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1 agosto 2010
musica
and then work came and made us free

Dare un successore a The holy bible era tosta, ma mentre i Joy Division divennero i New Order dopo il suicidio di Ian Curtis, i Manic Street Preachers mantennero il nome e nel 1996 uscì Everything must go (ri-edito nel 2006, con allegate rarità, video, interviste e simili). Per me il momento massimo dei Manics fu il successivo This is my truth tell me yours, ma qui ci sono cose come A design for life e Further away, per cui siamo a un passo dalla perfezione.

Dopo questa re-immersione nei Manics siamo pronti: qui c'è il nuovo singolo, (It's not war) Just the end of love...

21 ottobre 2009
letteratura
... ma mancano le spice girls!


Fear the music di Gary Mulholland raccoglie 261 recensioni di album, (c'è anche il libro sui 500 migliori singoli) i migliori dal punk e dalla disco ad oggi, cioè dal 1976 al 2003, in pratica dai Ramones agli Outkast. I gusti sono per definizione non disputandi, ma ci sono cose che vale comunque la pena di leggere, come il confronto fra Venus as a boy di Bjork e You're beautiful di James Blunt, in cui si spiega chiaramente perché quest'ultima sia il MALE. Inoltre ho scoperto la versione di She's lost control dei Joy Division ad opera di Grace Jones, e merita. 
22 novembre 2008
musica
the innocence of sleeping children


Il 2008 è stato un anno interessante per i Joy Division: è uscita un'antologia più o meno definitiva (ne parlavamo qui), c'è stato il film sulla vita di Ian Curtis (il notevole Control) e ora ho visto anche questo documentario che racconta la loro storia con interviste (ai membri sopravvissuti, al geniale Tony Wilson e ad altri) e filmati d'epoca e che, per la prima volta, dà voce alla veramente affascinante Annik Honoré, l'ultima donna amata da Ian (manca invece un'intervista con la sua vedova, Deborah - la sua storia, comunque, è in un libro). Tosto, e doveroso.
22 ottobre 2008
musica
dopo
E per ultima mi è arrivata la prima delle riedizioni degli album dei New Order, Movement, del 1981. Dato che l'ultimo album (in realtà una raccolta di rarità) dei Joy Division si chiamava Still ('ancora', ma anche 'fermo'), parve ovvio chiamare il primo disco dei New Order qualcosa come 'movimento'.

Ed in effetti è un album che cerca disperatamente di lasciare sotto terra Ian Curtis (anche se Ceremony, scritta da Ian, è, paradossalmente, sia l'ultimo singolo dei JD sia il debutto dei NO) e di andare altrove. Non è un grande album, ma nel secondo cd ci sono presagi di cose a venire, come HurtEverything's gone green. E l'iniziale Dreams never end è la base di Inbetween days dei Cure, il che mi basta.

E' uno di quei dischi che dimostra che si può andare avanti, dopo.
11 ottobre 2008
musica
tell me how does it feel
E oggi mi è arrivata la nuova edizione del secondo album dei New Order, Power, corruption & Lies (grandioso titolo).

Uscito nel 1983, è considerato il 'primo' album dei New Order (il precedente, Movement, malgrado l'auspicio del titolo, è in parte l'ultimo album dei Joy Division) ed è quello in cui i quattro hanno scoperto i Kraftwerk e hanno imparato a usare i sintetizzatori.

Il risultato è uno di quei dischi che suonava moderno allora e suonerà sempre avanti (provata a sentire Age of consent o Your silent face).

Il secondo cd non contiene nulla di 'raro' ma ha la coeva Blue monday, la canzone che consegnò i New Order alla storia, e quindi va bene così:
17 aprile 2008
cinema
lost control, again


Anton Corbijn
è uno che ama la musica (ha diretto magistralmente quasi tutti i video dei Depeche Mode) e in Control (se parlava qui) racconta la storia di Ian Curtis e dei Joy Division

Da vedere (e da ascoltare), magari non da soli, che è un filino deprimente.
22 marzo 2008
musica
coming up
Estelle; American boy: riuscirà la collaborazione con Kanye West a salvare la carriera di questa fanciulla? Sembrerebbe di sì...

