose
C'è stato il secondo dibattito tra Barack Obama e John McCain. Lo si può vedere qui, mentre qui ci sono i tre secondi in cui McCain ha definito Obama, poco elegantemente, 'quello lì'.

L'inizio della fine dela scuola pubblica è iniziato (prima o poi scriverò un commento sul decreto). Noi a scuola pare faremo un presidio permanente. Ulysses, intanto, dice cose che, in un paese normale, sarebbero ovvie banalità.

A proposito di scuola, fa sempre piacere leggere Galatea.

Repubblica.it continua la sua campagna per il premio Nobel a Bob Dylan, iniziata 12 anni fa.

La cosa dei Pet Shop Boys che hanno scritto una canzone per le Girls Aloud è confermata.
2 agosto 2008
a me non sembra si parli di 'grembiuli'
Qualche chiarimento sull’argomento del giorno, quello che secondo i giornali porterà i ggiovani ad andare a scuola in grembiule; intanto si tratta di uno ‘schema di disegno di legge’, cosa che non implica esattamente una sua applicazione immediata. I punti più ‘interessanti’ (limitandomi alle scuole superiori) mi paiono essere questi:

Articolo 1: 1. Nella scuola secondaria di primo e di secondo grado i saperi e le competenze relativi alla convivenza civile e alla cittadinanza sono acquisiti attraverso la disciplina denominata “Cittadinanza e Costituzione”, che è oggetto di specifica valutazione ed è inserita, rispettivamente, nell’area storico-geografica e storico-sociale. 2. Nell’ambito del monte ore complessivo già previsto per le suddette aree, alla disciplina “Cittadinanza e Costituzione” è attribuito un monte ore annuale di trentatré ore. Il che vuol dire che questa nuova materia (benemerita, per carità) prende ‘ore’ all’area di riferimento (per cui al biennio liceale si avrà un’ora di geografia o di storia in meno, e al triennio un’ora di storia o filosofia in meno). Sarebbe carino poi se il ddl dicesse se la materia si porta avanti per cinque anni, si fa solo al biennio o cosa.  Da notare poi che il ‘rispettivamente’ del primo comma non ha senso in italiano.

Articolo 2: 1 (...) nel percorso (...) del secondo ciclo, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e di partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede (...) 3. (...) la valutazione è espressa in decimi. 4. Il giudizio e la votazione sul comportamento degli studenti (...) concorrono alla valutazione complessiva dello studente e, nei casi più gravi, possono determinare, con specifica motivazione, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo e, ai fini dell’ammissione all’esame di Stato del secondo ciclo, la riduzione fino ad un massimo di cinque punti del credito scolastico. Sarebbe la storia del ‘7 in condotta’; qualcuno spieghi a repubblica.it che non si prevede la possibilità di ‘rimandare’ in condotta. Qualcuno spieghi inoltre ad alcuni genitori che ‘7’ non è un bel voto di condotta, ché un paio di anni fa una madre era soddisfatta quando le dissi che il figlio rischiava il 7 (‘almeno un voto sufficiente ce l’ha!’).

Articolo 3: (...) In sintesi, rimane in vigore l’attuale disciplina sui ‘debiti’ con obbligo di recupero entro l’anno scolastico, pena la non ammissione alla classe successiva. Pensavo sarebbe stata la prima cosa a cadere, in primis per mancata copertura finanziaria dei corsi di recupero estivi.

Articolo 5 (...) 2. In attesa del riordino del sistema di reclutamento del personale docente, per garantire la continuità dell’insegnamento fino alla conclusione di ciascun ciclo di studi, i dirigenti scolastici, accertata la disponibilità del posto nell’organico di diritto o di fatto autorizzato, confermano, per un massimo di due anni scolastici, il docente a tempo determinato con incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche, già in servizio nel precedente anno scolastico nella medesima sede, a condizione che rientri nel novero dei docenti aventi titolo all’assunzione a tempo determinato per il nuovo anno scolastico e che sia attribuibile la medesima tipologia di contratto dell’anno precedente. Se non ho capito male, è una bella cosa e permetterebbe al ‘precario’ di restare nella stessa scuola e non cambiare ogni anno.

Articolo 6 (...) Una ‘carta dello studente’ che sono sicuro non faranno mai, perché avrebbe un costo devastante.

Sarà che è tardi, ma non mi sembra il peggior decreto legge possibile, se non per la questione del monte orario di cui all'articolo 1.
19 luglio 2008
SOCIETA'
cose
Pare facciano Terminator 4. Senza Schwarzenegger.

Nuova ‘polemica’ per la povera Gelmini; la cosa divertente è che tra il titolo ‘strillato’ e il contenuto delle critiche nell’articolo non c’è nulla in comune.

Sempre a proposito di scuola qui c’è un articolo di fantascienza; a proposito di graduatorie, oggi dovevano essere pubblicate, ma sul sito del CSA non ve n’è traccia. Chissà che ne pensa Brunetta.

A scuola conto sempre come errore grave l’abuso o il mancato uso della virgola, e i ggiovani di solito non se ne capacitano; repubblica.it mi offre un buon esempio di come il mancato uso della virgola possa rendere una frase particolarmente idiota: “Una decina di cittadini (persone anziane e non giovani dei centri sociali), lo hanno invitato a gran voce ad andarsene”. ‘Persone anziane’ e ‘non giovani’.
14 luglio 2008
SOCIETA'
cose
I media italiani sono un po’ preoccupati, perché quest’anno non si riesce ancora a trovare il ‘giallo dell’estate’; l’omicidio-suicidio di Roma si è risolto troppo presto, la storia di Federica aveva buoni elementi per diventarlo (una località ‘esotica’, la classica brava ragazza di provincia che si fa le canne, un personaggio, El gordo, il cui soprannome pare uscito da Cent’anni di solitudine, e il cui nome, Victor, pare venire da una spy-story degli anni '40) ma anche qui si è giunti troppo presto all’epilogo. Che l’omicidio in villa sia quello giusto? Al Corriere ne sembrano convinti ed intervistano ‘l’hippie figlio dell’ex leader Ira’, qualsiasi cosa voglia dire.

Passando alla campagna elettorale negli USA, pare che se McCain fosse eletto sarà il più anziano presidente della storia (ha 72 anni); per sentirsi ggiovane, sta imparando ad andare su internet da solo.

Nel frattempo. il ministro della ‘pubblica’ (con la Moratti la dizione era diventata solo ‘istruzione’, con Fioroni era tornata ‘pubblica istruzione’, ora non si sa, anche se nel sito è rimasta tale) istruzione continua a proporre legge e ordine nelle scuole, prima col grembiule (non credo anche le superiori, malgrado repubblica.it colleghi la cosa alle fanciulle con l’ombelico al vento), ora col voto di condotta che farebbe media (troverei incantevole sapere come funzionerebbero in tal caso il corso di recupero e l’eventuale esame finale)
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