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30 dicembre 2010
musica
cheremone's 2010 top 40 - 4
(qui le posizioni 40-37, 36-30 e 29-23)

22 / Alexandra Burke; The silence. Lo so che c'è qualcosa di profondamente sbagliato in X-Factor e in Alexandra Burke (qui ampia discussione), ma questa canzone, per quanto rispetti uno per uno tutti gli immaginabili clichés, resta, uhm, bella.

21 / Drake; Find your love. Drake è una sorta di melting pot vivente (il padre è di Memphis, la madre è un'ebrea canadese); il suo primo album si chiama Thank me later e questo è il suo secondo singolo:

20 / Duck Sauce; Barbra Streisand. Prendete quella che è essenzialmente Gotta go home dei Boney M, ci ripetete sopra il nome di un'attrice e, miracolo, funziona.

19 / Mika; We are young. La collaborazione tra Mika e RedOne (il produttore di Lady Gaga), per quanto legata ad un inverosimile film, ha i suoi momenti significativi.

18 / Robbie Williams & Gary Barlow; Shame. Il termine corretto pare sia 'bromance', 

17 / Kylie Minogue; All the lovers. I posteri ricorderanno come vetta irraggiungibile della sua carriera il momento in cui l'ha cantata con gli Scissor Sisters, in versione country:

16 / Inna
; Hot. Il titolo dice tutto.

15 / Take That; The flood. Sembrava improbabile, ma il 2010 è stato l'anno dei TT (qui la loro carriera, in 12 tappe). Qua sotto, un'esibizione con ballerini semi-nudi che, c'ho messo un po' a capirlo, rappresentano la copertina dell'album:

(continua...)
23 settembre 2010
musica
rollin'

Come si diceva qui, l'anno scorso è uscita l'edizione 'definitiva' dell'album di debutto degli Stone Roses.

Ci sono pochi dischi che rappresentano perfettamente il momento storico in cui sono usciti (mi viene in mente Nevermind dei Nirvana, o i primi due dischi degli Oasis o Actually dei Pet Shop Boys o Movement dei New Order, tutti tra l'altro con copertine ugualmente iconiche) e questo è uno di questi, dalla prima all'ultima nota.

In questa nuova edizione, trovano posto il 12" di Fools Gold, una quindicina di demo, sei video ed un concerto a Blackpool, in cui suonano più o meno tutto l'album (non è che avessero molto materiale all'epoca).

Che dopo il debutto fecero poco e male, non conta. The stone roses è un disco perfetto. Da riscoprire, se non lo sapessi già a memoria da vent'anni.
29 maggio 2010
musica
nothing left

I grandi gruppi, spesso, mettono le loro cose più belle come oscuri lati b. Questo è quello che ho scoperto sentendo, ventuno anni fa, il lato b di Lovesong, il secondo singolo da Disintegration dei Cure. Si chiamava 2 late, ed è una piccola cosa che dura solo 2:41 minuti e che è perfetta dall'inizio (so I'll wait for you where I always wait) alla fine (always too late). Disintegration, è, credo, l'album più importante della mia vita e i Cure ne sono stati spesso la colonna sonora (ne ho parlato, ad esempio, qui o qui). Riprendendo la ri-edizione dei loro album (che si era fermata a Kiss me kiss me kiss me), è appena arrivato anche l'album del 1989, Disintegration, appunto (cui hanno dedicato pure un sito apposito). Sull'album di per sé non so cosa dire, se non che è di una bellezza stravolgente e che rimane il picco artistico dei Cure, che mai hanno fatto un disco così coerente. Quanto alle singole canzoni, Lullaby e Lovesong saranno note ai più, Pictures of you mi fa piangere ogni volta che la sento e l'iniziale Plainsong ti porta altrove. In più, nella riedizione attuale, si trova una versione ampliata di Entreat (album uscito nel 1990 solo in Francia, poi edito anche altrove, che allora riportava le versioni dal vivo di 2/3 di Disintegration e che ora è completo) ed un cd di rarità, fatte di demo e simili. Poi le cose sono un po' complicate, perché pare che se si acquista il disco in formato digitale, le rarità del secondo disco sono altre rispetto a quelle del cd fisico.

