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1 giugno 2011
letteratura
sbraitando contro il socialismo

Tra il 1976 ed il 1984 uscirono delle strisce comiche ispirate a Woody Allen, di cui qui se ne raccolgono le migliori; sono gli anni di Io e Annie, verosimilmente il suo momento più geniale:
1 giugno 2011
letteratura
noli quaerere, noli dicere

C'è una curiosa favoletta di Fedro che ha per protagonista un soldato di Pompeo. Dalla sua andatura (ambulando molliter) e dalla sua voce (fracte loquendo) tutti deducono che sia un cinaedus (un omosessuale passivo) a tal punto che si esclude che sia stato protagonista di un furto, in quanto incapace di un atto così audace e 'virile'. Peccato che poi, sfidato in duello all'ultimo sangue, in poco tempo abbia la meglio sul nemico e salvi l'esercito, al punto che lo stesso Pompeo non può che riconoscerne il valore e, con una battuta, la responsabilità del furto. In tempi di abolizione del Don't ask, don't tell, la storiellina è decisamente attuale, come attesta l'agile edizione curata da Mario Lentano che offre anche interessanti spunti sull'idea romana della mascolinità, fatta, pare, di modi di camminare e di parlare.

E poi c'è anche una grande canzone di Charles Aznavour, Comme il disent (What makes a man a man in inglese, qui cantata da Marc Almond e qui da Liza Minnelli).
1 giugno 2011
letteratura
gcsche?

Se non ho capito male, in Inghilterra la scuola superiore ha due livelli, uno chiamato GCSE (che si fa dai 14 ai 16 anni) e poi gli A Levels (17-18). I fanciulli, sempre se non ho capito male, hanno alcune materie fisse (chessò, inglese e matematica) ed alcune materie che scelgono loro; fra queste vi sono il latino ed il greco.

Sempre preso dalla curiosità di vedere come in altri paesi si studiano le lingue classiche, ho letto quello che credo sia uno dei testi più adottati, Greek to GCSE di John Taylor (no, non il bassista dei Duran Duran).

L'impianto didattico non è basato sul metodo naturale, ma è più affine a quello tradizionale, affrontato però con ritmi moooolto più veloci (imperfetto, futuro sigmatico ed aoristo I e II nella Parte 1 del corso), e molta meno attenzione ai fenomeni fonetici (per non parlare degli accenti, introdotti a metà corso e comunque non approfonditi - si propone anzi la tradizionale pronuncia inglese, per la quale si leggono le parole secondo le regole dell'accentazione latina); ci sono un po' di mostruosità morfologiche (dire che i verbi iniziali in e possono avere l'aumento in eta o in ei senza spiegarne le ragioni un po' mi turba), parecchia attenzione al lessico (che forse può essere la chiave del tutto) ed il punto resta lo stesso: i fanciulli leggerebbero Esopo, Omero (adattato in prosa) ed un po' di vicende di Alessandro Magno in pochi mesi, che è molto più di quanto si riesca a fare nella nostra scuola...
23 maggio 2011
vita scolastica
e neanche qui il duale!

La seconda edizione dell'originale inglese di Athenaze è, paradossalmente, più vicina alla programmazione nostrana della sua versione in italiano, visto che ad esempio propone prima il futuro dell'aoristo. Per il resto, rimangono le perplessità, ma l'impianto a me intriga comunque...

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permalink | inviato da cheremone il 23/5/2011 alle 19:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 maggio 2011
vita scolastica
manco un duale che sia uno!

Una delle infinite tragedie dell'essere precari è che ogni anno ci si trova davanti, oltre ad alunni che non si conoscono, libri di testo scelti da altri (e grazie all'illuminato ministro, con una legge completamente priva di senso) non modificabili per sei (6!) anni.

Quest'anno, però, si ha ancora la possibilità di effettuare nuove adozioni, per cui mi piace dedicarci un po' di tempo, anche perché, dovendo pensare alle classi di un nuovo primo anno, i libri scelti avranno particolarmente importanza, andando ad impostare lo studio del latino e del greco del percorso dei nuovi ggiovani.

