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20 aprile 2011
vita scolastica
someday stay gold - 4
(parte 3) Qua è sempre peggio. La mattina i fanciulli hanno l'ultima lezione d'inglese, il pomeriggio ci portano a Cambridge (architettura incantevole, io sto tutto il tempo nella libreria della Cambridge University Press a riflettere sulla validità dei loro corsi di latino).

Per la sera è previsto un farewell party, che suono strano, visto che tanto ci siamo solo noi (una trentina di ragazzi, noi insegnanti e gli insegnanti di inglese). Credo che l'unica cosa significativa sia aver fatto apprezzare ai giovani Crying at the discoteque degli Alcazar.

L'ultimo giorno è tutto a Londra, prima in una passeggiata dalle parti del Parlamento e poi su e giù per Regent Street; alle quattro (con ridondante anticipo) ci portano all'aeroporto e si arriva a casa mooolto tardi.

E' stato il mio viaggio d'istruzione più strano, probabilmente perché diverso nell'impostazione rispetto a tutti gli altri.

Io mi sono divertito di meno, forse loro hanno imparato di più, per cui va bene così.
15 aprile 2011
vita scolastica
someday stay gold - 1
E cosi' da un giorno all'altro, uno si ritrova in Inghilterra colla classe. Per farla breve, all'inizio dell'anno avevo dato la mia disponibilita' di massima per accompagnare una classe nel sempre ambito (dagli studenti, raramente dai docenti) "viaggio d'istruzione", poi pareva non si partisse piu', poi pareva si partisse ma li accompagnasse un altro e poi (due giorni prima) salta fuori che devo essere a Fiumicino alle 7 di mattina, alla volta di Londra. MA non si tratta di un tradizionale "viaggio di istruzione" bensi' di una cosa molto, mooolto diversa...

A Fiumicino tutto scorre tranquillo (al giorno d'oggi i 15enni dell'alta borghesia non sono certo al primo viaggio in aereo) ed io riesco eroicamente anche a comprarmi quelle che chiamo le "cuffie da bambino ricco" (queste qua) - eroicamente, perche' l'impresa richiede una corsa tra un terminal e l'altro nonche' la dimostrazione che i controlli di sicurezza di Fiumicino permettono di passare impunemente dal gate X al gate Y ma non viceversa.

Compiuta la missione (malgrado una sterminata fila di ebrei ortodossi che ho incontrato al secondo check-in che ho dovuto fare, essendo uscita da una parte da cui chiaramente non si doveva uscire), sull'aereo scopro che la mia richiesta di avere un posto vicino al finestrino ha si' fatto in modo che finissi lontano dai ggiovani ma che capitassi in mezzo ad una quinta elementare (!), anch'essa impegnata in uno scambio linguistico. E così, anziché leggere la biografia di Bush, ho passato il viaggio a spiegare a Roberto e Carlotta che no, l'aereo non avrebbe impiegato due ore a cadere a terra se fossimo precipitati e che, si', eravamo sopra le nuvole. Lovely.


Il volo scorre comunque tranquillo (anche se un bambino ha davvero 'pucciato' i salatini nella Pepsi, giuro) e si arriva sani e salvi. Dopo aver conosciuto il nostro accompagnatore - il cui accento di Manchester turba i piu', veniamo caricati su un pullman (pare inoltre che da qualche anno qui anche i passeggeri debbano avere le cinture di sicurezza, cosa che impedisce il frequente passeggiare dei ggiovani su e giu' per il corridoio) alla volta di Londra. All'ora di pranzo veniamo mollati davanti al sempre interessante Science Museum dove mangiamo e poi lasciamo scorrazzare i ggiovani per un'oretta.

Intorno alle 4 siamo di nuovo sul pullman, alla volta della nostra destinazione finale...

(continua...)
1 aprile 2011
musica
dance to disco - 2

Come si diceva qua, non potevo esimermi dall'andare a Londra e vedere The most incredible thing, il balletto scritto dai Pet Shop Boys. Yeah, un balletto. Figo, comunque. (Appena capisco come ridurle sotto i 200KB, ci sono un paio di foto) - fatto!


18 marzo 2011
musica
dance to disco

In tutto questo, i Pet Shop Boys hanno scritto un balletto. Si chiama The most incredible thing, ed è in scena a Londra questa settimana. Dopo averlo visto ne riparlo, ma per ora basti dire che The grind, per quanto sia ben lontana dal concetto di 'canzone pop' (il tutto è suonato da un orchestra e le parti cantate sono minime) è una delle loro migliori 'canzoni pop'.