E tra queste trova posto un bootleg di Faith registrato al Palaeur di Roma il 4 giugno del 1989, che Robert Smith dedica 'a tutti quelli che sono morti oggi in Cina'. Era il giorno del massacro di piazza Tienanmen, e io stavo lì, sotto il palco. Finiva, banalmente, la mia infanzia e le parole di una vecchia canzone di sette anni prima quella sera erano particolarmente importanti:

I went away alone / With nothing left / But faith

Credo di aver detto tutto il possibile sul perché i Cure occupino un posto speciale tra le cose del mondo.

19 febbraio 2010
musica
blurend

Il mio post definitivo sui Blur resta questo, intanto è uscito in dvd il documentario che raccoglie la loro storia e il materiale registrato nei due concerti dello scorso luglio:

E' bene che sia finita così, mica come gli Oasis.


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18 febbraio 2010
musica
is this a riot or are you just pleased to see me?


Il concerto londinese del tour dei Pet Shop Boys (moi, j'etais a Paris!) è arrivato in dvd, con allegato cd e svariati extra (video, commento, My girl dei Madness e It doesn't often snow at christmas). Il termine sarà abusato, ma resta un'esperienza mesmerizzante:


31 dicembre 2009
musica
cheremone's 2009 top 40 - 5

(qui le posizioni 40-31, 30-24, 23-19, e 18-11)

10 / Rihanna; Russian roulette: annus horribilis, visto come è andata a finire con Chris Brown. In compenso, Rated R è un album coraggioso e questo primo singolo non è quello che uno si aspettava.

9 / Jay-Z; Young forever. Serve ricordare che il ritornello viene da Forever young degli Alphaville?


8 / James Morrison; Broken strings. Qui dicevo “gradevole, nulla di più”, poi questa Broken strings mi è entrata totalmente nella testa e per rimuoverla è servita una lobotomia. Ah, qua sotto la canta con le Girls Aloud:

7 / Ke$ha: Tik tok. Considerato che era sua la voce nella raggelante Right round di Flo Rida (canzone che parla chiaramente di fellatio), uno poteva aspettarsi che Ke$ha sparisse nel nulla. Ora rischia di diventare un clone di Lady GaGa, ma per il momento...

6 / Lily Allen; Fuck you. Questa è la bella storia di una canzone di Lily Allen un po' troppo volgare per essere pubblicata come singolo (tranne che in Francia!) che è diventata col tempo un inno contro l'omofobia e il razzismo e varia gente ha cominciato a farla propria, con dei video amatoriali che dovrebbero proiettare nelle scuole, tipo questo:

(continua)

1 agosto 2009
musica
coming up
Antony And The Johnsons; Crazy in love: sì, è la canzone di Beyoncé. Assolutamente fantastico:

Tinchy Stryder featuring Amelle Berrabah; Never leave you: al suo terzo singolo 'mainstream', il fanciullo non ne sbaglia una e ora duetta con una delle Sugababes.
16 luglio 2009
diari di viaggio
come le chanteuses a Pigalle
Di ritorno da un paio di giorni a Parigi, le cose degne di nota sono state: volare con Vueling che almeno arriva a Orly   e non dall'altra parte del mondo come Ryanair) , la signora tedesca sul trenino per l'aeroporto che era enormemente interessata a sapere come si pronuncia in italiano il suono 'que' che a lei suona tipo 'kv' (solo a me capitano queste cose), il volo con quasi un'ora di ritardo, con il capitano che (in spagnolo) ha spiegato che Fiumicino è uno degli aeroporti peggiori d'Europa e che d'estate è ancora più infrequentabile, gli Champs Elysées in mezzo ai postumi della parata militare (è il 14 luglio!), il solito giro da Fnac e dal Virgin Megastore, il nuovo film di Woody Allen (Whatever works - trama inverosimile, ma carina), il fatto che alle 10 di sera c'è ancora luce (mi sa che qui hanno tipo 4 ore di ora legale).