E così ero tentato dal proporre Athénaze, la versione italiana dell'originale corso di greco della Oxford, quello che, con un impianto metodologico "naturale", dovrebbe portare in un paio d'anni i fanciulli a leggere ad apertura di libro (!) Senofonte, Tucidide e persino Platone.

Come per l'analogo corso di latino, tantissimi sono i dubbi su questa impostazione (rimando all'articolo di Luigi Miraglia, che in Italia è il più acceso sostenitore del metodo) ma una volta mi piacerebbe provare, no?

Poi una pensa che il nuovo quarto ginnasio non lo avrò io, e che un metodo nuovo richiede necessariamente un insegnante ad esso motivato e che non è giusto che il precario dell'anno nuovo subisca una scelta così radicale, per cui alla fine adotterò il solito libro di grammatica ed il solito volume di esercizi, quello che comincia con pagine sulle regole dell'accento e sulle enclitiche e le proclitiche, sperando magari di capitare in una scuola in cui qualcuno è stato più coraggioso di me.

Anzi, visti i tempi che corrono, sperando di capitare in una scuola e basta.
30 aprile 2011
letteratura
salviano di marsiglia!

Tra le varie follie di De Mattei, ho trovato particolarmente divertente la fiducia da lui attribuita alle farneticazioni di uno come Salviano di Marsiglia che, manco fosse Gibbon, attribuisce la caduta di Roma alla crisi dei costumi ed alla conseguenza punizione divina. Il tema - delle caduta di Roma, non quello del dio "cattivo e noioso preso andando a dottrina", eh - ritorna in una Storia dell'età tardoantica della sempre benemerita Averil Cameron che però non corrisponde molto al titolo, in quanto è, essenzialmente, una biografia ragionata sul tema ed una presentazione dei campi di ricerca ancora aperti su un periodo oggettivamente intrigante. Ha scritto di meglio, direi. 
30 aprile 2011
letteratura
25 lettori

Ogni santo anno mi riprometto di arrivare a fare bene il "romanzo greco" (che adoro) e ogni santo anno mi ritrovo con poco tempo e ne parlo al massimo una mezz'oretta. Per consolarmi delle mie incapacità programmatorie (e del troppo tempo dedicato, chessò, a Callimaco), ho letto il non facilissimo Foucault's virginity di Simon Goldhill, che, muovendo alcune critiche al filosofo francese (sacrilegio!), parla del tema della verginità nel buon Longo Sofista, del confronto tra l'amore per i fanciulli e quello per le donne in Achille Tazio e dell'esaltazione del matrimonio eterosessuale nell'Amatorius di Plutarco, nonché di un sacco di altre cose che conoscevo poco (come gli Amori pseudo-lucianei). Il libro trasuda dottrina, non è proprio una lettura semplice ma merita attenzione. Lo farei leggere a Giovanardi, comunque.
24 aprile 2011
letteratura
una faccia, una razza

A trent'anni dalla sua prima edizione, torna in libreria L'ambiguo malanno, il primo lavoro di Eva Cantarella dedicato al suo tema preferito, la condizione femminile nel mondo antico, greco e romano. Avendo letto i suoi lavori successivi ed avendo ampliato le mie letture in materia, è ovvio che questo primo testo non risulta così importante come fu a suo tempo, ma resta un ottimo lavoro divulgativo per chi non conosce il tema o vuole saperne qualcosa di più.
23 aprile 2011
letteratura
vietato ai minori

Da piccolo, appena iscritto all'università, andai un paio di volte al corso di greco elementare (tenuto da Segoloni, che già allora parlava continuamente dei Banchettanti di Aristofane), con la scusa di ripassare qualcosa, anche perché le lezioni 'vere' sarebbero iniziate a novembre.

Il corso era davvero elementare, per cui lo abbandonai subito, ma da allora mi interrogo sulla difficoltà di insegnare greco ex novo a studenti che non hanno fatto il classico e che magari non sanno neanche il latino (non che tutti quelli che hanno fatto il classico lo sappiano, eh), come d'altronde mi interrogo sempre sulla efficacia dello studio ginnasiale, in cui i fanciulli sono assaliti da 'mosche', 'muse', 'discepoli' e 'regioni' e dopo cinque anni sono solitamente in difficoltà a tradurre in 4 ore una quindicina di righe di Platone o di Plutarco.