Gnarls Barkley; Run: già Crazy non mi convinceva, ora dovrebbero cadere nel dimenticatoio.

Joy Division
; The best of: esistono almeno altre due antologie in commercio (senza contare la recente ripubblicazione dei loro due album di studio) ma questo è un gruppo importante e fa sempre bene riascoltarli. Qui poi c’è in più la session che fecero da John Peel nel 1979.

13 ottobre 2007
musica
coming up
Mark Ronson feat. Amy Winehouse; Valerie: io pensavo fosse la canzone di Stevie Windwood a suo tempo campionata da Eric Prydz per Call on me, invece pare sia una cosa degli Zutons. Non male, comunque.

Mika; Happy ending: ennesimo singolo da Life in cartoon motion. Questa è quella che alla fine pare un ‘gospel’.

Craig David; Hot stuff: Grandioso ritorno, anche se la genialità della cosa è interamente legata al pesante campionamento di Let’s dance di David Bowie, va detto.

Subsonica; La Glaciazione: salutare ritorno all’elettronica dopo il non convincentissimo Terrestre. Il miglior gruppo italiano della storia, ovviamente.

Alison Moyet; The turn: è dai tempi degli Yazoo che io adoro la sua voce. Ogni tanto fa un nuovo disco, come questo. Qua c’è il nuovo singolo, One more time.
 
Paul Anka; Classic songs my way: nuovo album in cui Paul Anka riprende a modo suo (‘my way’) classici moderni (Mr. Brightside dei Killers! Ordinary world dei Duran Duran!) e meno moderni (My way, che d’altronde ha scritto lui, in duetto con – tenetevi forte – Bon Jovi).

AA. VV. ; Control – music from the motion picture: lo so che sembra che non parli d’altro (qui, qui e qui) ma mi è appena arrivata la colonna sonora del film Anton Corbijn su Ian Curtis. Il disco, notevole mais ça va sans dir, comprende tre strumentali dei New Order e qualche classico d’epoca (Iggy Pop, Roxy Music, Sex Pistols, Bowie, Kraftwerk, Velvet Underground), ma la cosa che spicca di più sono i Killers che rifanno Shadowplay dei Joy Division.

Carter USM; You fat bastard - the anthology: i Carter (USM starebbe per ‘unstoppable sex machine’, mi pare di ricordare) erano un duo inglese di un certo successo negli anni ’90, presto caduti nel dimenticatoio. Bisogna però dire che alcune cose, come The only living boy in New Cross ( che iniza con un grandioso ‘hello, good evening, welcome to nothing much’, qua sotto), sono dei classici.
6 ottobre 2007
musica
joy division - love will tear us apart (1980)
Chi sono questi: un quartetto inglese originario di Manchester. La loro brevissima carriera era incentrata intorno all'Haçienda e alla Factory, la casa discografica fondata da Tony Wilson. Il loro primo album fu Unknown pleasures (1979), l’ultimo Closer (1980). La storia finì presto, con il tragico suicidio del cantante Ian Curtis. Gli altri tre decisero di andare avanti e nacquero i New Order. Hanno scritto canzoni memorabili, come She’s lost control (che parla di epilessia, condizione di cui soffriva lo stesso Ian) o Atmosphere, oltre a questa Love will tear us apart.

La musica: è in assoluto la loro canzone più commerciale e diretta, perfetta sintesi di chitarra e tastiera e un ritornello di otto note semplicemente perfetto.

Le parole: mi sono sempre chiesto se il titolo voglia dire qualcosa come ‘l’amore ci separerà’ (cioè ci lasceremo) o ‘l’amore ci farà a pezzi’ (nel senso che ognuno di noi sarà distrutto dall’amore), comunque quello che conta è che non sia esattamente una canzone ‘allegra’. Dentro c’è tutta l’angoscia delle cose che finiscono, e una delle strofe più belle mai scritte: ‘c’è uno strano sapore nella mia bocca / ora che la disperazione prende il sopravvento’. Come una scure per il mare gelato dentro di noi, direi, citando Kafka.

