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4 ottobre 2009
vita scolastica
non per repubblica, ma per la scuola pubblica

La nostra manifestazione, per motivi a me non chiarissimi, è poi finita qua dentro. Intanto, nuove, terribili ombre si affacciano all'orizzonte...


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permalink | inviato da cheremone il 4/10/2009 alle 13:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 novembre 2008
mi si sono consumate le scarpe


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permalink | inviato da cheremone il 14/11/2008 alle 15:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 novembre 2008
SOCIETA'
cose
Su quanto successo mercoledì a piazza Navona, questa mi pare la sintesi migliore. Da leggere anche questo. E domani, finalmente, torno a scuola.

E dov'è il Ministro Gelmini?

John McCain è andato al Saturday Night Live. Qua i filmati. E qui c'è tutta la campagna elettorale in poco più di un minuto. Si vota martedì.

Cominciano ad affiorare dei remix di Human dei Killers. Qui quello di Armin Van Buuren.
31 ottobre 2008
vita scolastica
like all the boys, in all the cities
Torno brevemente su piazza Navona, per citare un paio di post di Luca Sofri (qui e soprattutto qui) e un'altra voce che dimostra che non mi sono sognato quanto raccontavo nel mio post originario.

Quello che però mi pare sfuggire all'attenzione è la questione della responsabilità, ma non sto parlando della 'responsabilità' di chi ha dato il via agli scontri, parlo della responsabilità incommensurabile di un Governo, di un Ministro, di un Presidente del Consiglio che, di fronte alla lampante condizione di disagio/malumore/malessere di migliaia di ragazzini scesi in piazza in tutta Italia, risponde con un 'a noi non ce ne frega niente di voi'.

Non serve essere laureati in pedagogia, non serve essere insegnanti, non serve essere genitori, non serve essere educatori per sapere che a una ragazza o a un ragazzo che chiede aiuto – perché questo sta chiedendo la generazione in piazza – non si può rispondere che a NOI non frega niente di VOI.

Il prezzo di questa macroscopica svista sarebbe troppo alto.
29 ottobre 2008
vita scolastica
la fine delle cose


Oggi era il mio giorno libero (l'unico vantaggio del mio precariato da 14 ore è quello di avere due giorni liberi) e, sotto un cielo plumbeo che prometteva tempesta, sono andato sotto il Senato, per non dover dire 'io non c'ero' quando iniziava la fine delle cose.

C'erano tanti ragazzi, non solo dei licei 'fighetti' in cui insegno, con slogan qualche volta volgarotti qualche volta azzeccati ('né rossi né neri / ma liberi pensieri') e forse tanta confusione di idee.

Spiace sempre che li si accusi di 'ignoranza', perché magari non tutti sanno a menadito contro cosa manifestano, ma sono, secondo me, portatori di un malessere, a cui non dovrebbero dare una risposta loro (per questo ne giustifico, in parte, l'ignoranza) ma, in un paese normale, la Politica e i Giornali.

Comunque, il clima era sereno, mi ha fatto piacere sia incontrare i miei studenti attuali, sia rivedere quelli degli anni scorsi.

Poi, all'improvviso, quattro o cinque 'fascistelli', non direi liceali ma un po' più grandini, si sono tolti le cinte e, brandendole come armi, hanno cominciato ad avanzare, nel panico generale.

E io ho visto che si accanivano su un ragazzo (anche lui un po' grandino), a calci e cinghiate, mentre lui era a terra (da vigliacchi, direi, se questa violenza avesse la dignità di una guerra), lasciandolo con un rivolo di sangue in testa, per poi sparire nel nulla.

Mentre altri ragazzi soccorrevano il ferito, io ho chiamato la polizia, spiegando con estrema calma cos'era successo e chiedendo che venissero subito.

Ho richiamato qualche minuto dopo, chiedendo espressamente che mandassero un'ambulanza.

A quanto ne so, le mie chiamate non hanno avuto effetto, non sono arrivati né polizia né ambulanza e in piazza Navona c'erano solo ragazzini sconvolti, alcuni in lacrime.