Tornando al "greco per adulti" (non nel senso di leggere Eroda o le Lettere di cortigiane di Alcifrone), all'epoca l'editoria universitaria non si era data da fare, mentre questo di Michelazzo è già il secondo libro per questo target in cui m'imbatto (temo sia dovuto al fatto che la scuola è piena di ex maestre elementari che si sono abilitate con una ventina di ore di greco alle spalle), dopo quello di Aloni.

Io resto sempre un po' perplesso, perché l'impianto del libro resta secondo me eccessivamente complesso e comunque richiede un gigantesco lavoro di mediazione da parte del docente, malgrado qui vi siano alcuni spunti di buon senso (come l'anticipazione degli aoristi rispetto al futuro), sommersi comunque in pagine e pagine sull'uso dell'articolo...
22 aprile 2011
letteratura
amata nobis quantum amabitur nulla

Nel mondo classico, le storie di donne sono per forza storie di uomini. Se poi gli uomini in questione sono Cicerone e Catullo e la donna è Clodia/Lesbia, la storia è davvero interessante.

A Clodia, dunque, sorella del tribuno della plebe Plubio Clodio, la terribile "Medea del Palatino" di cui parla Cicerone nella Pro Caelio, la puella tanto amata da Catullo (come dice Apuleio, e come lo stesso Catullo semba confermare nel carmen 79) è dedicata questa biografia che cerca di ricostruirne la storia, giungendo, ahimé, alla conclusione che Clodia è per noi solo quanto gli uomini hanno fatto sì che fosse. Un peccato, ma non per colpa dell'autrice del libro, che resta interessante.
19 aprile 2011
letteratura
our frank

"Sarà la storia a giudicarmi" è spesso una frase fatta, buona a giustificare le peggiori nefandezze; qualche volta, però, potrebbe essere vera e sincera.

Decision points (se ne parlava qua, al momento della sua uscita) è, più che l'autobiografia di George W. Bush, la sua riflessione sui momenti più importanti dei suoi due mandati. Scritta facile facile (non si smentisce mai ;-)!), passa in rassegna, con candore, gli avvenimenti del decennio trascorso, col meritato compiacimento per i risultati raggiunti (e sarebbe il caso di riconoscergli i dovuti meriti nella lotta all'AIDS ed alla malaria in Africa, no?), anche su temi discussi (la questione dei finanziamenti statali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali). In alcuni casi ammette serenamente gli errori (Kathrina), in altri resta convinto di quanto deciso (l'Iraq), e forse su questo sarà davvero la storia a giudicarlo.
17 aprile 2011
letteratura
un'evitabile teoantropologia

Per quanto difficile, il lavoro sulle epistole paoline riusciva nel suo obiettivo, mentre il più recente L'uomo Gesù (in parte perché, a differenza del corpus paolino, i Vangeli canonici non sono sempre coerenti fra di loro) risulta un po' più ostico e meno convincente. Il tentativo (la ricostruzione della vicenda gesuana come, uhm, "soggetto culturale") finisce col risultare confuso e ripetitivo ed anche un po' disattento sul piano filologico. Non la lettura ideale per la Settimana Santa, direi. 
20 marzo 2011
letteratura
massimo quattro colonne

La letteratura latina è piena di dibattiti sulla crisi dell'oratoria (il Dialogus tacitiano, il buon Quintiliano, Petronio, l'onnisciente Seneca) e di oratori si parla spesso (Cicerone, ovviamente, ma anche l'Apologia di Apuleio, restando al mondo romano) ma si ha sempre a che fare o con mostri sacri o con testi rielaborati per la pubblicazione (è il caso del momento più alto di Cicerone, la Pro Milone) e l'oratoria perde un po' il sapore della vita vissuta.

Paradossalmente, sembra pensare Mario Lentano, proprio la scuola di retorica che è spesso criticata dalle fonti (scholae discimus, non vitae, lamentava Seneca) in quanto lontana anni luce dalla realtà, con le sue situazioni paradossali, le sue leggi inventate ad hoc (pare si parli addirittura di un "diritto parallelo" su cui si esercitavano i futuri avvocati, cosa che sembra un po' controproducente) al punto che, terminata la scuola, il buon avvocato si sentiva perso nel foro, non avendo a che fare con pirati o principesse rapite, dà uno spaccato sincero della mentalità romana.