E poi di lui s'innamorò perdutamente il suo impresario e dei balletti russi, no?
1 gennaio 2011
musica
2011!

Per quanto si apprezzi la carriera solista di Brandon Flowers (qui e qui, ad esempio), l'ideale sarebbe avere un nuovo disco dei Killers. Beh, pare che a maggio si rivedano per cominciare a lavorare al successore di Day & age! Intanto si può iniziare l'anno con il loro concerto alla Royal Albert Hall di Londra del 2009.

La cosa si presenta come dvd+cd, per cui si ha il disco del concerto e in più il video (sono quasi due ore), inoltre ci sono un paio di dietro le quinte e soprattutto altre esibizioni festivaliere (nel senso di comse come Oxegen, non in quello di Sanremo), con cose come Human e Mr. Brightside che vale sempre la pena di risentire o rivedere.
22 novembre 2010
letteratura
sick to death of labour

Il tempo di cui parlava Morrissey in Irish blood english heart sembra essere (almeno parzialmente, visto che lui ce l'aveva anche coi "tories") arrivato, visto che il decennio laburista è catastroficamente finito nella coalizione tra conservatori e liberaldemocratici di Cameron & co.

E' quindi con una certa curiosità che uno affronta il tomo autobiografico di Tony Blair, A journey; l'ho iniziato il 1° settembre ma l'ho finito solo oggi, perché Blair saprà anche fare un sacco di cose, ma come scrittore è mortalmente noioso.

Il libro tende ad essere autocelebrativo come manco io nei momenti peggiori, è tutto un trionfo di George di qua George di là (Bush, eh), dedica solo un paio di capoversi a Silvio (per ringraziarlo dell'appoggio italiano alle Olimpiadi londinesi del 2012, un po' poco per una "politica estera"),  a tratti è profondamente intimista, talora un po' inquietante ("il bagno è una stanza importante e non potrei vivere in una cultura che non lo rispetti"), ed è tutto dominato da un antagonista che è quasi una nemesis, Gordon Brown.

Le pagine sulla guerra in Iraq sono, va detto, intellettualmente oneste, ma la scena che in assoluto ho preferito è quella in cui Bush scopre che ad un certo punto il Belgio ha avuto la presidenza dell'Unione Europea: "Il Belgio? Vi fate comandare dal Belgio???".
27 luglio 2010
cinema
nace un gran amor
 

Vicki Cristina Barcelona continua la serie 'europea' dei film di Woody Allen che ora ha lasciato Londra per la Spagna. La storia è quella di due amiche americane che trascorrono un'estate in Catalogna, dove restano affascinate da un pittore un filino bohémien e dalla sua ex moglie, Penelope Cruz (premiata con un Oscar per la parte). La cosa migliore del film, non un capolavoro, ahimé, è la fotografia e quell'atmosfera alla Jules et Jim che resta affascinante.

5 maggio 2010
SOCIETA'
cose

A furia di guardare i corrispondenti della Rai da Londra, uno crederebbe che l'Inghilterra dorme.

Pare che la questione Berlusconi-Fini sia tutta questione di note.

In una stagione alquanto moscetta, i Simpsons hanno avuto un colpo di genio, e hanno rifatto Tik tok di Ke$ha (speriamo che il link duri). Su corriere.it pensano che sia 'la prima volta che cambia in vent'anni' (e le puntate di Halloween?) e non sembrano rendersi conto che il tutto è dovuto a una scelta della Fox di dedicare una settimana di programmazione alla musica.

Lettura doverosa: Gus Van Sant ha intervistato Madonna.

Torno sul povero Justin Bieber, per sottolineare un altro problema: per fargli fare la 'star' lo devono aver tolto da scuola quand'aveva quattro anni, e oggi non sa il significato della parola 'tedesco'. Mi viene da piangere.