E ancora, la tappa obbligatoria alla tomba di Oscar Wilde (Keats and Yeats are on your side, but Wild is on MINE, dicevano gli Smiths) a Père-Lachaise, che ho girato più del solito, finendo in una parte in cui non ero mai stato, dove ci sono i monumenti in ricordo di mezzo partito comunista francese, dei caduti della Comune del 1871 e quelli delle vittime dell'olocausto, la nuova Coca Light, ORA CON ANTIOSSIDANTE, gli Oreo ricoperti di cioccolato bianco, gli inviti a fare movimento e a mangiare sano che in tv sottolineano le pubblicità di junk food, lo shopping da Gap e da Lacoste, litri e litri di Perrier, e i chilometri a piedi.

E poi il concerto dei Pet Shop Boys all'Olympia: la parola chiave è decisamente 'cubi'; per il resto, nous sommes les Pet Shop Boys ed alla terza canzone – Love comes quickly – io ero già emotivamente devastato. 
17 giugno 2009
musica
touring the universe

Come sempre (era la terza volta), un'esperienza mistica.

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13 giugno 2009
musica
the music that's flooding my mind
Ho fatto una ricerchina ed ho appurato che, tra lati b, versioni dal vivo e remix, ho 391 (trecentonovantuno!) canzoni dei Depeche Mode; dovendo farne una cernita per il concerto di martedì, queste solo le 18 canzoni (in ordine alfabetico) dei DM che tutti dovrebbero sentire almeno una volta nella vita:

Behind the wheel è il terzo singolo da Music for the masses; i primi cinque secondi sono semplicemente perfetti e il brano è una delle loro grandi canzoni 'on the road'. Qui il video, girato in Italia.

Blasphemous Rumours, da Some great reward, è il preciso momento in cui i DM si sono dati al misticismo. Il testo è uno di quelli che, quando si hanno 12 anni (!) restano impressi, con l'idea di Dio ed il suo 'perverso senso dell'umorismo'

Enjoy the silence, secondo singolo da Violator, è forse la loro canzone più famosa, e a ragione:

Everything counts è apparsa originariamente in Construction time again, ma la versione definitiva è quella del live 101, con il pubblico che va avanti da solo per tipo dieci minuti. Epica la rima career / Korea.

Halo non è forse tra le loro canzoni più note (non fu un singolo, anche se ebbe un video, quasi felliniano) ma per me resta una delle loro cose più importanti (and when our worlds they fall apart / when the walls come tumbling in / though we may deserve it / it will be worthy, e non dico altro):

In your room viene da Songs of faith and devotion, il disco che mi ha accompagnato nell'estate del 1993 ed il loro album più cupo, quello in cui alla fede ed alla devozione mancava la speranza. Struggente.

It's no good sta su Ultra, quando i DM rimasero in tre. Il video è un po' pacchiano e non l'ho mai capito, ma la canzone è una delle più belle (anche se sembra il diario di uno psicopatico).

Just can't get enough è talmente bella che nemmeno le Saturdays sono riuscite a rovinarla. Fu il loro primo singolo nella top ten inglese, nel 1981 (!)

Master and servant (sempre da Some great reward) è a metà strada fra l'inno al sadomasochismo e la critica al thatcherismo, e proprio qui sta la sua grandezza (anche se da piccolo non la capivo un granché).

Never let me down again da Music for the masses è nella top 5 delle canzoni più importanti di tutti i tempi:

Nothing to fear mi sa che la conosco solo io – è un brano, solo strumentale, tratto da A broken frame del 1982. Non essendoci un testo, uno si immagina le parole, ma non servono, perché la musica è perfetta.

Peace è la canzone che riscatta il recente Sounds of the universe e dimostra che, dopo quasi trent'anni di carriera, i DM hanno parecchio da dire. Qui il video.

Personal Jesus (notoriamente ripresa da uno straordinario Johnny Cash e da un meno ispirato Marilyn Manson)  anticipò di qualche mese l'uscita di Violator (l'album perfetto) e fece sì che i DM non fossero più percepiti come un gruppo 'anni 80':

Precious si avvicina, per perfezione, ad Enjoy the silence e pare il corrispondente musicale de Il dio delle piccole cose...

Route 66 è una vecchia canzone degli anni '40 (l'hanno rifatta pure i Rolling Stones), il cui testo segue, essenzialmente, il percorso della strada attraverso gli Stati Uniti (well it goes to Saint Louis, down to Missouri). A pelle, i DM c'entrano poco, ma la loro versione (soprattutto nel remix dei Beatmasters, che la fonde con Behind the wheel) è qualcosa di indescrivibile.