Infatti, a leggere la (purtroppo) breve antologia di declamationes che Lentano ha curato (Compiti in classe a Roma antica) si scopre che dietro casi inverosimili si fanno spazio per la prima volta voci solitamente trascurate, come quella delle mogli che accusano i mariti o dei figli che denunciano i padri.

E' inoltre divertente immaginare che, al posto di temi come La "condizione femminile" nella narrativa italiana degli ultimi cento anni. Il candidato ne tratti, sulla scorta delle proprie letture (una traccia della maturità di vent'anni fa, che pare una tesi di laurea e che avrà perplesso i più sul significato di "scorta")
, i ggiovani romani dovessero, chessò, impostare la difesa di una donna che, avendo partorito un figlio di colore, viene accusata di adulterio...
17 marzo 2011
musica
... and justice for all

Per fare un po' d'ordine tra concezioni filosofiche della giustizia (Themis, Dike e quant'altro) e quotidianità del diritto greco c'è La giustizia nella antica Grecia di Cinzia Bearzot, che è davvero un buon punto di partenza per muoversi nel complesso ambito del diritto greco. Non c'è nulla di sconvolgentemente nuovo per chi ne sa già qualcosa (anche se il capitoletto sul diritto ellenistico meriterebbe un approfondimento) e poteva forse servire una maggiore contestualizzazione storica, ma non ci si può lamentare.
7 marzo 2011
letteratura
persistenza

A scuola, di Seneca tocca sempre fare la lettera sugli schiavi (ne parlavo qua) e qualcosa sul tempo (un po' di lettere o il De brevitate vitae), per cui ho letto Il senso e il non senso del tempo in Seneca di Valeria Viparelli, col risultato di farmi venire il mal di testa. Considerato che, a proposito di tempi perduti, Proust è ben altro, qui uno si perde in riflessioni sparse, piuttosto disordinate e volutamente involute. Si fa prima a leggere direttamente Seneca, che è comunque un po' più vivace.
4 marzo 2011
l'anaptissi!

D'accordo sulle "frasette insulse del ginnasio", ma questo La lingua dei greci a cura di Antonio Aloni, che si presenta come 'corso propedeutico' per lo studio del greco a livello universitario scritto per chi non ha fatto greco al liceo, secondo me fa venire gli incubi agli studenti, a meno che non abbiano un docente bravissimo e vadano sempre a lezione. E' certamente una buona grammatica, con intriganti spunti di carattere storico (finalmente ho scoperto perché gli aoristi sono deboli o forti - c'entrano i tedeschi nell'800, pare) ma proprio non capisco come un neofita possa affrontare una cosa del genere. Si parla poi di 'supplementi on line', che al momento (ma siamo già alla quinta ristampa)si limitano a delle note di carattere linguistico e non ai brani d'autore che si ripromettono nell'introduzione. Un'occasione persa, direi.
28 febbraio 2011
letteratura
pensieri de' tiranni

Per la serie "la fantasia al potere", Sei studi su Tacito di Claudio Buongiovanni raccoglie sei studi su Tacito di Claudio Buongiovanni. Per quanto insomma il titolo non sia dei più accattivanti, il lavoro, frutto di grande acume filologico, spazia da ricerche sull'uso di alcuni termini chiave della riflessione tacitiana (come facinus e dominatio), anche con riferimento ad altri storici ed ai corrispondenti greci, alla fortuna di Tacito tra '400 e '500, con belle pagine su Machiavelli e Guicciardini. Lettura impegnativa, comunque.
26 febbraio 2011
letteratura
templa serena, at last

Per gli studenti liceali l'epicureismo è la più facile delle filosofie antiche, perché didatticamente riducibile a formulette (come il famoso tetrafarmaco: non bisogna temere gli dèi, la morte non è un male, il piacere è facile da raggiungere, il dolore è facilmente sopportabile - ed era pure la mia versone di maturità!).