20 dicembre 2008
blur vs cheremone
E' abbastanza recente la notizia che i Blur si sono rimessi insieme e che a luglio terranno un paio di concerti ad Hyde Park. Visto che i Blur (1991-2003) sono stati la colonna sonora della mia vita, ecco, in ordine cronologico, 12 momenti fondamentali:

UNO: E' l'estate del 1991, sono in Inghilterra per la seconda volta. E' l'anno in cui non mi limito a Londra ma mi spingo fino alla Scozia. I Blur pubblicano il loro primo album (comprato non ricordo dove, credo a Bath), quello che contiene There's no other way. Sono i tempi di Madchester, e i Blur sono uno dei gruppi più promettenti della risposta della capitale ai venti acidi del nord (sì, l'espressione 'venti acidi' è fastidiosa):

DUE: E' il 1993, i Blur pubblicano il loro secondo album, Modern life is rubbish (che compro da Messaggerie Musicali, a via del Corso). Io sono all'università, e una canzone come For tomorrow dice tutto quello che c'è da dire:

TRE: Il loro terzo album (Parklife) esce nel 1994. Per me è un anno un po' confuso. Mi ricordo però la successione dei singoli: Girls & boys (con annesso remix dei Pet Shop Boys – inoltre io sto studiando tedesco, quindi mi compiaccio quando capisco 'du bist sehr schon') e la loro esibizione a Un disco per l'estate, To the end (capolavoro assoluto – singolo comprato da Disfunzioni musicali), Parklife (la canzone ufficiale del 'britpop') e la meravigliosa End of a century:

QUATTRO: Concerto dei Blur al Palladium! Estasi! Estasi!

CINQUE: Estate del 1995; sono di nuovo a Londra, quando Blur e Oasis si sfidano, pubblicando un singolo lo stesso giorno. Gli Oasis scelgono Roll with it (il loro brano più debole fino a quel momento), i Blur Country house (allora salutata come eponimo dello zeitgeist, ora un po' pacchiana) ed entrano al #1 della classifica inglese:

SEI: L'album è The great escape. Dentro c'è The universal, che è così bella che fa piangere (e il video omaggia Arancia meccanica):

SETTE: I Blur fanno un concerto in Italia, solo che è a Firenze. Trascino un amico fin lì. Ri-estasi! Ri-estasi!

OTTO: E' il 1997, tempo di dottorati in giro per l'Italia. Compro il loro quinto album (l'eponimo Blur) a Torino, mi pare. Dentro c'è Song 2:

NOVE: Primavera del 1999; compro Tender (ricordo chiaramente di averla ascoltata la prima volta mentre aspettavo m. sotto l'università, ai tempi del lettore cd portatile); l'album si chiama 13 e contiene No distance left to run, che dice un po' tutto sulla mia vita a quel punto; per me è l'estate di Sarajevo e New York:

DIECI: Esce Best of Blur, che compro via internet su Zivago (loro si sbagliano, e non mi mandano l'edizione su due cd ma quella singola, che viene regalata a dimanche, che adora Music is my radar).

UNDICI: Le cose cambiano per tutti; Graham Coxon esce dai Blur, io comincio a lavorare in Svizzera e loro fanno lo strano Think Thank, il cui primo singolo si chiama Out of time. Inizia la guerra in Iraq:

DODICI: Nel frattempo, Damon Albarn ha fatto due dischi coi Gorillaz, io sono andato in Mali e poi c'è andato anche lui, a farci un disco splendido. Poi ha fatto un'opera lirica, in cinese. E' il 2008, Graham e Damon hanno fatto pace. C'è ancora la guerra in Iraq.
14 dicembre 2008
musica
the night sky


Nell'autunno del 2007 alla Brixton Academy di Londra i Keane curarono un concerto per raccogliere fondi a favore dei progetti in Iraq di War Child. Il dvd, sempre a favore di War Child, ospita quindi esibizione di gente poco nota (ma meritevole di attenzione, come Teddy Thompson e Findlay Brown), a fianco di Lily Allen (che canta un incantevole versione di Everybody's changing), degli stessi Keane e dei Pet Shop Boys (con una versione di Integral che paiono Marilyn Manson). Interessante, e non solo per la buona causa.
23 settembre 2008
diari di viaggio
london calling - 2
(comincia qui) La mattina dopo, per quanto qualcuno avesse parlato chiaramente di 'bacon', la colazione in ostello consiste in latte e corn flakes. Non ci tiriamo indietro, ma facciamo colazione anche da Nero, una catena di caffé sub-Starbucks in cui troviamo due camerieri italiani (gli italiani che lavorano a Londra sono tantissimi, becchiamo pure un autista del bus) e cominciamo a spendere soldi, cosa che sarà il leit-motiv della giornata.