Mi è parso che lo Stato non ci fosse, e ho pensato che è terribile che questi ragazzi siano stati abbandonati e non protetti, mentre stavano pacificamente in una piazza nel centro di Roma, perché è questo quello che è successo in questo primo 'attacco', questo è quello che ho visto, incredulo.

Più tardi, è arrivato un corteo di universitari che ha attraversato, a braccia alzate, la piazza, con davanti, finalmente, la polizia.

Arrivati al lato opposto della piazza, io ho solo visto una massa di persone, dei fumogeni e delle sedie volare.

A questo punto, la paura è diventata vera e per un istante la piazza si è svuotata.

Dal bordo della fontana in cui sono arrivato qualche istante dopo, ho visto chiaramente che da una parte c'era un gruppetto di 'fascistelli' con dei simil-manganelli tricolori (!) lunghi forse più di un metro e dall'altra, un gruppetto di universitari, sempre a braccia alzate.

Poi le cose si sono calmate, e con un paio di mie ex alunne ci siamo messi a chiacchierare di nazionalismo/patriottismo e del senso delle cose, poi, verso l'una, loro sono andati verso l'Università, io a casa.

A me non piace credere alle teorie del complotto, non piace cedere a facili allarmismi, non piace pensare che ci siano dei ' grandi burattinai', ma ci sono tre cose che non scorderò mai: la polizia non è arrivata in piazza dopo le mie due chiamate, quando la loro presenza avrebbe rassicurato i ragazzi che, li ho sentiti io stesso, si chiedevano perché non arrivassero dei soccorsi; quei simil-manganelli che brandivano quelli del Blocco Studentesco o di Forza Nuova, non sono cose che crescono tra i sanpietrini di piazza Navona, sono cose che qualcuno porta in piazza Navona, apposta; una mia collega, infine, che si era rifugiata in una via laterale, ha sentito, e non è persona che parla a caso, un adulto di trenta/quarantanni, riunire le 'truppe' di fascistelli, apostrofarli come 'soldati' e richiamarli all'ordine per un contrattacco.

Questo è quanto è successo oggi.

Domani, ricordiamoci quello che diceva don Milani e che le nostre armi siano solo lo sciopero e il voto.
27 ottobre 2008
politica interna
zorozorozoro!
Nuovo video di Tollerenza Zoro, poco prima della manifestazione di sabato.
25 ottobre 2008
politica interna
e forse quel che cerco neanche c'è


Non so se la citazione di Max Pezzali (non che mi aspettassi i 99 Posse ma MAXPEZZALI? - comunque siamo arrivati quando aveva già cantato) è appropriata, ma con dimanche siamo andati al Circo Massimo, alla manifestazione del PD.

Veltroni ha detto cose più o meno ragionevoli e, finalmente, ha preso una posizione nettissima su scuola e università, cosa che non mi aspettavo (qui il testo del discorso).

Nel frattempo, repubblica.it ha deciso che il 'movimento studentesco' ora si chiama 'onda'. Ed io ho il terrore che le onde, prima o poi, si sgonfino.
17 ottobre 2008
vita scolastica
contro la riforma non solo una sfilata / ogni scuola sarà una barricata


Premesso che in ballo non c'è una 'riforma' ma un decreto legge (una 'riforma' richiederebbe una seria riflessione pedagogica, qui si va avanti a colpi di fiducia) e che il linguaggio da guerra civile non è forse la scelta più appropriata, sotto una fittissima pioggia, siamo andati alla manifestazione.

E' stato bello vedere studenti, docenti e personale amministrativo marciare insieme. A quanto ho capito, oggi i ggiovani dis-okkupano, domani facciamo Nevio e poi si vedrà.
16 ottobre 2008
vita scolastica
skuola
Oggi niente conferenza, visto che skuola è okkupata (sì, come negli anni '70). Domani mattina c'è una manifestazione. Questa cosa, poi, è raggelante.
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