Shout è una cosa vecchissima (viene dal primo album, Speak & Spell, ed era originariamente il lato b di New life). Non so perché, ma a me pare un capolavoro.

Ogni adolescente vorrebbe un genitore come quello di Cat Stevens in Father and son ed un ragazzo o ragazza come quello di Somebody, e non importanta quanto il testo sia melenso:

E per finire, Useless:
23 maggio 2009
musica
coming up
Coldplay; Leftrightleftrightleft: questa è una cosa carina: pare che chiunque vada ad un concerto dei Coldplay nel 2009 riceverà in regalo un loro album dal vivo. Nel caso che non vogliate aspettare, è scaricabile gratis sul loro sito

Marilyn Manson; The high end of low: c'è voluta l'apparizione di Dita Von Teese alla finale dell'Eurofestival per farmi ricordare che il suo ex marito ha un disco uscita. Vorrà pur dire qualcosa...

14 aprile 2009
musica
qualcosa dentro è morto


Sono pochi i dischi nei quali ogni singolo brano è un piccolo classico ed è immediatamente riconoscibile al primo ascolto. Se non ci si riferisce a Thriller di Michael Jackson, questo disco sarà probabilmente Tapestry di Carole King, uscito originariamente nel 1971 e ora ripubblicato con annesso un cd che raccoglie gli stessi brani dell'album nella sequenza originale (tranne Where you lead), registrati dal vivo (nel '73 e nel '76) col solo accompagnamento del piano, così come furono originariamente concepiti.

Tapestry è un capolavoro e canzoni come I feel the earth move, You make me feel like a natural woman, Will you love me tomorrow, So far away e You've got a friend sono l'equivalente musicale della Pietà di Michelangelo.

Se nella vita dovete possedere un solo disco, fate sì che sia questo. Questa è It's too late:
2 gennaio 2009
cheremone's 2008 top 40 - 1
Forse siamo fuori tempo massimo, ma qui e nei prossimi post ecco la top 40 di cheremone del 2008, dalla 40esima alla 1a posizione...

40 / Flight Of The Conchords; Inner city pressure: si tratta di una serie tv in cui due musicisti neozelandesi tentano di sfondare in America (ne parlavamo qui). In ogni puntata fanno una canzone rimodellata su brani già noti (la loro parodia di David Bowie è spettacolare). Qua sotto, si ispirano a West end girls dei Pet Shop Boys:

39 / The B-52's; Funplex: uno dei più graditi ritorni dell'anno (l'altro è quello di Grace Jones). Qua il video.

38 / Jesse McCartney; Leavin' : non ha forse avuto il successo che si meritava; peccato, perché il tentativo di crescere artisticamente era apprezzabile:

37 / Hercules & Love Affair; Blind: un gioiello di cui parlavamo qua.

36 / KidTonik; Aller plus loin: all'inizio l'idea di questi bambini che facevano techno in francese non mi convinceva, ma ora ne colgo pienamente il genio:

35 / Daniel Merriweather; Change: per quanto rientri nel 2008 solo per tre giorni, sono già innamorato di questa canzone.

34 / Billiam; My generation: non può mancare la boyband fallita:

33 / The Cure; Underneath the stars: il più bel concerto dell'anno.

32 / The Smiths; Half a person: quest'anno è uscita la loro antologia definitiva. E questa canzone è importante ora come più di vent'anni fa:
20 ottobre 2007
musica
coming up
Backstreet Boys; Inconsolable: io li ho difesi fino all’ultimo ma con questa ballatona ora sono ufficialmente insopportabili. BASTA.

Britney Spears; Gimme more: insopportabile anche lei, pur facendo finta di non ricordare quanto accaduto agli MVA di Mtv. Quest’ultimo ‘prodotto’ è apprezzabile sono per l’incipit (It’s Britney, bitch!) e poco più.

Youssou N’Dour feat Neneh Cherry; Wake up (it’s Africa calling): 13 (!) anni fa i due fecero una cosa splendida che si chiamava 7 seconds (qui il video), ora ci riprovano con un nuovo brano (che si può sentire qui), un po’ troppo pieno di trombe. Temo un fiasco epocale, malgrado le buone intenzioni.