La mattinata prevede di andare a Portobello Road, che sarebbe una sorta di Porta Portese londinese (la mia guida dice però di non aspettarsi di fare grandi affari, in quanto i venditori sanno perfettamente il valore della loro mercanzia). La prima cosa che facciamo è prendere un po' di fish and chips tanto per dare senso alla giornata (i più, stranamente, non avevano apprezzato la mia barretta Aero alla menta, sebbene fosse 'verde' e quindi, automaticamente, 'sana') e poi iniziamo la 'vasca' per Portobello Road, questo dopo che mi sono pulito dalla maionese che un padre di famiglia dirigente ENI mi aveva rovesciato in testa, ricordo. Stranamente, nessuno di noi viene scippato (anche perché all'inizio della strada due poliziotti distribuiscono depliant che invitano a stare attenti – proprio come a Porta Portese) e le uniche cose che compriamo sono, nell'ordine, un boa verde fluorescente, una collanina di perline ed una maglietta di tre taglie più piccola, di colore azzurro elettrico, se esiste. Lo scopo della cosa sarà evidente da quanto accadrò il giorno successivo a Piccadilly Circus.

Terminato il giro, finiamo dalle parti di Ladbroke Grove a bere birra in un pub e a mangiare strani panini – è qui che il cardiologo padre di famiglia ci espone la sua dieta che elimina totalmente i carboidrati , al punto da farsi dare il ripieno di un papino su un piattino a parte. Ah, beve solo Coca-Cola Zero, cosa che io leggo come un trionfo personale. Forse non tutti sanno che Londra è stata scelta come meta per un motivo ben preciso e quello che ne è più ignaro è, ovviamente, the bachelor, che viene così caricato su un autobus per Euston Station e poi su un treno alla volta di Milton Keynes, dove ci aspetta una cosa chiamata AirKix, su cui non dirò nulla, se non che le voci che affermano che non riuscissi manco a sollevarmi di 5 centimetri e che sembrassi un pesce in una boccia sono false e tendenziose.

Provati dalla 'esperienza', torniamo a londra dove il chirurgo londinese ci porta a cena in un posto dove si mangia 'bene' e si spende 'poco'. Dopo aver lasciato lì circa 700 sterline (ripeto: 700 sterline), non so quanto 'bene' sia avverbio appropriato. Dopo cena, qualcuno vuole vedere il 'centro' e qualcuno pensa bene che il centro sia SoHo, così finiamo in un marasma di cocainomani (uno sniffava dietro un albero, giuro), fanciulle discinte (due si sono picchiate per strada) e generale decadenza occidentale. Si passa per Trafalgar Square e si torna in ostello alle QUATTRO, dopo un terrificante viaggio su un bus notturno che pareva il 913 dell'ora di punta. La mattina dopo bisogna lascia l'ostello entro le 10... (continua qui)
22 settembre 2008
diari di viaggio
london calling - 1
Le ultime ricorrenze hanno visto un celibe perso in Scozia ed un altro quasi annegato, per cui, quando m. ha annunciato l'imminente matrimonio (che ha anche un sito ufficiale), la prima cosa che ha fatto è stata rinnovare l'assicurazione sulla vita.

Fatto sta che, dopo aver ottenuto un permesso da scuola promettendo di fare supplenze nella classi più terribili da qui al 2015, venerdì mattina siamo andati sotto casa del bachelor (esiste una 'polemica' per la quale in inglese di direbbe in altro modo ma qui leggo diversamente) che è stato bendato ed imbacuccato alla volta di una destinazione a lui ignota.

A Ciampino, mentro io stavo in fila per via di una 'incomprensione' con il concetto di 'check-in on line' della Ryanair, il bachelor è stato impacchettato da un addetto ai bagagli, fermato dai carabinieri e rilasciato su cauzione, per poi imbarcarci tutti e undici alla volta di Londra (!).

Il volo si è svolto regolarmente, malgrado, contrariamente a quanto annunciato, sotto i sedili NON ci fossero giubbotti salvagente (ma incontrando il mare solo sulla manica, il rischio di ammaraggio era trascurabile) e da Stansted siamo arrivati regolarmente a Liverpool street.

Qualcuno aveva prenotato in un ostello (!) e quindi, tornati a essere diciottenni in InterRail da professionisti trentenni che dovremmo essere, siamo finiti a dormire in camerate da otto con persone sconosciute e talora 'interessanti'.

La sera siamo andati a cena da un amico trasferitosi a Londra per lavoro e abbiamo mangiato un po' tanto (e bevuto, per quanto la mia posa da 'astemio' stia iniziando a perdere punti). Il che non è stato sanissimo, visto quello che ci aspettava il giorno dopo... (continua qui)
17 settembre 2007
letteratura
de nobis est fabula


A Londra anni fa andai da Borders per la presentazione di un libro di David Leavitt (Arkansas, mi pare) e durante la discussione un ggiovane scrittore (forse era P P Hartnett, ma potrei sbagliare) disse che la letteratura è, essenzialmente, il re-telling of the story, cioè raccontare sempre la stessa storia.