Una lettura attenta (e difficile) del De rerum natura di Lucrezio, se non limitata ai soliti brani (inni a Venere, pesti di Atene, elogi superomistici di Epicuro), svelerebbe che sotto c'è mooolto di più. E questo vale anche se si affronta l'Epistola ad Erodoto dello stesso Epicuro, ora pubblicata con nuovo, densissimo, commento; perché prima di arrivare alle consegueze etiche dell'epicureismo, c'è da passare per la canonica, la fisiologia, la psicologia e la cosmologia ed il sentiero, per quanto il buon Epicuro prometta di scrivere anche per i neofiti, non è privo di ostacoli. E così ci si immerge nel meraviglioso mondo degli atomi, del vuoto, degli infiniti mondi possibili, con 2.300 anni di anticipo rispetto ad onde e particelle. E questo solo con la forza del pensiero e dell'immaginazione.

Un monumento alle capacità umane.
24 febbraio 2011
letteratura
'autore' è un concetto vago

Ho scoperto che l'anno scorso è morto Kenneth J. Dover, uno dei giganti della filologia britannica. Da piccolo avevo letto il suo Greek homosexuality, un testo che, per quanto oggi piuttosto datato, resta una pietra miliare sull'argomento (e mi compiaccio di averne una copia autografata, quando venne a fare un seminario all'Università). Tra i suoi altri lavori spicca anche questo Lysias and the corpus lysiacum (una delle cose più filologiche mai scritte) in cui demolisce tutti i tentativi di  sicura attribuzione delle singole orazioni (tranne il Contro Eratostene, ovviamente) arrivateci sotto il nome di Lisia giungendo alla conclusione che i complessi rapporti tra 'cliente' e 'logografo', la labilità del concetto stesso di 'pubblicazione' ed i millenni che ci separano dal corpus impediscono di poter parlare con certezza di un 'autore', manco fosse Omero. Azzardato, ed intrigante.
19 febbraio 2011
letteratura
archeovoiyeurismo

Looking at lovemaking di John R. Clarke muove da una giusta osservazione: i testi antichi (latini, ma il discoso vale anche per i Greci) che parlano di sesso sono scritti da maschi dell'élite per maschi dell'élite, sia che si tratti di pesanti reprimende senecane sia che si tratti dei più espliciti Marziale o Catullo. Sono insomma testi cui le donne, gli schiavi, i cittadini 'normali' non avevamo semplicemente accesso.

Ben altra è la questione delle rappresentazioni del sesso, presenti su vasi, coppe o soprattutto affreschi in luoghi privati (le case) e pubblici (i bordelli, particolarmente abbordabili, visto che la prestazione 'base' costava quanto un bicchiere di vino) ed è allo sguardo del romano medio sul sesso che il libro è dedicato. Si va dall'età di Augusto al III secolo dC e si parla (con buone illustrazioni, anche a colori) della coppa Warren, di Pompei, di Ostia e altri Realien meno noti.

Non è che alla fine della lettura si abbia una risposta netta sul modo romano di vivere il sesso, ma certamente ci sono spunti interessanti, anche perché pare che i Romani pensassero al sesso più ridendo che altro.
7 febbraio 2011
letteratura
ideologie del classicismo

Dove sospettare dalla quarta di copertina ("una rassegna critica dei principali paradigmi interpretativi che la storiografia moderna è venuta elaborando sulla repubblica romana") che questo La repubblica romana di Mario Pani non fosse una storia di Roma vista attraverso la lente del diritto romano, ma una sorta di 'bibliografia commentata' che non si capisce bene a chi sia rivolta, visto che risulta astrusa per il neofita e verosimilmente scontata per lo specialista. Ciò non toglie che vi siano parti interessanti (l'epilogo, dedicato all'eredità del sistema repubblicano, è molto intrigante) ma la lettura resta un po' faticosa ed impegnativa, per quanto non sia un 'volumone'. La mia ricerca del libro perfetto per capirci qualcosa di diritto romano continua...
1 febbraio 2011
letteratura
dogs unleashed

Obama's Wars è il primo libro di Bob Woodward dedicato a Barack Obama, dopo i libri sui Clinton e su Bush.