Cheremone’s corner: Ho scoperto i New Order nel 1987 e da lì sono andato indietro, fino ad arrivare a Unkwon pleasures. Da quel momento, le canzoni dei JD sono la colonna sonora dei momenti cupi o di quelli in cui piace ricordare i momenti cupi. Quando muore qualcuno a cui voglio bene, metto Atmosphere e piango.

Pregnanza socio-culturale: per quanto tecnicamente i JD non abbiano mai venduto milioni di dischi, la loro influenza su tutto quanto è venuto dopo è semplicemente incommensurabile. Ora c’è anche un film sulla vita di Ian Curtis (e Love will tear us apart è l’epigrafe sulla sua tomba).

La si trova qui: nelle antologie Substance e Permanent.
29 settembre 2007
musica
coming up
Joy Division; Unknown Pleasures/Closer/Still: i primi due album dei Joy Division sono ripubblicati in eleganti edizioni speciali, con allegati dei live del periodo. Stessa cosa per Still, la raccolta di rarità e lati b, quest’ultima un po’ solo per completisti. Gli altri due sono imperdibili, e bellissimi.

Annie Lennox; Songs of mass destruction: è il suo quarto album in quindici anni, ma il problema resta sempre lo stesso: la voce è notevolissima, il materiale non sempre. Le eccezioni a suo tempo furono Why e l’album Medusa (ma erano cover), forse oggi la pretenziosa Sing che ospita una ventina di voci femminili (tipo Madonna e le Sugababes)

Jamelia; Superstar - the hits; è un po’ imbarazzante che ‘the hits’ siano, in tutto, 11. Comprende comunque Superstar (ma guarda un po’) e Beware of the dog, quindi va bene.

Sex Pistols; Anarchy in the UK: altro anno, altro anniversario, e questo rumoroso classico compie trent’anni, motivo per cui esce un 7” commemorativo. Erano comunque meglio i Clash.

Sugababes; About you now: impeccabili, as usual. La canzone è, semplicemente, perfetta:

24 settembre 2007
letteratura
my life is no holiday


E’ banale dire che, dovendo scegliere di quale membro dei Joy Division/New Order scrivere una biografia, uno opti per Ian Curtis.

Ma siccome esiste già il libro Touching from a distance (scritto dalla sua vedova, Deborah) e ora anche il film (Control), David Nolan ha scritto questo Bernard Sumner – Confusion, che è comunque scorrevole e interessante.

Tra le cose che non sapevo, ho scoperto che, prima che i New Order usassero Just like heaven dei Cure come base per All the way, i Cure avevano ripreso In-between days da Dreams never end, il brano che apriva il primo album dei New Order (Movement, del 1981).

E inoltre pare che i rapporti tra i membri dei New Order siano oggi così incantevoli che il batterista Stephen Morris colleziona carriarmati (!) e ne ha uno puntato sulla casa di Bernard.

Amichevole.
22 settembre 2007
musica
coming up
Holly Dolly; Dolly song: non ho capito bene di che si tratti, credo sia un mulo che canta una specie di polka. Peggio di Crazy Frog, ed inoltre è una produzione italiana.

The Sheilas; (I'm so) happy happy (you're mine): ommioddio, è di nuovo il 1988 ed è tornato il marchio SAW (i creatori della prima Kylie Minogue), ora con queste tre fanciulle (qui il sito) e una cosa che sembra un singolo delle Bananarama dei tempi d’oro. Puro genio. Qua sotto il video (attendo con impazienza una versione fatta da qualche drag queen; intanto qui cantano – con una certa difficoltà - It’s raining men)



Joy Division; Love will tear us apart: in attesa del film sulla vita di Ian Curtis (si chiama Control ed esce a ottobre), ripubblicano quella che Kurt Cobain definiva la più bella canzone mai scritta. Giustamente.