Questo credo sia il senso ultimo della ‘letteratura comparata’ insegnata da Piero Boitani nella sua Prima lezione sulla letteratura, attraverso quattro densi capitoli (su temi leggeri tipo ‘morire’, ‘stupire’, ‘compatire’ e ‘rinascere’, con particolare attenzione per Chaucer e Odisseo, sue pet obsessions)

Una cosa che allarga gli orizzonti, direi, ma non sempre facile (‘purezza para-omerica, alba pre-rilkiana’?) e che riesce meglio se uno ha letto i libri citati (motivo per cui toccherà riprendere in mano un, chessò, Boncompagno da Signa).
15 luglio 2007
musica
shirley bassey - climb ev'ry mountain (1961)
Chi è questa: Meravigliosa cantante gallese, nata nel 1937, ha inciso il brano portante della colonna sonora di un paio di film di James Bond, come Goldfinger e Diamonds are forever (anche quello del film con Roger Moore nello spazio, ma nessuno lo ricorda – ci sarà una ragione). Nel 1999 è stata nominata dalla regina ‘dama dell’impero britannico’ o qualcosa del genere. A 70 anni compiuti, non ha ancora intenzione di fermarsi, ha recentemente pubblicato un nuovo album e qui canta Get the party started di Pink.

La musica: Climb ev’ry mountain viene dal musical del 1959 di Rodgers e Hammerstein The sound of music, noto in Italia come Tutti insieme appassionatamente (il film con Julie Andrews è del 1965). Nel film, il brano è cantato dalla madre badessa quando spiega a Maria che la cosa più importante è seguire i propri sogni. Essendo un musical, la canzone è, ipso facto, un filino camp e richiede una notevole estensione vocale per essere eseguita. Attenzione: contiene orchestra.

Le parole: Scala ogni montagna / Cerca da una parte e dall’altra / Segui ogni via, ogni sentiero che conosci / Scala ogni montagna, guada ogni fiume / Segui  ogni arcobaleno finché trovi il tuo sogno / Un sogno che avrà bisogno di tutto l’amore che potrai dare / Ogni giorno della tua vita, fino a quando vivrai / Scala ogni montagna, guada ogni fiume / Segui  ogni arcobaleno finché trovi il tuo sogno / Un sogno che avrà bisogno di tutto l’amore che potrai dare / Ogni giorno della tua vita, fino a quando vivrai / Scala ogni montagna, guada ogni fiume / Segui ogni arcobaleno finché trovi il tuo... sogno! (cantato ‘dreeeeeeeeeeeeeeeam’). Non scrivono più cose così.

Cheremone’s corner: Non ricordo bene quando, ma un certo punto stavo a Londra e finii in un cinema (questo qua) in cui organizzavano una serata interamente dedicata al film. Nella ‘cosa’ (cercherò di descriverla ma sarà tosta), una drag queen faceva da presentatrice, vestita con una tenda verde (citazione dal film, quando Maria cuce dei vestiti da gioco per i bambini) e anche un sacco di gente del pubblico era vestita come i personaggi del film (suore con i baffi e cose del genere). Il film stesso era sottotitolato tipo karaoke e tutti dovevano cantare e fare determinate cose nei vari momenti della storia (tipo fare la ‘ola’ ogni volta che si inquadrava una montagna o stappare una bottiglia di champagne quando Maria e il colonnello si baciano). E’ stata la serata più surreale della mia vita (qui il sito!). Da quel momento, era ovvio che The sound of music diventasse un mio imprescindibile punto di riferimento nel compiere le scelte della mia vita.

Pregnanza socio-culturale: The sound of music è, semplicemente, il più importante film mai girato. Pare che un intero episodio di Will & Grace sia dedicato ad esso, consacrando il fatto che ci sia qualcosa di intrinecamente gay nell’opera, probabilmente perché Maria cerca di essere se stessa o qualcosa del genere. Il che vale per tutti.

La si trova qui: c’è un’antologia che la contiene; la colonna sonora del musical dovrebbe essere regalata dallo stato ad ogni cittadino appena nasce.

Nel video qua sotto a cantare non è Shirley Bassey, ma la madre badessa:

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