Dalle varie anticipazioni si capiva che sarebbe stato interessante vedere Karzai come un farmaco-dipendente (non serviva WikiLeaks, a rigore), Hillary Clinton non sempre molto coinvolta ("Mr. President, the dilemma you face") e McCrysthal inaffidabile ben prima dell'intervista a Rolling Stones, ed effettivamente il libro mantiene le promesse. Non è comunque il lavoro di Woodward meglio riusciuto, ma forse solo perché la guerra non mi appassiona quanto la politica.
31 gennaio 2011
letteratura
rivoluzioni antropologiche

La lettura de Il corpo e la società di Peter Brown ha un qualcosa di vertiginoso. E' una lettura che non scorre facile (e non solo perché è scritto piccolo piccolo o perché supera le 400 pagine), attraverso un percorso che si snoda da Paolo ad Agostino, un'intensa riflessione sul corpo e l'astinenza sessuale nel cristianesimo delle origini. Argomento allegrissimo, si potrebbe dire.

Il senso di vertigine è dato dalla ricchezza incredibile di pensatori antitetici, tutti tesi a capire il senso ultimo della curiosa esperienza mortale che ci troviamo ad affrontare e quasi tutti con idee, come dire, discutibili (i famosi 'cugini' di Gesù di Girolamo, le erezioni involontarie di Adamo in Agostino, la mitopoiesi gnostica, i rigori di Tertulliano, gli slanci di Origene - che si conferma il più affascinante di tutti).

Alla fine quello che colpisce di più è però l'abissale distanza di tutto questo dalla semplicità evangelica con cui si tratta il corpo, mai impuro, visto che Gesù toccava impunemente lebbrosi e donne menstruate, o no?
26 gennaio 2011
letteratura
istrioni imperiali

Il sangue e il potere è una sorta di divertissement di Corrado Augias e Vladimiro Polchi che hanno scritto tre pieces teatrali (effettivamente rappresentate a Roma tra il 2005 ed il 2007) dedicati ad un immaginario "processo" a Giulio Cesare, Tiberio (su cui ho appena letto anche questo) e Nerone (già ben difeso da Massimo Fini, direi).

Ci sono dunque le arringhe della difesa e dell'accusa, nonché i testimoni (da Cleopatra a Britannico, da Livia ad Agrippina e non manca Seneca), mentre la sentenza finale è lasciata al lettore. Manca però la voce degli accusati e, divertissement per divertissement, la si poteva anche mettere...
26 gennaio 2011
letteratura
questione di ginocchia!

C'era bisogno di una nuova edizione commentata dell'Iliade? Alla Carocci hanno pensato di sì, e per ora è uscito il libro XVIII (quello con lo scudo di Achille) ed il primo libro, quello dell'ira funesta da cui ha inizio il tutto.

L'edizione è molto carina, con una nuova traduzione ed un buon commento/introduzione (di stampo antropologico, con delle intriganti schede di approfondimento, su temi come il rapporto di potere Achille/Agamennone o la polifunzionalità dello scettro) - sarebbe comunque il caso che traduttore e commentatore si parlassero, visto che ogni tanto il commento dice che un termine non va tradotto in un certo modo che poi è esattamente il modo in cui viene tradotto qui.

Ho inoltre finalmente capito perché quando si supplica qualcuno gli si abbracciano le ginocchia: non pare tanto un gesto di umiliazione ma quasi di costrizione, visto che le ginocchia, che sono le giunture più evidenti del corpo umano, rappresenterebbero la capacità stessa di muoversi e di agire - abbracciare le ginocchia vuol dire insomma bloccare qualcuno e costringerlo all'inazione finché non ha esaudito il nostro desiderio. E questo senza citare la curiosa teoria per cui il ginocchio sarebbe una delle sorgenti del seme maschile, per cui Teti "castrerebbe" Zeus...
22 gennaio 2011
letteratura
impudentissimus mimus

Come noto, adoro la storia romana, in modo particolare le vite degli imperatori, per cui un buon spettegolone come Svetonio è in testa alle mie letture (la scena più bella è quella in cui Caligola si compiace che la figlioletta cavi gli occhi agli amichetti, così è sicuro che è figlia sua - lovely).