BWO; Fabricator: nuovo album per i Bodies Without Organs (di cui sono, ricordo sempre, il primo fan italiano). Tranne forse Happiness (che tecnicamente è reggae svedese), è un capolavoro, anche per via della copertina un po’ barocca.



21 maggio 2007
musica
new order - true faith (1987)
Chi sono questi : più o meno quello che rimase dei Joy Division (il miglior gruppo rock inglese. Punto. ), dopo il suicidio del loro cantante, Ian Curtis . Era il 1980 e i tre rimasti, come la celebre fenicie che rinasce dalle ceneri, non misero la chitarra al chiodo, ci aggiunsero parecchie tastiere ed iniziarono un avventura che, tra alti e bassi, dura ancora. Da allora i New Order hanno scritto pagine memorabili, reinventando la musica dance ( Blue monday ), portandola a Ibiza e sopravvivendo (l’album Tecnique ), scrivendo l’unica bella canzone che parla di calcio ( World in motion ), inventando gli anni ’90 ( Regret ), facendo comunque le rock star ( Get ready ), onorando i Kraftwerk e tornando alle origini ( Krafty e Waiting for the sirens’ call ) e così via. Hanno anche trovato il tempo di seguire progetti paralleli: il bassista Peter Hook ha fatto due dischi con un amico suo, a nome Monaco ; Stephen Morris e moglie hanno fatto gli Other Two ; il cantante, Bernard Sumner , ha fatto gli Electronic con Johnny Marr degli Smiths , perché i geni lavorano spesso insieme (e infatti con loro hanno collaborato anche i Pet Shop Boys ). Ora si sono sciolti e non so se preoccuparmi per davvero, visto che l’hanno fatto altre volte. E infatti ora c’è una smentita

La musica : tanto per cominciare, alla produzione c’è Stephen Hague , e si sente. Poi c’è una meravigliosa batteria, poi le tastiere, poi la chitarra. Quando, dopo 35 secondi, comincia il cantato, si è già altrove . Nessuno canta come Bernard Sumner

Le parole : Come spesso accade per i New Order , il titolo non appare nel testo del brano, ma di suo è già alquanto significativo. Vera fede in cosa , esattamente? E come spesso accade per i New Order , il testo può essere inteso come una cosa priva di senso o come qualcosa di talmente profondo da sfuggire alla comprensione delle mere menti mortali. La prima strofa già è meravigliosa: Mi sento così straordinario / qualcosa si è impossessato di me / ho l’impressione di muovermi / un improvviso senso di libertà . Il ritornello, poi, con ‘ l’infanzia che ho perso / sostituita dalla paura ’, è una cosa che, se la si sente a 15 anni, non si scorda. Poi parla anche di droga e del fatto che uno si aspetta di trovare la luce nell’ombra. Geni.

Cheremone’s corner : erano i tempi di Deejay Television , ricordo chiaramente la prima volta che vidi il video (spettacolare), in montagna, quando andai per la prima volta in vacanza da solo (avevo 15 anni e parecchia confusione in testa). A Deejay Television , insomma, facevano una rubrica, si chiamava ‘ story ’, in cui mettevano come sottotitolo la traduzione delle canzoni che passavano (l’altra rubrica, ‘ sing a song ’, metteva il testo originale, tipo karaoke ) e per la prima volta capii che le canzoni dicevano qualcosa. Dentro True faith c’era tutto (vedi sopra). Sarò empio, adolescenziale o semplicemente stupido, ma appena partono le prime note mi faccio il segno della croce.

Pregnanza socio-culturale : Elevata, direi. L’influenza dei New Order su tutto è innegabile (i Killers si chiamano così perché un gruppo con tale nome appare nel video di Crystal !), quanto a True faith per se , beh, se un gruppo ha la chitarra e la tastiera, True faith è presente da qualche parte

La si trova qui : True faith non è mai apparsa su album; si trova comunque nella loro più recente raccolta, Singles .

11 luglio 2006
don't walk away, in silence
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permalink | inviato da il 11/7/2006 alle 12:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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