Paul Oakenfold; Greatest hits & remixes: triplo (!) cd che raccoglie il meglio di uno dei dj più influenti degli ultimi anni. Ci sono remix a suo tempo pubblicati di gente come i Cure, Justin Timberlake, gli Stone Roses e altri, oltre ad alcuni remix inediti, tra cui, sorpresa sorpresa, un remix di Everything in its right place dei Radiohead.

R. E. M. ; Live: un disco dal vivo è sempre un po’ coraggioso (i dischi live importanti si contano sulle dita di una mano), qui poi non ci sono solo brani stranoti (Losing my religion, Everybody hurts et similia) ma anche parecchie canzoni non frequentatissime (Cuyahoga!) e quello che credo sia un inedito, I’m gonna DJ. Nel frattempo, qui c’è una nuova canzone di studio, Until the day is done, usata dalla CNN per una serie di documentari sull’ambiente.
29 maggio 2007
musica
johnny cash - san quentin (1969)
Chi è questo: tecnicamente, un cantante country; in realtà, il più importante cantautore uscito dagli Stati Uniti d’America e l’unica, vera rock-star. La sua carriera ha attraversato cinquant’anni nei quali ha cantato davvero di tutto, canzoni comiche (A boy named Sue), canzoni drammatiche (Hurt), canzoni che solo lui poteva cantare (The man in black), canzoni di chiesa (We’ll meet again this side of heaven) e, come comprensibile, anche un certo numero di canzoni orrende. Il punto essenziale è che ha sempre cantato di cose vissute in prima persona, dalla droga (Cocaine blues), al carcere (Folsom prison blues) alla fede in Dio (ci sono parecchi suoi album di canzoni religiose, tra cui il recente My mother’s hymns book).

La musica: la canzone è registrata dal vivo nel 1969, quando Johnny Cash tenne un concerto nel carcere californiano di San Quentin, dove aveva cantato già altre volte. La canzone, scritta per l’occasione, è un piccolo classico: batteria di sottofondo, chitarra acustica e la voce, caldissima. Ma quello che conta è il testo e, ancora di più, la reazione dei carcerati.

Le parole: Comincia con ‘San Quentin, per me sei stata un inferno in terra’ e il pubblico subito esplode, dando via ad una semisommossa sedata a corpi di manganello. ‘San Quentin, odio ogni tuo centimetro’. ‘Signor parlamentare, lei non può capire’. ‘San Quentin, credi che sarò diverso, fuori di qui?’. ‘San Quentin, possa tu marcire e bruciare all’inferno, possano le tue mura crollare ed io sopravvivere’. ‘Possa tutto il mondo scordarsi della tua esistenza e sapere che non sei servita a niente’. Al che seguono 1 minuto e 20 secondi di sommossa, con Johnny Cash che chiede alle guardie (‘se mi vogliono ancora parlare’) un bicchier d’acqua. Quando poi, come bis alla fine del concerto, ricanta la canzone, con i carcerati che ancora rumoreggiano, uno capisce il senso di un disco dal ‘vivo’. Dentro questa canzone c’è la vita, in tutta la sua crudezza.

Cheremone’s corner: Come tutta la mia generazione, ho conosciuto Johnny Cash via Rick Rubin, il produttore che, negli anni ’90, lo ha fatto risorgere commercialmente e criticamente con la serie di album American recordings. Dalle cover di Personal Jesus dei Depeche Mode e Hurt dei Nine Inch Nails al suo catalogo, il passo è stato breve. The man in black non è una canzone, è un manifesto di vita e Johnny Cash è un profeta. E la risposta dei carcerati a San Quentin mi mette i brividi ogni volta.

Pregnanza socio-culturale: Non credo servisse un film (Walk the line) per rendergli giustizia. Qualsiasi discorso sugli Stati Uniti deve necessariamente parlare di Johnny Cash, sennò sono vuote parole, à laZucconi. Più amenamente, è sua la voce del coyote che guida Homer in una puntata dei Simpsons.

La si trova qui: in svariate antologie, ma vale la pena procurarsi l’intero album Live at San Quentin, meglio se con annesso dvd.

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