Ed alla Vita di Tiberio di Svetonio è dedicato un librettino di Paola Ramondetti che dimostra come Svetonio non aderisse alla corrente di pensiero per cui, dopo un primo periodo di regno moderato, Tiberio sarebbe diventato ex abrupto un maniaco sessuale rinchiuso nella sua villa di Capri e dedito a licenziosi festini, ma che anzi sin dai primo capitoli seminasse indizi per far capire che tutto Tiberio è costruito sulla dissimulatio, non sempre, ahimé, efficace, come un attore alle prime armi che lascia talora cadere la maschera, e che la 'rottura' è, casomai, tra dissimulatio e pentole scoperchiate.

Oh, mi sa che la storia romana è sempre attuale...
21 gennaio 2011
letteratura
nulla salus?

Se Malvino dice una cosa, io di solito la faccio, per cui ho letto Il cristianesimo primitivo di Charles Freeman, sperando di avere la conferma della mia teoria (il cristianesimo nasce dal lieto/raggelante incontro tra ritualismo giudaico, cosmologia aristotelica, metafisica platonica e rigorismo stoico).

E', tecnicamente, un 'mattone', in cui è facile perdersi e di cui restare affascinati, tra curiosi coinvolgimenti di Caifa nelle vicende della resurrezione, le sempre incantevoli lotte contro le eresie, le creazioni lessicali di Tertulliano (trinità! sacramento!), le farneticanti derive di Agostino, la nascita della Chiesa e dei primi papi (il mio mio resta papa Damaso, diventato pontefice dopo aver massacrato - fisicamente, eh - gli altri pretendenti), la sottigliezza teologica del mio mito Origene e quant'altro - e più o meno la conferma di cui sopra l'ho avuta.

Duole dire che all'Einaudi dovrebbero cambiare font ed evitare di mettere in corsivo le 'i' accentate ("così" è inguardabile) e, non so se è colpa del traduttore o dell'autore, decidersi se Erode muore nel 4 aC (a p. 6) o nel 4 dC (a p. 32), visto che la cosa ha una certa influenza sulla cronologia di Gesù, no?
14 gennaio 2011
letteratura
libero di, libero da

Mario Lentano
(che mi piace sempre di più) si è ad un certo punto trovato a fare una trentina di ore di 'letteratura latina' agli studenti di un corso di laurea in "Conservazione, comunicazione e gestione dei beni archeologici", studenti che di latino sapevano nulla o poco. E quindi, anzichè adottare un manuale liceale od universitario che richiederebbe ben più di trenta ore di corso, ha fatto quello che ogni scrittore vorrebbe fare ed ha deciso di parlare solo di quello che piace a lui (ah! se potessi fare letteratura greca senza quasi tutto l'ellenismo e spiegare solo Omero per tre anni!).

E' venuta fuori questa veramente bella Introduzione (faziosa) alla letteratura latina, in cui, con una chiarezza invidiabile, si parla del rapporto intellettuali/potere, di Plauto, della storiografia romana, della poesia d'amore romana, di stoicismo ed epicureismo e delle novelle di Petronio ed Apuleio. Gli spunti sono tantissimi e scoprire che la Matrona di Efeso di Petronio ha un precedente in Fedro (se l'Appendix è sua) è stata una sorpresa, anche perché, giuro, non l'avevo mai letto in nessun manuale di letteratura.
8 gennaio 2011
letteratura
il regalo di Itaca è il bel viaggio

Non esattamente una delle sue cose migliori, Itaca di Eva Cantarella è una sorta di 'accompagnamento' alla lettura dell'Odissea, in cui il testo omerico è lo spunto per toccare altri argomenti (la condizione della donna, il diritto greco, i supplizi capitali) che ha trattato altrove con maggior approfondimento e maggior cura. Ciò non toglie che la lettura sia piacevole ed interessante, eh.
6 gennaio 2011
letteratura
segmenti fonici tautosillabici

Non avevo mai pensato (crassissima ignoranza, merito il cilicio) che la struttura atomica della realtà in senso democriteo/epicureo/lucreziano possa per analogia essere spiegata con la struttura delle singole parole, fatta di lettere che cambiano forma, numero e posizione e che quindi le res ed i verba hanno in comune più di quanto potesse sembrare.

Per rimediare, si può leggere la Metafisica di Aristotele o l'ugualmente stimolante (e difficilotto, eh) Lucrezio - le parole e le cose di Ivano Dionigi. Impegnativo, ma intrigante.
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